Le condizioni per perdere il derby c'erano tutte. Infatti, abbiamo perso!
Mancavano alcuni giocatori, avevamo un giorno in meno di riposo, l'allenatore è venuto da poco e ha visto quasi più partite che allenamenti, la squadra non è adatta al suo gioco, un ciclo, soprattutto, che definirei Inzago-Sarriano è terminato.
Definiamo un punto perché è oggettivo: abbiamo avuto mister fortissimi e non lo sostengo io. Lo chiariscono gli scudetti vinti da Pioli, Sarri e ora Inzaghi, oltre ai loro risultati.
La panchina non è mai stato il problema ma la soluzione.
Io spero, mi auguro che Tudor sia all'altezza. Alcune scelte mi lasciano perplesso ma so che con lui sarà bianco o nero (scusate il gioco): o saprà aprire un nuovo ciclo o sarà un flop alla Ballardini.
Che l'era di questi ultimi anni - in cui abbiamo fatto benissimo, non bene - sia conclusa lo testimonia il match di ieri: nemmeno con una roma in calo (guardate gli ultimi incontri, nulla di che), sotto di un solo goal, siamo riusciti a costruire un'azione concreta.
Come si ricomincia? Non mi preoccupano i mancati introiti Champions. La storia dimostra che sono utili ma non condicio sine qua non. Non mi pare che il Bologna stia facendo peggio del Napoli ad esempio o che le nostre migliori stagioni siano quelle successive a un piazzamento tra le prime 4 (prima 3).
Si rinizia costruendo un asse forte come quello Tare- Pioli/Inzaghi. Occorre rifondare sapendo aspettare e partendo da Mandas, Gila, Rovella, Guendo, Isaksen, Zaccagni, aspettando Casale e Castellanos perché sono giovani e hanno potenzialità, comprando calciatori reali senza voler fare i fenomeni (es Simeone), sapendo che ci vorrà un po' di tempo per rivedere la Lazio ai livelli delle ultime stagioni