Vedere lo stadio vuoto ed osservare la mia squadra giocare in casa senza tifo mi rende triste, la vedo debole, abbandonata, e visto che la mia passione per il calcio, e per la mia squadra del cuore, nascono da sentimenti positivi, di gioia, abbinare invece la rabbia a questa passione risulta per me impossibile.
Quando ne sono diventato tifoso, nel 1982, non sapevo chi fosse il presidente, né sognavo in base agli acquisti, quello che mi faceva sognare era la maglia, l'identità data dalla storia, dal fatto che fossi l'unico a scuola a tifare per la Lazio, e gli altri neanche ne capivano il motivo, anzi quando gli dicevo che la Lazio era la squadra di Roma mi chiedevano perchè non tifassi per Falcao e Bruno Conti, anni in cui la roma era celebrata ovunque in tv ed in RAI, da Pronto Raffaella a Fantastico, chi è della mia generazione lo ricorda benissimo.
Rispetto chi manifesta il dissenso, ma il dissenso e la protesta deve essere rivolta al Presidente, se il dissenso significare chiamare pippe i nostri giocatori, essere disfattisti, ironizzare sui nostri risultati, sminuire qualsiasi aspetto legato alla Lazio attuale, allora io non ci sto, non mi ritrovo in tutto questo.
Molti sono convinti che l'abbandono dello stadio ad oltranza porterà ad un cambio di proprietà, io invidio chi ha questa certezza, io penso che Lotito cederà quando gli daranno almeno 650 milioni di euro, e sarà cmq un giorno nuovo anche per me, forse anche desiderato, ma fino ad allora io sosterrò chi gioca con la nostra maglia.
Discorso a parte è poi osservare chi propaganda in maniera plateale la strategia dell'abbandono cronico, offendendo magari chi entra, personaggi senza alcuna credibilità, talvolta pregiudicati condannati per reati gravi, per cui io su questo ho idee chiare, sono personaggi, senza alcuna credibilità, che escono fuori quando i risultati mancano.
La società, nella persona di Lotito, fa errori di comunicazione enormi, manca di rispetto alla tifoseria, spesso soffoca la parte emotiva, anche fatta di illusioni, che però nutre l'animo del tifoso, a Salerno ha portato la squadra dai dilettanti alla A, eppure lo detestavano, così come avviene a Roma, dove risultati, trofei ed anche una certa competitività stabile non hanno migliorato i rapporti, magari li hanno fatti mettere da parte momentaneamente.
Il dissenso e l'abbandono dello stadio sono scelte legittime, ma si sia consapevoli che tutto ha un costo, le guerre producono perdite, talvolta grosse e sanguinanti: se la protesta dovesse portare ad un cambiamento di proprietà, in meglio, allora bene, ma questo abbandono potrebbe portare anche ad un netto ridimensionamento del club, e chi ne ha promosso e cavalcato l'idea dovrà esserne consapevole, dovrà essere consapevole che oggi lasciare la squadra sola significa danneggiarla, anche senza volerlo.
Dicono che è una scelta d'amore, io ci credo e rispetto questa scelta, ma non la condivido, io sono tifoso e per me esiste un solo modo di esserlo, questo non vuol dire non augurarsi un cambio di proprietà.
Il momento è cruciale, io eviterei di viverla come un sfida, Lotito andrà via quando vedrà offerte concrete, a prescindere o meno dalle proteste.