Non so, io su queste cose ci andrei molto cauto.
Parliamo di una squadra sostanzialmente poco carismatica (o meglio, con pochi leader caratteriali nello spogliatoio, tema ricorrente in questi anni), stremata fisicamente e psicologicamente da una partita pesante sia in campo che fuori, che si trova già con un peso sul cuore per quella rimonta strozzata in gola dal gol del Bodo e che deve riassestarsi per andare a calciare i rigori nelle condizioni migliori possibili.
Lo stesso Guendo è rimasto molto tempo in lacrime da solo a metà campo prima di scatenarsi in quel modo contro lo staff, il che significa che ha avuto tempo prima per disperarsi, poi per elaborare e infine per cercare uno sfogo; una dinamica sicuramente non giusta e non utile, soprattutto perché fatta a cielo aperto davanti a migliaia di telecamere e di persone, però abbastanza comune e prevedibile. Credo sia successo anche a noi nelle nostre vite quotidiane.
La speranza è che tutto sia già rientrato con un chiarimento tra gli interpreti, anche perché fare la "luisalbertata" di dire ME NE VADO ai cronisti magari dopo genoa Lazio non credo possa giovare neanche a lui, che darebbe ragione ai "tudoristi" che lo consideravano una testa calda difficile per lo spogliatoio.
Insomma per me stiamo parlando del nulla: è vero che s'è incazzato, è vero che probabilmente non ha condiviso modalità e gestione della scelta dei rigoristi, ma è anche vero che probabilmente a lui bruciava più che agli altri, per carattere e anche perché è stato tra i migliori in campo.
Ripeto il concetto espresso qualche post fa: l'unico antidoto è dimostrare a Guendouzi che la società vuole crescere e ripartire da qui, innalzando non solo il tasso tecnico della rosa ma anche quello di personalità.
Riusciranno i nostri eroi in società, allergici alle spese e ai giocatori di carattere, a risolvere il problema?
"Ai posteri l'ardua sentenza"
(cit.)