Rispetto alle opinioni espresse negli ultimi post (e scusandomi per una mia piccola considerazione... fuori luogo

), mi sembra che una posizione equilibrata stia un po' nel mezzo tra le richieste da parte di Sarri di
alcuni giocatori fatti e finiti e la sua capacità di insegnamento, che non si applica soltanto a giovanissimi sconosciuti ma anche a giocatori con ancora margini di miglioramento.
Quante volte abbiamo detto che molti giocatori sono cresciuti sotto la sua gestione? Molti di questi, da Zaccagni a Gila, lo riconoscono esplicitamente e gliene sono grati per la dimensione raggiunta sotto la sua guida.
Si tratta ovviamente di processi i cui risultati non sono immediati, e proprio per questo non si può impostare una squadra intera con giovani da fare crescere, ma ci vogliono anche alcune certezze, soprattutto quando, come quando chiedeva Zielinski, LC o Berardi, se devi affrontare immediatamente la Champions League.
Oggi, paradossalmente, c'è minore necessità di avere giocatori pronti subito (o comunque puoi permetterti di averlo in numero minore), quindi da navigato uomo di campo Sarri si divertirebbe anche a lavorare sulla crescita di giovani con obiettivi di medio periodo. Però, posto che i giovani top non possiamo permetterceli e comunque non è facile scovare diamanti grezzi, a quel punto entra in gioco la loro scelta e la loro conoscenza da parte del mister, altrimenti se ti ritrovi con una serie di anarchici distratti alla Dele-Bashiru, hai voglia a insegnare calcio.
In questo senso, non gli farei certo una colpa per il fatto di dire apertamente che non conosceva o non aveva richiesto un giocatore che gli è stato messo a disposizione o, di conseguenza, per non lanciarli immediatamente in campo. Cosa che per esempio con Taylor, in quanto da lui stesso definito "più pronto" ha fatto dalla prima partita, non togliendolo più.