Percassi, oltre a capire di calcio avendo giocato proprio nell'Atalanta, è un ottimo (anche se discusso) imprenditore. Per inciso ha 4 anni più di Lotito...
Vi riporto da Wikipedia:
Nel 1976 inizia la sua attività imprenditoriale nel ramo immobiliare, attività affiancata quando, conosciuto Luciano Benetton e abbandonata la maglia del Cesena, apre a Bergamo i primi negozi monomarca del gruppo Benetton. Negli anni apre poi in Italia e all'estero negozi United Colors, Zerododici, Sisley, Playlife. Nel 2001, grazie alla joint venture con Amancio Ortega, presidente del gruppo tessile Inditex, Percassi apre i primi negozi Zara sul territorio italiano.[9]
Partecipa quindi allo sviluppo della rete di vendita di vari marchi (Nike, Levi's, Gucci, Tommy Hilfiger, Ferrari, Ralph Lauren, Victoria's Secret), nel 1997 decide di puntare anche su marchi propri dando vita nella cosmetica a Kiko Milano, nel 2007 realizza anche una partnership al 50% con Flavio Briatore per il marchio di abbigliamento Billionaire Italian Couture, linea sartoriale di lusso. Nel 2012 rileva un'azienda storica milanese nel mondo della cosmetica femminile, Madina, e in seguito anche linee uomo con Womo e Bullfrog.
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Nel 2014 acquisisce il 3,9% di Alitalia.[12] Nel dicembre dello stesso anno ottiene da un gruppo di banche un finanziamento di 152 milioni di euro per sostenere lo sviluppo di Kiko (sotto la guida di uno dei figli, Stefano, i punti vendita raggiungono nel 2016 quota 990). Nel marzo 2015 rileva le calzature Vergelio di Milano con una rete di 11 negozi.[13]
Nel 2016 diversifica anche in altri sport, comprando dal fallimento il complesso immobiliare del campo di golf a 9 buche "Ai colli di Bergamo" di Longuelo. Ottiene un contratto in esclusiva con la LEGO per l'apertura di negozi Lego in Italia (una dozzina in due anni), chiude la rete di vendita dedicata a Ralph Lauren e Ferrari mentre amplia il network dedicato ai marchi Victoria's Secret e Bath & Body Works e cede la maggioranza di Billionaire Italian Couture a Philipp Plein,[14] entra anche nel settore della ristorazione: ottiene di essere licenziatario unico in Italia di Starbucks, realizza una partnership con la giapponese Wagamama nella ristorazione e distribuisce i marchi Piadineria e Caio oltre al marchio Da30Polenta.[15]
Il settore giovanile dell'Atlalanta è sempre stato ottimo (Domenghini, Tavola, Fanna, Scirea, Donadoni, Montolivo, Bonaventura, sempresialodato-Pazzini, Zauri, Morfeo, Tacchinardi e tantissimi altri). Lui probabilmente lo ha dotato di strutture moderne e di una organizzazione al passo coi tempi. E ne ha fatto una gallina dalle uova d'oro.
Ma, francamente, non so quanto ci ha messo di suo.
E poi, arrivato ad un certo punto, ha venduto una bella fetta della Società (nè ha ancora oltre un terzo).
Cioè, questo qui ci sa fare, altro che il nostro. Secondo me il paragone è purtroppo improponibile e non possiamo pensare di assumerlo a "modello". Ma va studiato, perchè è arrivato lì senza buttarci dentro i miliardi che Gli Agnelli, i Moratti, i Berlusconi o i Friskies e gli sceicchi della premier o del PSG hanno bruciato. E senza fare passi più lunghi della gamba secondo il "modello" Tanzi o Cragnotti.