Citazione di: Aquila Romana il 01 Mag 2025, 12:28
Avevo male interpretato allora, mi darai atto che il tuo post era facilmente equivocabile
E rimango dell'idea che non dobbiamo rassegnarci allo status quo, ma dobbiamo spendere tutte le risorse possibili e immaginabili per cercare di crescere, sempre. Anche prendendo come punto di riferimento le squadre che sono riuscite a rivoluzionare il ranking storico del calcio italiano
ps: avere un allenatore di spessore in panca implica tanti risvolti, non solo interni al campo, ma anche esterni, a livello societario in generale
In generale sono d'accordo.
Però Mourinho, Sarri, Allegri, secondo me anche Conte che quest'anno se la rischia se non va a dama, e altri considerati di spessore alla fine hanno portato più macerie e debiti dopo la loro uscita di scena che risultati.
Nel resto d'Europa ci sono pochissimi allenatori "vecchi", i giovani però provengono da un percorso professionale e di formazione sostanzialmente diverso dal nostro (non dico migliore o peggiore, diverso) e hanno spesso alle spalle società molto virtuose o comunque con le idee chiare e durature.
La serie A tende a essere un sepolcro imbiancato dove gli unici che hanno speranza di racimolare qualcosa sono appunto i vecchi volponi esperti mentre i nuovi (prendo ad esempio i campioni del mondo del 2006, che sono una galleria degli orrori da allenatori) probabilmente non hanno una formazione compatibile con le situazioni che poi si ritrovano in Italia.
In buona sostanza credo che il problema sia capire se auspicare un cambiamento della struttura istituzionale, economica e organizzativa del calcio oppure se crescere i nuovi tecnici strettamente connessi al solco lasciato dai "vecchi" che (ancora oggi) comandano lo spettacolo.