Citazione di: Fiammetta il 30 Ott 2024, 12:12
OT
Infatti le storie esistono, così come i filmati di repertorio, le foto. Io non lo avevo mai visto in vita mia e conosco i tratti del suo viso e la sua biografia a memoria. La giacca, perdonami, ma non racconta niente. Se andassi in una riunione di neosocialisti a portare il fazzoletto rosso che mio padre metteva ad ogni manifestazione e lo volessi dare a qualcuno come alto gesto simbolico, penso che causerei solo umana comprensione e imbarazzo. Sono oggetti, feticci e la memoria di Maestrelli non ne ha bisogno perché è ben preservata. Ne ha bisogno il figlio, non il padre e mi augurerei per lui che guardi anche avanti. Soprattutto, penso che Baroni non ne abbia alcun bisogno.
EOT
Perdonami Fiammetta, il calcio però è epica. Non puoi mettere a paragone l'epica con una manifestazione politica, per quanto rispettabile. Il calcio è un'altra cosa. È letteratura. Ha a che fare col sacro, con l'irrazionale. Per dirla con Pasolini, il calcio "è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo". Le gesta degli eroi, i guerrieri, Achille, Ettore, l'aquila che vola, i riti, i cori. Sentiamo parlare di "dei del calcio", non a caso. L'essere umano non è solo fatto di razionalità; è anche altro, dentro di lui sono presenti ancora quei rimandi mitici, le battaglie, l'epos, i dribbling, le grandi gesta dei calciatori/eroi e quindi anche gli amuleti, sì i feticci, i simboli, i talismani, "il mana", parlando della giacca di Maestrelli. Tutto questo universo, che ci può sembrare lontano, non è andato via. Esiste, pulsa. Fa parte dell'essere umano.