Citazione di: tosh il 15 Feb 2026, 23:48Che per me non è così, premetto che il primo responsabile è la Società,sai che se chiami un'integralista come Sarri
Krugman, se non erro, ha parlato di
zombie ideas, ma in questo caso potremmo parlare tranquillamente di pigrizia cognitiva: si attinge al "luogo comune" (
Sarri integralista), risparmiando calorie cerebrali a scapito dei dati.
Piccola premessa.
Sinner, dopo una sconfitta contro Alcaraz, ha sostenuto che avrebbe dovuto cambiare il suo gioco. Ha anche aggiunto che sarebbe stato un duro lavoro, un impegno sia mentale che fisico.
Parliamo di uno sport individuale, in cui la modifica del tuo comportamento in campo impatta sull'avversario, non devi concertare i movimenti con compagni di reparto e non solo.
Sarri allena una squadra. Cerca di armonizzare i movimenti di tutti. È un lavoro complicato, creare sincronia è una disciplina in alcuni sport.
Ma non è l'unico, non è un caso raro.
Chi ha un minimo di memoria ricorda che anche Simone Inzaghi ha ricevuto l'avviso di garanzia per integralismo da 352, mentre lo scorso anno il 4231 di Baroni saliva sul banco degli imputati ad ogni sconfitta, con annessa istanza di ritorno al 433, salvo critiche in direzione opposta (e opposta soluzione) quando prendevamo sberle con quest'ultimo modulo.
Il cambio modulo è l'extrema ratio: non mi pare che l'Inter cambi modulo ogni settimana, così come il Milan, la Juve e le altre squadre.
C'è poi questa
fantastica illusione che il cambio del modulo sia la panacea, la soluzione ad ogni male (a questo proposito alle volte la soluzione è banalmente Malen).
Ricordo solo un caso, quello di Zoff che sostituisce Zeman, l'ingresso di Venturin in pianta stabile e una squadra che riprende quota.
Ma lo stesso Zoff ha sostituito anche il povero Eriksson: anche lì è andato meglio, ma senza cambiare molto.
Più che una questione di modulo è una questione di rapporti sfilacciati, situazioni irrecuperabili nello spogliatoio, odi incrociati e tutto ciò che può andare storto nella gestione di un gruppo.
Negli anni Laziali Sarri ha mostrato una
grande capacità di adattamento.
In base agli uomini disponibili ha modificato la propensione al palleggio in una maggiore ricerca della profondità. Con Immobile ha giocato in un modo, con Felipe Anderson in un altro, in base alle ali a disposizione ha cercato il gioco all'interno del campo o sulla fascia, ha iniziato arrembante, ha finito per curare la fase difensiva.
Io non sono un grande fan di Sarri. Onestamente avrei preferito un allenatore più giovane, un Farioli, un De Zerbi, un emergente della new wave tedesca... insomma, pressing alto, difesa alta, ricerca spasmodica della verticalità.
Il possesso palla ha su di me lo stesso effetto della corazzata potemkin su fantozzi.
Ma non riesco a dimenticare quale sia il punto focale.
La Lazio è scarsa. Ma proprio scarsa eh, non per modo di dire. Scarsa per ambire a posizioni EL, per chiarire.
Pinamonti Laurienté Berardi non è un tridente inferiore a Zaccagni Ratkov Isaksen, anzi.
Non abbiamo giocatori in grado di fare con discreta continuità giocate decisive. A centrocampo abbiamo riesumato uno come Basic e Cataldi, cacciato con ignominia lo scorso anno, ora è centrale di ruolo e di fatto. Abbiamo preso Taylor (molto buono) e fa la figura del fuoriclasse.
Zaccagni viene alla Lazio come riserva e finisce per farne il capitano dato il depauperamento tecnico.
Su Isaksen e Cancellieri potrei rischiare il ban.
Ratkov è giovane, ma non un bambino. Ho letto qui sopra che Malen segna solo da dentro l'area. Per ora meglio di uno che cicca la palla a 4 metri dalla porta "perché non è il suo piede".
Sarri è un falso problema, foglia di fico su un disastro che segnerà il prossimo quinquennio, per questo è stucchevole parlarne.
Ogni partita è una sinfonia di "era meglio Noslin" salvo poi vederlo in campo e dichiarare fermi "meglio Cancellieri", poi Cancellieri fa il Cancellieri (eppure ho sentito paragoni con Boksic...) e si ritorna al punto di partenza: metti Noslin, Cancellieri, poi Isakesn Ratkov... ma Dia.
Pare nuntereggae più di Rino Gaetano.
E Belahyane che è tanto bravo, e Przyborek che adesso vedrete...
Quelli con cui vorremmo competere giocano con giocatori veri, comprano giocatori veri, prendono scommesse per la panchina. Noi le scommesse sottopagate le mettiamo in campo.
Mi pare che Sarri sia l'ultimo dei problemi.