Amici, siamo nel pieno di un terribile mese di marzo che segue il solito terribile mese di febbraio.
Quante Lazio abbiamo visto affrontare difficoltà enormi in questo periodo dell'anno, in cui se sei forte giochi dieci partite al mese? E noi siamo sempre in corsa, tutti gli anni, per qualcosa, mica siamo il torino o la fiorentina. Il fatto di stare dentro, al 14 di marzo, in campionato e coppa, usciti in coppa Italia contro l'Inter, mica contro l'Empoli, con la squadra tutta rifatta salutando una sacra famiglia di fenomeni veri che hanno retto le nostre sorti per un decennio, ha del miracoloso. Baroni è un santo. Chiedere il bel gioco nel momento in cui i risultati dividono sportivamente i vivi dai morti è vivere in un'altra dimensione. Questo è il momento in cui si decide la stagione e un episodio può mandare tutto per aria, potremmo raccontarne a decine, vedi ieri sera a Bilbao, vedi noi quel caxxo di gol beffardo assurdo impossibile subito con l'Udinese.
Bisogna andare avanti, culo stretto e petto in fuori, la Lazio sta facendo cose MIRABOLANTI.
Nessuna paura mai, una partita per volta, senza snobbare nessuno.
E guardate i dettagli, ieri sera nel finale alcuni dei nostri hanno fatto i maestri veri.
Guardate Marusic su quell'out. Sale in zucca, capacità di capire la partita. Guendouzi arrancava nel primo tempo e ha finito galoppando.
Questa squadra ha sangue e anima.
La stagione è tutta da giocare, non si molla niente