Citazione di: tommasino il 05 Mag 2025, 16:17
Non è questione di buoni e cattivi; è questione di aspettative generali.
A parte il sondaggio (che comunque un 65% dei votanti prevedere un campionato fra l'anonimo ed il pericoloso) credo che sia innegabile il fatto che al 31 agosto le aspettative fossero molto basse.
Ricordo che il giorno di Lazio-venezia a ponte Milvio una delle frasi più ricorrenti era: sbrigamose a fà 40 punti.
Diversi miei compagni di viaggio toscani avevano questo timore.
Poi nel corso della stagione le aspettative sono giustamente salite ed adesso è innegabile che rimenare senza europa farebbe girare di molto le palle.
Però scusami... ma cosa c'era da aspettarsi a fine agosto con una squadra rinnovata pesantemente, senza i capisaldi delle stagioni precedenti, e con un allenatore abituato a serie B e salvezze?
Ottimismo a gogò?
Ieri ascoltavo un po' di interventi su un'emittente locale riguardo il ritorno in serie A del Pisa.
Il concetto standard era che i tifosi non credevano a questa stagione, che è una piazza dove il pessimismo è costante, che non c'erano certezze, che non c'era fiducia nella proprietà, ecc... discorsi che puoi tranquillamente associare al 95% delle squadre professionistiche italiane.
Secondo me partire dal presupposto che noi siamo pessimisti nel DNA, che non ci va mai bene niente, e concetti simili, è fuorviante rispetto alla realtà.
E' il tifoso standard che non è mai contento e che critica in maniera costante; non è una prerogativa dei Laziali.
Ieri parlavo con un interista, che si lamentava del loro attacco "
indecente" (parole testuali)...
Anzi... considerando le sparate della proprietà, e gli atteggiamenti del capo da oltre 20 anni, direi che abbiamo anche più pazienza di tanti altri tifosi.