Citazione di: FatDanny il 28 Ott 2024, 09:53
trax, specifico giusto questo: a me non interessa capire la critica a Sarri, in particolare su questo topic. Si è capita ampiamente e condivido molte cose che dici (non sul gioco sempre noioso, ma come detto non importa).
Né sto dicendo che Baroni non sarà criticato se farà male, lo sarà sicuramente anzi per me il rischio è il solito dejavù.
Non capisco, invece, perché per elogiare Baroni occorre ritirare fuori sistematicamente l'insofferenza per Sarri. Hai usato il termine giusto, insofferenza. Che è cosa diversa dal confronto critico (che pure ci starebbe). Mi sono semplicemente chiesto il perché di questa insofferenza rispetto ad altri che hanno fatto peggio e mi sono dato una risposta che prova anche a dire perché invece Baroni è un profilo perfetto per questa piazza (come lo era Delio, per dirne un altro).
Mia semplice opinione, ovviamente.
Ma veramente tu pensi che lo scontro sia basato sul fatto che Baroni piace perché "cattolico" low-profile e Sarri non piaceva perché di personalità ingombrante?
Dico la mia:
a me Baroni piace perché fa giocare bene la squadra, si pone evidentemente nel modo giusto coi giocatori, li sa coinvolgere TUTTI, e quando serve fa le mosse semplici (ma perfette), in cui i tifosi possono rivedere la semplicità di un gioco che riescono a seguire.
mi piaceva anche Sarri (e Inzaghi, e altri), forse più per la persona, sicuramente per il risultato ottenuto al secondo anno, un po' meno per il tipo di gioco. Però trovo che al terzo anno si sia macchiato del peccato originale per qualsiasi allenatore, e cioè di trasmettere la propria negatività e il proprio scontento alla squadra e, di conseguenza, di aver perso la rotta, completamente. Peccato in parte (ma solo in parte) mondato grazie all'atto delle dimissioni.
Quindi per me non è che baroni Brilla nel buio di Sarri. Per me Baroni brilla e basta. Forse una piccola parte del brillio è data dal fatto che, per le cose ben note dette quando si è presentato, in Baroni non vedevo il rischio che si è materializzato nel terzo anno di Sarri.
E, fammelo dire, non lo trovo per niente "cattolico" o di basso profilo: davanti a microfoni che possono costarti la credibilità e che possono affossarti, è andato a raccontare la sua idea di calcio inusuale, espressa con termini che prestavano il fianco al dileggio. Io l'ho trovata una cosa da uomo coraggioso, di profilo tutt'altro, ma proprio tutt'altro, che basso.
Insomma: io, ora, sono per il calcio prestativo e non posizionale!