E' il mio pensiero da mesi e l'ho già espresso.
Non c'è nessuna insofferenza politica, era il suo piano fin dall'inizio.
Ci sono due tipi di investitori: quelli che hanno i soldi veri e cercano un brand, e quelli che hanno relativamente poco da investire e puntano tutto sul "prendi a poco, sistema e poi vendi a tanto".
Lotito appartiene ai secondi. Le aste, la Salerno, la Lazio... tutti i suoi investimenti sono sempre ruotati attorno a questo concetto.
Con la Lazio lo schema è chiaro:
Prende una squadra sull'orlo del fallimento investendo una ventina di milioni, fa approvare un piano di risanamento favorevole (guarda caso appena estinto), costruisce una rete di imprese satellite, investe nei risultati sportivi quel tanto che basta per mantenere il brand ad un livello sufficiente... ora manca solo lo stadio, ma ci siamo: se approvano il progetto può vendere tutto per almeno 400 milioni di euro, forse anche di più nel caso se la giocasse bene con la rete di imprese di ristorazione, trasporti e pulizie.
Un pacchetto completo, bello e pronto, tirato a lucido, dove non devi neanche sbatterti i maroni per aggiustare nulla, perfetto per far aprire il portafoglio agli investitori che invece i soldi li hanno sul serio.
Secondo me non c'entra nulla l'ingerenza politica, sarebbe semplicemente un pazzo se non lo facesse: è un colpo da maestro, un investimento perfetto con rendimenti di quelli che se ne vedono pochi in giro.
Ricordiamoci sempre che Lotito alla fine è un uomo d'affari, pagare moneta vedere cammello, tutte quelle dichiarazioni sulla Lazio a vita erano semplici frasi strumentali dette quando i tempi non erano ancora maturi.
Appena approvano lo stadio tempo 1-2 anni se ne va.