Citazione di: MisterFaro il 20 Nov 2024, 18:43
Una piccola riflessione sui privilegi e le opportunità che hanno avuto nella vita la nipote e il pronipote del dittatore sanguinario razzista, rispetto alla stragrande maggioranza degli italiani, proprio per il fatto di essere tali, andrebbe fatta.
Non per toglierli qualcosa, giusto l'alibi della discriminazione.
Su questo, pero', metterei un bemolle.
Tempo fa lessi un paio di articoli sulla famiglia di Jean-Marie Le Pen, sulle sue figlie. Un mio vecchio compagno di rugby, peraltro, aveva avuto una storia di due anni con una delle 3 (quella che si vede di meno). Altri compagni me ne avevano parlato, io pensavo fosse leggenda, invece lui me la confermò.
E non è stato facile portare un certo tipo di cognome. Non è mai facile.
Partendo dall'assunto che le colpe dei bisnonni, nonni, padri o madri, non ricadono sui figli. Il mio amico mi raccontò che la sua ex compagna (una sorella di Marine Le Pen) non aveva particolari idee di destra, ma qualsiasi iniziativa professionale avesse tentato, anche la più innocente e apolitica, spesso incontrava ostacoli e complicazioni solo a causa del suo cognome. Tra controparti che si ritraevano all'ultimo momento prima di firmare a situazioni anche più
umane, come ad esempio uomini che non appena venivano a sapere dell'identità del padre troncavano ogni tipo di rapporto. Insomma, portare certi cognomi non è facile.
E questa discussione ne è anche la prova. Fino a prova contraria che il ragazzo giochi in un campionato professionista lo deve solo ed esclusivamente alle sue qualità. Quindi escludiamo qualsiasi favoritismo che, in questo campo, è difficile da esercitare a partire da un certo livello. Ma sul fatto che possa giocare nella Lazio si sta discutendo sulla base del suo cognome. E questo, obiettivamente, è un privilegio al contrario.