A mente fredda penso che il vero derby la Lazio lo abbia perso a Bologna.
In fondo son convinto che la roma, con un ottavo di finale di Champions abbordabilissimo e un campionato che nella sua modestia aspetta tutti, avrebbe perso il derby senza troppi strascichi. La coppa Italia per loro è un buon obiettivo ma non è nulla di vitale.
Di vitale, per loro, c'è il campionato: entrare in Champions significa tanti soldi, tanto meglio se l'entrata è quella principale, senza preliminari. E farebbero 6 al super enalotto vincendo lo scudetto: entrata in Champions e fallout mediatico, oltre che di merchandising, imponente e internazionale, soprattutto ora che sono alla ricerca di nuovi proprietari.
Di vitale, per loro, c'è anche l'attuale Champions: devono impegnarsi, sudare, sputare sangue ma hanno la semifinale a portata di risultato, visto il tabellone; non c'è insomma un Manchester o un Barcellona fino a quel traguardo. Superare gli ottavi, superare i quarti, approdare in semifinale con gli occhi del mondo puntati addosso: son soldi veri, non solo quelli immediati ma anche quelli ipotecati nei mesi successivi (esposizione sui media di tutto il mondo, titoli, servizi, attenzione, visibilità e valorizzazione del proprio brand, volano al merchandising, centralità tra i top team europei).
Ecco, se sul secondo obiettivo vitale (attuale cammino in Europa) possiamo poco, se non gufare, sul primo obiettivo, il campionato, potevamo ancora qualcosa, non so se molto ma qualcosa sì. In altre parole, avremmo fatto loro del male continuando a stare lassù, in zona Champions, togliendo loro spazio vitale, ossigeno, certezze circa la qualificazione Champions.
Vincere a Bologna significava lanciare un messaggio: ci siamo, ci siamo ancora (non è una citazione...), dovete fare i conti con noi fino alla fine, o almeno fino ancora a un po'. Chissà quanto ma è ancora un po'. E un po' è una quantità spesso decisiva nelle guerre di logorio psicologico.
Invece no.
Stop accesi e "prego, si accomodi", un attimo, anzi, mi accosto pure.
Quando gli indizi si coagulano in prove. Derby perso in campionato e sconfitta di Cesena: in tre giorni minata la certezza della propria forza, lanciato il segnale per la loro rimonta e perdita del primato in classifica. Derby perso in coppa e disfatta di Bologna: in (altri) tre giorni certificato un incubo ranieriano e sorpasso in campionato.
Bologna era il vero derby.
Perché questa città vive di umori che rispondono al principio dei vasi comunicanti, anche e soprattutto a distanza.
Vincevi a Bologna e stavi ancora seduto al tavolo che conta.
Direte, sì ma nulla è perduto. Certo, i numeri dicono che nulla è perduto.
Ma certe cose si fiutano, si sanno. Perché le cogli nella disperazione dell'atteggiamento. Per un de rossi battere il Cagliari era vitale. Per uno qualsiasi dei nostri battere il Bologna era solo una possibilità.
Il vero derby l'abbiamo perso domenica.