Citazione di: JoeStrummer il 06 Gen 2025, 01:17
Certo che c'è da preoccuparsi.
Finito il primo giro della giostra eliminatoria in EL arriveranno le partite con pressione e non è escluso che sulla strada verso i turni nobili troveremo proprio le merde.
In campionato, poi Milan e Juve ricominceranno a premere e i punti peseranno.
Il giochino dell'underdog, tanto caro a Lotito, ormai è già invalidato, che si fa?
So che mi prenderò gli insulti, ma questa tua riflessione che condivido me ne fa fare un'altra: alla fine in serie A i valori più o meno oggettivi delle rose emergono.
Certo, nei testa a testa finali ci possono essere sorprese, stranezze, pronostici che si ribaltano, è il bello di questo sport e la natura del gioco.
Ma difficilmente assistiamo a stagioni consecutive con squadre partite totalmente in sordina che vanno alla conquista della champions o dello scudetto: Lazio e Bologna sono state le due belle anomalie, probabilmente la Lazio aveva già consolidato un livello grazie alla conferma di alcuni top player, ma anche a detta del suo allenatore stava facendo un "miracolo". Il bologna azzeccò la strategia (e si ritrovò alcuni giocatori in stato di grazia come l'attualmente spaesato Zirkzee) e sfruttò i passi falsi della stessa Lazio per centrare uno storico piazzamento nell'Europa importante.
La Lazio di quest'anno è bella, ben assestata, fresca e partita con un entusiasmo più sano per via di una reazione ad un grosso momento di depressione dopo l'ingaggio del modesto Baroni che culminò con la famosa contestazione. Da quel momento in poi, ovviamente, l'unica scelta era quella di stringersi intorno a una squadra nuova e che partiva a fari spenti: scelta ripagata alla grandissima, complice la bravura di un allenatore sottovalutato dal mainstream e di un ds che dopo anni di cervellotiche trovate del CEO Igli Tare ha ricominciato a fare cose semplici e funzionali.
Quest'onda sta travolgendo tutti, e anche le competitors più attrezzate fanno fatica a trovare le contromisure.
Ma come fu per l'anno di Pioli e per il primo anno di Inzaghi, poi, le avversarie (soprattutto le più quotate), forti di quantità industriali di soldi spesi tra marketing, acquisti e connivenze mediatiche (se non addirittura arbitrali) le misure te le prendono. E complice un po' di stanchezza, di poca abitudine alle quote altissime e dell'impossibilità di utilizzare gennaio come mese di riparazione dei difetti notati nel percorso fatto fino ad allora, si rischia di finire in un vortice, a volte grande e a volte piccolo, che di riffa o di raffa tende al ripristino dei suddetti valori iniziali.
Critichiamo gli ultras e i tifosi per aver caricato fuori misura un gruppo che probabilmente aveva bisogno di serenità e calma per preparare il derby, ma poi (me compreso) fumiamo dalle orecchie per la rabbia quando vediamo che tra le varie meraviglie viste finora si insedia qualche oscurità profonda.
Forse è giunto il tempo che anche noi tifosi impariamo a mediare tra le nostre emozioni per crescere: a Luglio eravamo convinti che saremmo arrivati decimi, oggi perdere terreno rispetto al terzo posto sembra il crollo delle nostre certezze.
Dobbiamo tenere a mente che questa non è una squadra costruita per vincere uno scudetto, ma forse neanche un'Europa League. Il fatto stesso che ad oggi per punti e risultati siamo papabili per entrambi dovrebbe farci riflettere, ma al tempo stesso accettare che semplicemente potrebbe non essere quella la nostra collocazione naturale, quella per cui sono stati spesi determinati soldi per determinati giocatori.
Ci piace sognare un calcio à là "Febbre a 90", dove i sogni diventano solide realtà, ma paradossalmente è proprio attraverso le realtà, spesso non troppo solide, che si costruisce il sogno.
Impariamo a cogliere l'eccezionalità di certi percorsi, perché io mi ricordo gli insulti a Sarri quando parlò di miracolo, un miracolo che se vogliamo essere onesti e spietati è stato tale visto il decorso successivo. Godiamoci il momento facendo del nostro meglio per garantire serenità alla squadra, sperando che Lotito contribuisca provando a spezzare la maledizione del mercato di Gennaio, perché se dovessimo scivolare anche velocemente dalla posizione attuale, per poi magari risalire anche se più lentamente, non succederà nulla che non fosse nelle corde della Lazio di quest'anno.
Lo scrivo soprattutto a me stesso: guai a smettere di sognare, ma anche guai a diventare prigionieri del sogno, rischiando di buttare tutto all'aria quando invece ci saremmo potuti illudere tutti insieme in maniera così convinta da farlo diventare realtà.
Forza grande Lazio, sempre.