Visti i toni da linciaggio con cui si è annunciata la manifestazione e vista la mia indole sconsiderata, avrei voluto partecipare indossando una maglietta con la faccia di Lotito. Non perché lotitiano (termine che esiste da quando è cominciata la prima RIDICOLA e STRUMENTALE contestazione antilotitiana, nata verosimilmente per colpa del taglio di mangiatoie e prebende ai tanti che poppavano la mammellona cragnottiana), quanto perché detesto questa contrapposizione voluta da alcuni e seguita a pecorone da altri.
Le caratteristiche di Lotito si conoscono e non sprecherò cento righe per fare l'elenco dei suoi difetti, o dieci per elencarne i pregi. Leggo però resoconti, vedo filmati, scorro twitter da ieri e mi riconsolo a leggere questo topic perché vedo che c'è ancora tanta gente che ama leggere la Lazio con gli occhiali della realtà, che è lo stesso esercizio che faccio io da quando ho incrociato con cognizione di causa i biancocelesti, diciamo dal '70/71, quando mi toccò spiegarmi il significato della parola "retrocessione".
I tempi cambiano, cambiano le ambizioni, cambia tutto: va accettata e condivisa l'aspirazione di ogni tifoso a vincere, ma mi fermerei qua. Trovo ridicole, strumentali, spesso sbagliate ad arte e prive della minima autorevolezza molte critiche che si muovono alla gestione della Lazio, mentre ne condivido alcune, precise e inconfutabili, dalle quali però non trarrei sufficienti motivazioni che giustifichino certi slogan. Non ci si mobilita in piazza per uno sponsor che manca, né per sottolineare l'andamento della curva dei ricavi, lo sciupio di risorse della Salernitana, delle correlate o gli stipendi esosi al board lotitiano. E non certo perché così fan tutti, ma soltanto perché quello è l'andamento gestionale della Lazio che posso solo fotografare come fatto oggettivo, senza dimenticare che sull'altro piatto della bilancia c'è una squadra che occupa posti in classifica nei quali non è mai rimasta stabilmente, che in panchina si sono seduti allenatori vincenti e quotatissimi, e quindi mi sorprende e mi fa incazzare la scelta insensata di Baroni, che in campo si sono visti in grande quantità giocatori di rilevanza mondiale e di interesse nazionale: da Klose, capocannoniere storico dei mondiali, a Immobile, 200 gol e scarpa d'oro, da Milinkovic-Savic a Luis Alberto, da Felipe Anderson a Hernanes, da Leiva a Pedro a Lulic, e nazionali italiani come Parolo, Candreva, Acerbi, Mauri, Lazzari, Casale, Luiz Felipe, Rocchi, Romagnoli, Zaccagni, Provedel, Ledesma, Marchetti, e internazionali come Lichtsteiner, Keita, De Vrij, Muslera, Biglia, Zarate, Pandev, Radu, Guendouzi, Dabo, André Dias eccetera. Ci sono stati tanti giocatori scarsi, più di quelli bravi. Ci sono stati sempre, i tempi di Filisetti e Mastropasqua, Capocchiano e Guaglianone stanno lì a ricordarcelo.
Quindi, basta una manifestazione partecipata e riuscita a cambiare lo stato delle cose?
Non esiste una volontà di Lotito di cedere la società, che in questi anni, quotazioni dei siti specializzati alla mano, si attesterebbe su valori enormi: 450 milioni, dicevano su KPMG, mi pare. Lotito la comprò cedendo un credito da 20 milioni, con una certa massa di debiti da gestire, altrimenti sarebbe fallita, e chi gli affidò la società lo fece proprio pensando che l'avrebbe accompagnata al fallimento, visto che ricordiamo bene di chi si trattava. L'incremento di valore, di patrimonio, di palmares sotto la gestione Lotito c'è stato e non è stato mai riconosciuto: i fischi, gli insulti, gli auguri di morte, le minacce fisiche vanno avanti da vent'anni senza che lui se ne curi o se ne preoccupi oltremisura, e ha un bel fegato, non c'è che dire, anche perché non penso che la situazione gli abbia risparmiato problemi in famiglia.
Dunque, visto che siamo in un Paese libero che si fonda, tra le tante cose, anche sulla proprietà privata, io non riesco a trovare un senso a simile manifestazione se non quello di esortare Lotito a trovare un compratore che possa fare meglio di lui (a parte che bisognerebbe capire cosa s'intende: se fare risultati migliori o ricominciare a foraggiare l'indotto, capisciammé).
In ogni caso perché ci liberi dalla sua ingombrante presenza Lotito dovrebbe trovare un compratore in grado di pagargli il prezzo richiesto e poi lanciare una campagna di conquista del calcio nazionale e internazionale. Ora, non so se le migliaia di manifestanti si informano sulle cronache economico-sportive, oltre che sui thread di previsioni su twitter, alcune delle quali restano incombenti tardando un po' a realizzarsi. A comprare sono fondi, oggi come oggi. Fondi che sono interessati a guadagnare sui propri investimenti. Ci sono regole che vietano di spendere milioni ad cazzum e obbligano a rientrare in certi parametri, il che, ci si lamenta da più parti, impedirà nei prossimi anni una forte mobilità verso l'alto a chiunque non faccia calcio già nella fascia più alta.
Dunque, se oggi con Lotito c'è un Cristo da bestemmiare, domani, nella migliore delle ipotesi, a trovarne uno, si bestemmierebbero i Pensionati Metalmeccanici Riuniti del North Dakota, che per mano del loro Amministratore Unico John Ponzi potrebbero interessarsi ai 150 milioni di ricavi della S.S.Lazio e alla sua patrimonializzazione, che sia da 250 bombe come dice er [...] o meno starà alla loro due diligence appurarlo.
Quindi, alla fine della riflessione, letti i messaggi, visti i video, registrati gli slogan mi chiedo:
a che minchia è servita la manifestazione, oltre a contarsi e a raccontarsi scenari futuri che non si potranno mai manifestare fino a quando Lotito non chiamerà un advisor per dirgli di trovare un compratore che porti 500 milioni e si prenda la Lazio?
Perché è di questo che si parla, eh, non è che domani Lotito potrà dire scusate, queste sono le chiavi di Formello, mi raccomando tenete tutto in ordine, io mi ritiro a Cortina d'Ampezzo.