Non si tratta di "storia della Lazio", né di un risultato europeo estemporaneo e nemmeno di paventare un "modello Empoli".
Per me si tratta di essere realisti rispetto al momento che viviamo e alle prospettive che l'attuale modello gestionale offre, comparato con quello delle altre squadre del campionato italiano: in questo senso, oggi, la Lazio come espressione societaria può ragionevolmente veleggiare intorno a metà classifica o poco più e in questa dimensione non arrivano né giocatori né allenatori top.
Per questa dimensione, Sarri è sicuramente sovradimensionato e forse nemmeno troppo adatto, ma è l'unica componente tecnica di livello top che ci è rimasta e quindi è comprensibile che si provi a puntare su di lui. Ovviamente dipende in che modo, perché se volesse solo giocatori fatti e finiti (mai detto, mai dimostrato in pratica) sarebbe incompatibile con le esigenze gestionali; d'altronde, lavorare con i giovani non basta come slogan perché non tutti i giovani crescono da soli, anzi hanno bisogno di una guida che conosca il calcio e, magari, sia più guidato da una passione disinteressata, perché a fine carriera, piuttosto che da interessi di bottega di dover salvare la squadre e farsi un nome per andare altrove.
Oggi la storia e quello che si è fatto finora conta relativamente: siamo una squadra in evidente ridimensionamento, con pochi picchi di eccellenza, tra i quali appunto l'allenatore. Andato via Sarri, ci si potrà aspettare successori alla stregua di Gilardino e Grosso, che sicuramente meno brontoloni sul mercato o sull'accettare una squadra di giovani. A quel punto gli interrogativi, che pongo già ora ai critici di Sarri saranno: saranno in grado di far crescere quei giovani? dove ci aspetteremo di arrivare in un simile scenario?
EDIT: leggo ora Aquiladimare: appunto, giovani già relativamente affermati e dal costo conseguente da noi non possono arrivare, bisogna sperare di pescare la scommessa a cinque-sei milioni e che si riveli, col tempo, un campione.