Appena finita di vedere la miniserie "il mostro". Questa prima stagione si concentra sui delitti, il modus operandi del mostro e sulla prima pista, "la pista sarda" che nasce dalla scoperta di un nesso tra i delitti degli anni settanta e ottanta con uno del '68, apparentemente scollegato e classificato all'inizio come "delitto d'onore". Senza spoilerare troppo a me la serie è piaciuta perché non indugia troppo sulla morbosità dei delitti con scene raccapriccianti ma li racconta freddamente con l'occhio di uno spettatore che si deve immedesimare negli inquirenti che non vedono volti se non delle vittime, che non hanno indizi se non la stessa pistola con gli stessi bossoli, che non hanno testimonianze se non quelle di testi o imputati bugiardi seriali e/o reticenti, le uniche ad uscirne bene con un occhio "benevolo" sono le donne vittime di ambienti familiari tossici, costrette a subire una vita violenta, sesso promiscuo e deviato, rapporti incestuosi, violenze domestiche e sessuali di un'Italia lontana nel tempo ma non troppo.
Ambientazione e costumi ottimi e ben curati, per me ben recitato e ben diretto perché dà la giusta caratterizzazione dei personaggi senza enfasi, senza voli pindarici nelle analisi psicologiche ma si attiene ai fatti e ai pochi riscontri, con continui flashback che cercano di dipanare un intrigo complicatissimo, con più versioni di uno stesso accadimento che mutando con il susseguirsi delle indagini, cambia di volta in volta prospettiva. Rigoroso dal punto di vista investigativo, con pochissime concessioni alla fantasia, non lascia spazio e non si fa prendere la mano dalla spettacolarizzazione stile crime-fiction. Chiaramente può non piacere a chi predilige un genere "all'Americana" ma il mostro è una storia italiana, vera ed è forse l'unica maniera per raccontarla. Può sembrare lento ma è il ritmo stesso del tempo che scorre e delle versioni che cambiano, cercando di fare provare allo spettatore un'infinitesima parte della frustrazione provata dagli investigatori dell'epoca, alle prese con un caso sostanzialmente irrisolto, con le infinite piste e potenziali colpevoli, che ha terrorizzato la Toscana per vent'anni.
In attesa della seconda stagione e dei "compagni di merende".