Apprezzo tantissimo il non voler lasciare che un tema del genere possa diventare "superficiale".
Mi pare evidente che si affronta una vicenda in cui mezza parola - in più o in meno - può rendere o far sentire il confronto divisivo.
La nostra sensibilità deve fare i conti l'interpretazione che diamo alle parole che leggiamo......il dubbio che ci stiamo chiedendo troppo mi sfiora, lo ammetto.
Non si può certamente pensare che un atto del genere sia "normale" (ma credo nessuno lo abbia detto) e non si può non mettersi anche solo un momento nei panni di chi l'ha subito. Personalmente, ogni volta che mi trovo davanti a queste situazioni, oltre avere il cuore rotto, nonostante la mia vita colma di sensibilità, vivo un parallelo senso di colpa in quanto "maschio".
Provo ad aggiungere la mia, senza girarci troppo intorno e guardandola dal punto di vista di chi conosce il tema (poco, ma lo conosco).
Per un personaggio pubblico tutto è amplificato, ma chi può dire che non abbiano deciso di stringersi, di scegliere la strada del perdono da un parte e della riabilitazione dall'altra? Probabilmente nessuno, come nessuno può essere certo del contrario.
Intendiamoci, ha compiuto (perché lo ha fatto) un atto tremendo, ma forse hanno deciso insieme di proteggere il loro percorso, di non dare ulteriore risalto. Cosa che comprenderei (e consiglierei), anche perché c'è una bambina di mezzo.
Da qualche giorno - leggendovi - mi sto domandando se è giusto assumersi questa responsabilità di votare un sondaggio.
Chiaro, ognuno parla per se e risponde secondo la propria sensibilità, ma non sono certo che questa responsabilità debba finire nel cuore di chi va allo stadio a vedere la propria squadra. In quel cuore dovrebbe già esserci un sentire forte e un assoluto rispetto verso le donne, vorrei urlare: a prescindere da MG o chi per lui.
Essendo io una persona attiva (sempre poco) nel mondo del "sostegno" non posso fare a meno di chiedermi se è davvero giusto condividere il mio giudizio sul tema, se è corretto averlo questo giudizio.
Pur non riuscendo a darmi questo tipo di risposta (e probabilmente è giusto così), sento fortissimamente che il perdono deve concederlo solo la sua compagna, le scuse e la riabilitazione le deve solo a lei.
A prescindere dal fatto che arrivi o meno.
Poi, aggiungendo anche altri esempi, possiamo certamente approfondire e magari anche scalfire qualche retaggio che certamente ancora alberga.
Il punto è che non esiste una modalità univoca, il sentire può arrivare anche molto tardi, diversamente, "l'essere" è sempre condizionato dalla vita che gli gira intorno e in pochi abbiamo la fortuna di capire subito ciò che è giusto e/o bene.
A prescindere da come ognuno di noi la senta, il mio pensiero è completamente rivolto alla speranza che abbiano intrapreso un percorso.
Giocare nella Lazio o nel Real non cambierebbe nulla, resterebbe comunque un loro tema.