Citazione di: kelly slater il 01 Ago 2024, 22:33
Tutto il tuo discorso, che ha anche dei passaggi condivisibili, si poggia su un assunto assurdo.
Un giornalista che riporta nel titolo una frase letteralmente è un soggetto che vuole piegare la realtà per i suoi loschi fini.
Cioè veramente Thomas?
Cioè io capisco il discorso sulle interpretazioni (che poi oramai secondo me il tifoso è abituato a ste sparate e non gli dà manco più tutto sto peso), ma cazzo manco più riportare una frase letteralmente va bene?
Questo si chiama perdere il contatto con la realtà
non lo perdere, allora: loschi fini non ne ho indicati, ho parlato di convinzioni personali, in base ai quali si commentano fatti privi di rilevanza. Se Lotito dice "allora i tifosi facciano le trattative, e mettano anche i soldi" dice una cosa senza senso, perché i tifosi non potrebbero farlo nemmeno se volessero (le trattative, i soldi manco serve dirlo). Quindi considerare una frase scema, perché di questo si tratta, come un'esternazione carica di senso al punto da farci il titolo e lo spettacolino di giornata non depone a favore dell'intelligenza e della correttezza di chi lo fa, fermo restando il fatto che la battuta sbracata da scemo l'ha fatta il presidente.
Ci siamo?
Quindi manteniamo il contatto con la realtà, ma facciamolo tutti: c'è un presidente che agisce in un modo che conosciamo. Lo stesso parla troppo, dice cose bizzarre e spesso inascoltabili. Potrebbe dipendere da un suo stato psicofisico, non so, non m'importa. So che agisce con accortezza, che elabora strategie che lo portano dove vuole andare, e che, quindi, è un dirigente che sa quello che fa, sia quando fa bene che quando sbaglia, o quando fa cose che sarebbe meglio non fare, diciamo così.
Enfatizzare certe cose serve a captare consenso (chi comunica), a darsi di gomito (chi contesta o dileggia o si diverte a prendere in giro, romanisti inclusi).
Poi c'è la realtà: una società con una caratura internazionale, un bilancio importante, risultati che conosciamo, protagonisti che vanno e vengono, eccetera.
Cose che non si possono distorcere, che sono documentate dai risultati in archivio, dai dati disponibili e da tutto quello che tutti sappiamo.
A che pro quindi dare importanza a certe minchiate, sapendo benissimo che lo sono, soltanto per alimentare un discorso che dopo vent'anni dovrebbe essersi rivelato per quello che è, una strada senza uscita, un cul de sac?
Siamo tutti intelligenti abbastanza da capirlo, no?
Poi, certo, ci si può sempre sfogare, e chi lo nega.
Il 18 agosto però si gioca, in undici, con un allenatore nuovo, parte una stagione, la Lazio farà i suoi risultati, proverà a fare strada in Europa, comincerà un ciclo con giocatori nuovi.
E che rimarrà di certi titoli e di certe discussioni inutili e insensate?
Che rileva, non so, del fatto che non si andrà più ad Auronzo?
Che rileva del cambio di strutture mediche? Che importanza può avere rispetto a una vittoria o a una sconfitta?
Che rileva la campagna fatta con l'IA rispetto a quanti gol farà Noslin?
Che cosa conta davvero per l'ambiente Lazio, cornice, stampa, tifosi e tutto?
La realtà.