Calcio: fronda di quartiere al Flaminio contro stadio Lazio, nasce Cdq "no a traffico e caos"
Non c'e' opera a Roma senza comitato di quartiere che s'opponga, rilevando le criticita' dell'impatto sulla mobilita' e l'ambiente nel territorio. E cosi' anche al Flaminio, nel giro di una o due settimane, si costituira' un comitato di quartiere che chiedera' al Comune di Roma di bocciare il progetto di riqualificazione avanzato da Claudio Lotito per il recupero e la rifunzionalizzazione dello stadio Flaminio, per farne l'impianto della squadra biancoceleste. L'iniziativa e' stata avanzata da un gruppo di residenti che ha gia' redatto il primo documento programmatico per il costituendo comitato, di cui va definito ancora il nome e ovviamente il direttivo. "Abbiamo gia' parecchie adesioni e speriamo nel giro di una settimana di costituire il comitato, per poi fare una prima assemblea per eleggere un direttivo e un presidente", spiega Giulio Castelli, giornalista in pensione e tra i promotori dell'iniziativa. Il documento ricostruisce la storia dell'impianto, dalla costruzione nel 1911 in occasione dell'Expo internazionale "quando il quartiere Flaminio - si legge nel documento - non esisteva e dunque la struttura si trovava praticamente in campagna" e arriva fino ai giorni nostri, passando per la ristrutturazione del 1927 e la demolizione e la ricostruzione del 1957 quando l'impianto fu riprogettato da Pierluigi Nervi ed e' per questo oggi sottoposto a un vincolo di tutela storica.
"A quell'epoca il traffico automobilistico era inferiore al 10 per cento di quello odierno e tutta l'area dell'attuale Auditorium poteva essere utilizzata come parcheggio per lo stadio", spiega Castelli. "Attualmente - aggiunge Castelli - la situazione e' drasticamente cambiata e soprattutto e' cambiato il flusso del traffico che e' circa dieci volte quello di 60 anni fa. Cosi' come purtroppo e' cambiato il comportamento delle tifoserie che spesso presenta aspetti violenti e di vera e propria guerriglia urbana". Le preoccupazioni dei residenti riguardano in particolare gli afflussi e i deflussi all'impianto, che secondo il progetto della Ss Lazio dovrebbe avere una capienza di 55 mila posti, ma anche la frequenza delle gare di una squadra che milita in serie A e in diversi altri campionati, pure di respiro internazionale. "Le partite in casa della Lazio sono 19, a queste si aggiungono 4 gare di Coppa Italia e 7-8 delle coppe internazionali oltre a 4-5 amichevoli l'anno - prosegue Castelli -. Se poi la squadra dovesse scegliere di allenarsi al Flaminio, con centinaia di tifosi al seguito come avviene normalmente, il quartiere sarebbe nella morsa del traffico e del disordine per 130-140 giorni l'anno, senza contare il rischio dell'aumento dell'inquinamento acustico se in futuro fosse affittato anche per i concerti".
Il documento programmatico del comitato di quartiere offre quindi un'analisi dettagliata della mobilita' nel quadrante, evidenziando i rischi di congestione della circolazione sulle principali arterie della zona: dal lungotevere a piazza Mancini, passando per viale Tiziano e via Flaminia, Corso Francia e viale di Tor di Quinto. Infine nel documento viene sottolineata la maggiore sostenibilita' dell'altro progetto, quello avanzato dalla societa' Roma Nuoto "che non ha niente in comune con la As Roma - si legge nel testo - e che prevede l'utilizzazione per sport non invasivi come il calcio professionistico, la creazione di campi da padel e di un campo di calcio per il campionato femminile con un massimo di 7-8 mila posti".