19^ giornata contro l’a.s. mafia

Aperto da DinoZ, 30 Dic 2024, 21:23

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AutumnLeaves

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Citazione di: bizio67 il 06 Gen 2025, 00:57
Hai iniziato provocando e poi insultando, perdere il derby a Roma è una tragedia e lo so, dire che ad oggi siamo ancora quarti è un dato oggettivo, sperare di fare meglio è da vero tifoso, essere razionalmente un po preoccupato anche, se penso alla scorsa estate e al pessimismo galoppante, anche da parte mia, sono per accontentarmi, ovviamente ad oggi
Ho scritto che alla fine del campionato mancano 19 partite. La provocazione è tutta la tua che hai iniziato nel dire che sono contento della sconfitta. Rivoltare la frittata non cambia ciò che si è scritto

GabrieleSSL

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inammissibile non segnare in un tempo in cui non hanno mai avuto la palla porco tutto

Vagheggio

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Citazione di: WernerHeisenberg il 06 Gen 2025, 00:44
Io negli ultimi anni ho visto derby giocati come cristo comanda, anche da giocatori che oggi erano in campo.
A me dà fastidio che siamo caduti nel trappolone delle m.erde.
Concordo sulla retorica, che porta bagni di folla inutili e suicidi di massa in caso di sconfitta. Ma non concordo sul fatto che sia solo una partita da 3 punti, nei periodi in cui abbiamo ragionato così abbiamo scagliato sempre.
Ci vuole equilibrio, in questo Sarri è stato un Maestro con la M maiuscola, e io non l'ho mai apprezzato fino in fondo come allenatore.
Forse non ricordi il primo derby di Sarri (che dopo ha imparato la lezione)

Paladino68

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Citazione di: FeverDog il 06 Gen 2025, 00:25
Faccio fatica a capire perché un bagno di folla possa aver fatto entrare la squadra con quell'atteggiamento del cazzo.
Ma tant'è.

Li ha caricati di eccessiva responsabilità. Se tuo figlio ha una interrogazione importante il giorno dopo lo lasci concentrare tranquillo. Non gli stai dire tutto il giorno che gli starai vicino perché é l'esame della vita.
A me sembra un concetto semplice. Non abbiamo perso per questo ma questa è una delle componenti, quella emotiva. La prima mezz'ora non eravamo noi.

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FeverDog

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Citazione di: Vagheggio il 06 Gen 2025, 01:10
Forse non ricordi il primo derby di Sarri (che dopo ha imparato la lezione)


Mi sa che non lo ricordi tu, visto che l'ha vinto

Achab77

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Citazione di: Vagheggio il 06 Gen 2025, 01:10
Forse non ricordi il primo derby di Sarri (che dopo ha imparato la lezione)

Il secondo.
Il primo l'ha vinto.
Dopo quella debacle, in verità frutto di un periodo negativo e con Acerbi che giocava contro, non ne ha più perso uno.
Anzi, ne ha vinti altri due.

FeverDog

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Citazione di: Paladino68 il 06 Gen 2025, 01:10
Li ha caricati di eccessiva responsabilità. Se tuo figlio ha una interrogazione importante il giorno dopo lo lasci concentrare tranquillo. Non gli stai dire tutto il giorno che gli starai vicino perché é l'esame della vita.
A me sembra un concetto semplice. Non abbiamo perso per questo ma questa è una delle componenti, quella emotiva. La prima mezz'ora non eravamo noi.


Allora c'è da preoccuparsi se questo è il modo di assorbire la cosa

RubinCarter

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La Lezione la prese al  ritorno.

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Paladino68

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Citazione di: FeverDog il 06 Gen 2025, 01:12

Allora c'è da preoccuparsi se questo è il modo di assorbire la cosa

Per una squadra che gioca su tre competizioni per 50 partite all'anno la componente emotiva è basilare. Ma il quarto posto in campionato, il primo i Europa e il passaggio di turno in coppa Italia dimostrano che pur crollando emotivamente ogni tanto Baroni sia un bravo psicologo. Peccato perché siamo crollati, per 20 minuti, proprio nel derby.

JoeStrummer

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Citazione di: FeverDog il 06 Gen 2025, 01:12

Allora c'è da preoccuparsi se questo è il modo di assorbire la cosa

Certo che c'è da preoccuparsi.

Finito il primo giro della giostra eliminatoria  in EL arriveranno le partite con pressione e non è escluso che sulla strada verso i turni nobili troveremo proprio le merde.

In campionato, poi Milan e Juve ricominceranno a premere e i punti peseranno.

Il giochino dell'underdog, tanto caro a Lotito, ormai è già invalidato, che si fa?

DaMilano

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Che il derby sia una partita come tutte le altre, mi spiace, ma non è vero.
Che assegni gli stessi punti, sì, ma che sia paragonabile a altre, no.
Anche Sarri lo disse ricordando la scoppola presa nel 2022.

Poi le vere  ripercussioni  dipendono solo dalla reazione che metti nelle gare successive e dalla capacità di andare avanti in modo normale.
Ma la partita in sé la devi giocare su altro, non sul come giochi il resto dell'anno.

Dove finiremo quest'anno non si sa. Abbiamo una squadra che deve far crescere anche giocatori giovani e che deve fare il meglio che può.
Sento parlare di "mesi fa"....ma Napoli e Amsterdam ci sono stati meno di un mese fa....

bizio67

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Citazione di: AutumnLeaves il 06 Gen 2025, 01:06
Ho scritto che alla fine del campionato mancano 19 partite. La provocazione è tutta la tua che hai iniziato nel dire che sono contento della sconfitta. Rivoltare la frittata non cambia ciò che si è scritto
Rileggiti i post, non costringermi a segnalarti, io qui dentro non ho mai insultato nessuno...ti do una notizia, perderemo altre partite, purtroppo per me...

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Vagheggio

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Citazione di: FeverDog il 06 Gen 2025, 01:10

Mi sa che non lo ricordi tu, visto che l'ha vinto
Pensavo fosse questo dove facemmo una prestazione rispetto alla quale quella di oggi sarebbe da incorniciare, ma poi Sarri é stato impeccabile negli altri derby forse anche aiutato dalla presenza del Vate portoghese, spero che anche Baroni impari dopo questa sconfitta
Roma-Lazio 3-0, il tabellino
ROMA (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Oliveira (26' st Veretout), Zalewski (29' st Vina); Pellegrini (42' st Bove), Mkhitaryan; Abraham. A disposizione: Fuzato, Perez, Shomurodov, Maitland-Niles, Zaniolo, Kumbulla, Diawara, Afena-Gyan, El Shaarawy. Allenatore: Mourinho

LAZIO (4-3-3): Strakosha; Hysaj (7' st Lazzari), Luiz Felipe, Acerbi, Marusic; Milinkovic-Savic, Leiva (20' st Cataldi), Luis Alberto; Felipe Anderson (20' st Romero), Immobile, Pedro. A disposizione: Reina, Adamonis, Patric, Akpa-Akpro, J. Cabral, Kamenovic, Moro, André Anderson, Basic. Allenatore: Sarri

ARBITRO: Irrati di Pistoia

MARCATORI: 1' pt Abraham (R), 22' pt Abraham (R), 40' pt Pellegrini (R)



Miro68

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Citazione di: Paladino68 il 06 Gen 2025, 01:17
Per una squadra che gioca su tre competizioni per 50 partite all'anno la componente emotiva è basilare. Ma il quarto posto in campionato, il primo i Europa e il passaggio di turno in coppa Italia dimostrano che pur crollando emotivamente ogni tanto Baroni sia un bravo psicologo. Peccato perché siamo crollati, per 20 minuti, proprio nel derby.
Il quarto posto è purtroppo momentaneo viste le partite da recuperare delle altre . Il ruolino di marcia delle ultime sei partite è purtroppo in fase calante.

PARISsn

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Citazione di: Miro68 il 06 Gen 2025, 01:25
Il quarto posto è purtroppo momentaneo viste le partite da recuperare delle altre . Il ruolino di marcia delle ultime sei partite è purtroppo in fase calante.

eh ma  pure chi insegue non scherza eh ! la viola  un punto in 4 partite, tanto per dire...su ce la giochiamo ancora, intanto sotto col Como, una vittoria e si riparte dai...finalmente spero di vedere Dia centravanti che secondo me sotto porta è capace di zampate decisive  molto piu' di Castellanos, speriamo recuperi Pedro e che arrivi qualcosa dal mercato...io vedo il bicchiere ancora mezzo pieno e non mezzo vuoto...( e cmq come detto in altro topic se rivedo Pairetto arbitrarci davvero mi dedico al wrestling  8) )

Vagheggio

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Citazione di: Miro68 il 06 Gen 2025, 01:25
Il quarto posto è purtroppo momentaneo viste le partite da recuperare delle altre . Il ruolino di marcia delle ultime sei partite è purtroppo in fase calante.
Manca quella bella vittoria in casa nella partita importante che la Lazio di  Sarri e di Inzaghi riuscivano a mettere a segno e che servono a dare entusiasmo a giocatori e ambiente. Non so se dipende dal Mister inesperto a questi livelli o dalla mancanza di giocatori di grande personalità e/o classe che possono svoltare queste partite. Forse gli unici 2 che abbiamo sono Pedro e Vecino (oggi per esempio ci sarebbero serviti come il pane(

Vagheggio

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Citazione di: Miro68 il 06 Gen 2025, 01:25
Il quarto posto è purtroppo momentaneo viste le partite da recuperare delle altre . Il ruolino di marcia delle ultime sei partite è purtroppo in fase calante.
Manca quella bella vittoria in casa nella partita importante che la Lazio di  Sarri e di Inzaghi riuscivano a mettere a segno e che servono a dare entusiasmo a giocatori e ambiente. Non so se dipende dal Mister inesperto a questi livelli o dalla mancanza di giocatori di grande personalità e/o classe che possono svoltare queste partite. Forse gli unici 2 che abbiamo sono Pedro e Vecino (oggi per esempio ci sarebbero serviti come il pane)

Achab77

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Citazione di: JoeStrummer il 06 Gen 2025, 01:17
Certo che c'è da preoccuparsi.

Finito il primo giro della giostra eliminatoria  in EL arriveranno le partite con pressione e non è escluso che sulla strada verso i turni nobili troveremo proprio le merde.

In campionato, poi Milan e Juve ricominceranno a premere e i punti peseranno.

Il giochino dell'underdog, tanto caro a Lotito, ormai è già invalidato, che si fa?

So che mi prenderò gli insulti, ma questa tua riflessione che condivido me ne fa fare un'altra: alla fine in serie A i valori più o meno oggettivi delle rose emergono.
Certo, nei testa a testa finali ci possono essere sorprese, stranezze, pronostici che si ribaltano, è il bello di questo sport e la natura del gioco.
Ma difficilmente assistiamo a stagioni consecutive con squadre partite totalmente in sordina che vanno alla conquista della champions o dello scudetto: Lazio e Bologna sono state le due belle anomalie, probabilmente la Lazio aveva già consolidato un livello grazie alla conferma di alcuni top player, ma anche a detta del suo allenatore stava facendo un "miracolo". Il bologna azzeccò la strategia (e si ritrovò alcuni giocatori in stato di grazia come l'attualmente spaesato Zirkzee) e sfruttò i passi falsi della stessa Lazio per centrare uno storico piazzamento nell'Europa importante.
La Lazio di quest'anno è bella, ben assestata, fresca e partita con un entusiasmo più sano per via di una reazione ad un grosso momento di depressione dopo l'ingaggio del modesto Baroni che culminò con la famosa contestazione. Da quel momento in poi, ovviamente, l'unica scelta era quella di stringersi intorno a una squadra nuova e che partiva a fari spenti: scelta ripagata alla grandissima, complice la bravura di un allenatore sottovalutato dal mainstream e di un ds che dopo anni di cervellotiche trovate del CEO Igli Tare ha ricominciato a fare cose semplici e funzionali.
Quest'onda sta travolgendo tutti, e anche le competitors più attrezzate fanno fatica a trovare le contromisure.
Ma come fu per l'anno di Pioli e per il primo anno di Inzaghi, poi, le avversarie (soprattutto le più quotate), forti di quantità industriali di soldi spesi tra marketing, acquisti e connivenze mediatiche (se non addirittura arbitrali) le misure te le prendono. E complice un po' di stanchezza, di poca abitudine alle quote altissime e dell'impossibilità di utilizzare gennaio come mese di riparazione dei difetti notati nel percorso fatto fino ad allora, si rischia di finire in un vortice, a volte grande e a volte piccolo, che di riffa o di raffa tende al ripristino dei suddetti valori iniziali.

Critichiamo gli ultras e i tifosi per aver caricato fuori misura un gruppo che probabilmente aveva bisogno di serenità e calma per preparare il derby, ma poi (me compreso) fumiamo dalle orecchie per la rabbia quando vediamo che tra le varie meraviglie viste finora si insedia qualche oscurità profonda.
Forse è giunto il tempo che anche noi tifosi impariamo a mediare tra le nostre emozioni per crescere: a Luglio eravamo convinti che saremmo arrivati decimi, oggi perdere terreno rispetto al terzo posto sembra il crollo delle nostre certezze.
Dobbiamo tenere a mente che questa non è una squadra costruita per vincere uno scudetto, ma forse neanche un'Europa League. Il fatto stesso che ad oggi per punti e risultati siamo papabili per entrambi dovrebbe farci riflettere, ma al tempo stesso accettare che semplicemente potrebbe non essere quella la nostra collocazione naturale, quella per cui sono stati spesi determinati soldi per determinati giocatori.

Ci piace sognare un calcio à là "Febbre a 90", dove i sogni diventano solide realtà, ma paradossalmente è proprio attraverso le realtà, spesso non troppo solide, che si costruisce il sogno.
Impariamo a cogliere l'eccezionalità di certi percorsi, perché io mi ricordo gli insulti a Sarri quando parlò di miracolo, un miracolo che se vogliamo essere onesti e spietati è stato tale visto il decorso successivo. Godiamoci il momento facendo del nostro meglio per garantire serenità alla squadra, sperando che Lotito contribuisca provando a spezzare la maledizione del mercato di Gennaio, perché se dovessimo scivolare anche velocemente dalla posizione attuale, per poi magari risalire anche se più lentamente, non succederà nulla che non fosse nelle corde della Lazio di quest'anno.

Lo scrivo soprattutto a me stesso: guai a smettere di sognare, ma anche guai a diventare prigionieri del sogno, rischiando di buttare tutto all'aria quando invece ci saremmo potuti illudere tutti insieme in maniera così convinta da farlo diventare realtà.

Forza grande Lazio, sempre.

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Vagheggio

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Citazione di: Achab77 il 06 Gen 2025, 01:43
So che mi prenderò gli insulti, ma questa tua riflessione che condivido me ne fa fare un'altra: alla fine in serie A i valori più o meno oggettivi delle rose emergono.
Certo, nei testa a testa finali ci possono essere sorprese, stranezze, pronostici che si ribaltano, è il bello di questo sport e la natura del gioco.
Ma difficilmente assistiamo a stagioni consecutive con squadre partite totalmente in sordina che vanno alla conquista della champions o dello scudetto: Lazio e Bologna sono state le due belle anomalie, probabilmente la Lazio aveva già consolidato un livello grazie alla conferma di alcuni top player, ma anche a detta del suo allenatore stava facendo un "miracolo". Il bologna azzeccò la strategia (e si ritrovò alcuni giocatori in stato di grazia come l'attualmente spaesato Zirkzee) e sfruttò i passi falsi della stessa Lazio per centrare uno storico piazzamento nell'Europa importante.
La Lazio di quest'anno è bella, ben assestata, fresca e partita con un entusiasmo più sano per via di una reazione ad un grosso momento di depressione dopo l'ingaggio del modesto Baroni che culminò con la famosa contestazione. Da quel momento in poi, ovviamente, l'unica scelta era quella di stringersi intorno a una squadra nuova e che partiva a fari spenti: scelta ripagata alla grandissima, complice la bravura di un allenatore sottovalutato dal mainstream e di un ds che dopo anni di cervellotiche trovate del CEO Igli Tare ha ricominciato a fare cose semplici e funzionali.
Quest'onda sta travolgendo tutti, e anche le competitors più attrezzate fanno fatica a trovare le contromisure.
Ma come fu per l'anno di Pioli e per il primo anno di Inzaghi, poi, le avversarie (soprattutto le più quotate), forti di quantità industriali di soldi spesi tra marketing, acquisti e connivenze mediatiche (se non addirittura arbitrali) le misure te le prendono. E complice un po' di stanchezza, di poca abitudine alle quote altissime e dell'impossibilità di utilizzare gennaio come mese di riparazione dei difetti notati nel percorso fatto fino ad allora, si rischia di finire in un vortice, a volte grande e a volte piccolo, che di riffa o di raffa tende al ripristino dei suddetti valori iniziali.

Critichiamo gli ultras e i tifosi per aver caricato fuori misura un gruppo che probabilmente aveva bisogno di serenità e calma per preparare il derby, ma poi (me compreso) fumiamo dalle orecchie per la rabbia quando vediamo che tra le varie meraviglie viste finora si insedia qualche oscurità profonda.
Forse è giunto il tempo che anche noi tifosi impariamo a mediare tra le nostre emozioni per crescere: a Luglio eravamo convinti che saremmo arrivati decimi, oggi perdere terreno rispetto al terzo posto sembra il crollo delle nostre certezze.
Dobbiamo tenere a mente che questa non è una squadra costruita per vincere uno scudetto, ma forse neanche un'Europa League. Il fatto stesso che ad oggi per punti e risultati siamo papabili per entrambi dovrebbe farci riflettere, ma al tempo stesso accettare che semplicemente potrebbe non essere quella la nostra collocazione naturale, quella per cui sono stati spesi determinati soldi per determinati giocatori.

Ci piace sognare un calcio à là "Febbre a 90", dove i sogni diventano solide realtà, ma paradossalmente è proprio attraverso le realtà, spesso non troppo solide, che si costruisce il sogno.
Impariamo a cogliere l'eccezionalità di certi percorsi, perché io mi ricordo gli insulti a Sarri quando parlò di miracolo, un miracolo che se vogliamo essere onesti e spietati è stato tale visto il decorso successivo. Godiamoci il momento facendo del nostro meglio per garantire serenità alla squadra, sperando che Lotito contribuisca provando a spezzare la maledizione del mercato di Gennaio, perché se dovessimo scivolare anche velocemente dalla posizione attuale, per poi magari risalire anche se più lentamente, non succederà nulla che non fosse nelle corde della Lazio di quest'anno.

Lo scrivo soprattutto a me stesso: guai a smettere di sognare, ma anche guai a diventare prigionieri del sogno, rischiando di buttare tutto all'aria quando invece ci saremmo potuti illudere tutti insieme in maniera così convinta da farlo diventare realtà.

Forza grande Lazio, sempre.
Quoto tutto e soprattutto Forza Lazio sempre

Vogel_Lazio

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Citazione di: Achab77 il 06 Gen 2025, 01:43
So che mi prenderò gli insulti, ma questa tua riflessione che condivido me ne fa fare un'altra: alla fine in serie A i valori più o meno oggettivi delle rose emergono.
Certo, nei testa a testa finali ci possono essere sorprese, stranezze, pronostici che si ribaltano, è il bello di questo sport e la natura del gioco.
Ma difficilmente assistiamo a stagioni consecutive con squadre partite totalmente in sordina che vanno alla conquista della champions o dello scudetto: Lazio e Bologna sono state le due belle anomalie, probabilmente la Lazio aveva già consolidato un livello grazie alla conferma di alcuni top player, ma anche a detta del suo allenatore stava facendo un "miracolo". Il bologna azzeccò la strategia (e si ritrovò alcuni giocatori in stato di grazia come l'attualmente spaesato Zirkzee) e sfruttò i passi falsi della stessa Lazio per centrare uno storico piazzamento nell'Europa importante.
La Lazio di quest'anno è bella, ben assestata, fresca e partita con un entusiasmo più sano per via di una reazione ad un grosso momento di depressione dopo l'ingaggio del modesto Baroni che culminò con la famosa contestazione. Da quel momento in poi, ovviamente, l'unica scelta era quella di stringersi intorno a una squadra nuova e che partiva a fari spenti: scelta ripagata alla grandissima, complice la bravura di un allenatore sottovalutato dal mainstream e di un ds che dopo anni di cervellotiche trovate del CEO Igli Tare ha ricominciato a fare cose semplici e funzionali.
Quest'onda sta travolgendo tutti, e anche le competitors più attrezzate fanno fatica a trovare le contromisure.
Ma come fu per l'anno di Pioli e per il primo anno di Inzaghi, poi, le avversarie (soprattutto le più quotate), forti di quantità industriali di soldi spesi tra marketing, acquisti e connivenze mediatiche (se non addirittura arbitrali) le misure te le prendono. E complice un po' di stanchezza, di poca abitudine alle quote altissime e dell'impossibilità di utilizzare gennaio come mese di riparazione dei difetti notati nel percorso fatto fino ad allora, si rischia di finire in un vortice, a volte grande e a volte piccolo, che di riffa o di raffa tende al ripristino dei suddetti valori iniziali.

Critichiamo gli ultras e i tifosi per aver caricato fuori misura un gruppo che probabilmente aveva bisogno di serenità e calma per preparare il derby, ma poi (me compreso) fumiamo dalle orecchie per la rabbia quando vediamo che tra le varie meraviglie viste finora si insedia qualche oscurità profonda.
Forse è giunto il tempo che anche noi tifosi impariamo a mediare tra le nostre emozioni per crescere: a Luglio eravamo convinti che saremmo arrivati decimi, oggi perdere terreno rispetto al terzo posto sembra il crollo delle nostre certezze.
Dobbiamo tenere a mente che questa non è una squadra costruita per vincere uno scudetto, ma forse neanche un'Europa League. Il fatto stesso che ad oggi per punti e risultati siamo papabili per entrambi dovrebbe farci riflettere, ma al tempo stesso accettare che semplicemente potrebbe non essere quella la nostra collocazione naturale, quella per cui sono stati spesi determinati soldi per determinati giocatori.

Ci piace sognare un calcio à là "Febbre a 90", dove i sogni diventano solide realtà, ma paradossalmente è proprio attraverso le realtà, spesso non troppo solide, che si costruisce il sogno.
Impariamo a cogliere l'eccezionalità di certi percorsi, perché io mi ricordo gli insulti a Sarri quando parlò di miracolo, un miracolo che se vogliamo essere onesti e spietati è stato tale visto il decorso successivo. Godiamoci il momento facendo del nostro meglio per garantire serenità alla squadra, sperando che Lotito contribuisca provando a spezzare la maledizione del mercato di Gennaio, perché se dovessimo scivolare anche velocemente dalla posizione attuale, per poi magari risalire anche se più lentamente, non succederà nulla che non fosse nelle corde della Lazio di quest'anno.

Lo scrivo soprattutto a me stesso: guai a smettere di sognare, ma anche guai a diventare prigionieri del sogno, rischiando di buttare tutto all'aria quando invece ci saremmo potuti illudere tutti insieme in maniera così convinta da farlo diventare realtà.

Forza grande Lazio, sempre.

Hai scritto un grande post che condivido completamente, specie nella parte finale.

Io scrivo poco sul forum, ma stanotte, complici le brutte giornate, voglio fare qualche riflessione e magari guardare con un pizzico di ottimismo al futuro.

Il derby non è come le altre partite. Vale tre punti, sì, ma la scossa che provoca, in caso di vittoria o sconfitta, non è paragonabile ad altre partite (tranne match particolarmente rilevanti o decisivi ai fini di una coppa, un posizionamento importante ecc.). La fatica maggiore sta probabilmente nell'affrontare le ore che seguono fino alla prossima partita, dovendo rispondere agli sfottò (questo in genere), e francamente è eccessivo il modo in cui il tutto è amplificato qui a Roma. Spero che prima o poi si riesca a vivere questa partita con meno pesantezza e meno sentimento di giocarsi l'intera stagione, magari starà a significare che ci saremo strappati di dosso certo provincialismo che credo condizioni entrambe le squadre fin troppo.

Detto questo: stiamo vedendo qualcosa di nuovo? Quante volte su questa breccia? Quante volte ci siamo trovati in situazioni simili o anche peggiori? Quante volte con squadre pur più forti dei subumani siamo riusciti a rovinarci il derby? (il primo di Zeman, il derby di andata l'anno dello scudetto, i due nel 2010/2011, quello di ritorno - inutile, ok -  nel 2020/2021 - e potrei fare esempi anche più dolorosi). E quante volte pur con squadre più deboli siamo riusciti a incartargliela e a batterli? (uno per tutti, uno di quelli che ricordo con più passione, quello del 2008, con gol di Behrami allo scadere). E come sono finite poi certe stagioni? Lo scivolone nel derby non sempre ha portato a problematiche finali, o comunque non più di altre partite (si veda l'anno dello scudetto e come siamo riusciti ad annientarli nella partita di ritorno); viceversa la vittoria nel derby varie volta non ha scosso la stagione mediocre (ancora il 2008, ma anche il ritorno del 2009 - annata salvata dalla Coppa Italia). Dopo aver vinto il primo derby con Sarri (bellissimo, alla faccia di quel verme che allenava gli avversari) abbiamo perso in maniera tremenda a Verona. E quante volte ci siamo rialzati dopo aver perso malamente? (Mi vengono in mente le prime due annate di Inzaghi: in entrambe abbiamo perso il primo derby, ma nel 2017 li abbiamo buttati fuori dalla Coppa Italia e vinto al ritorno e nel 2018 siamo stati sfortunati nel ritorno ma abbiamo fatto un grande stagione che non ha portato al quarto posto solo per i furti che ben sappiamo)

Questo voglio dire, e perdonatemi la lungaggine, lo ripeto anche per me: è una storia che ci trasciniamo avanti, tra tragedie ed enormi soddisfazioni, praticamente da cento anni, da quando il regime ha imposto una squadra da Corropoli a quegli idioti, e il punto è che, per quanto il derby sia il derby, e faccia male perderlo, è la stagione la sola cosa che conta. E ad oggi la partita col Como è la più importante di tutte quante, perché là si vedranno tante cose, più che oggi , e bisogna vincerla assolutamente (al netto di dover giocare praticamente con i giocatori contati). I tifosi (tutti) sono eterni insoddisfatti, è vero, ma bisogna stare coi piedi per terra e continuare a sostenere un gruppo che non è di esperti (salvo qualcuno), ma di giocatori giovani e di prospettiva che ci hanno fatto sognare per questi primi mesi. Siamo quarti, non siamo gli unici a perdere punti, e siamo in corsa per tutto. Un derby può sbilanciare tutto? No. Se dovesse crollare tutto non sarà certo solo per il derby. Vinciamo col Como, che è più fondamentale che mai.

Scusate lunghezza e confusione.

Forza Lazio, da 125 anni e per sempre.  :ssl

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