Nazionale italiana (topic unico)

Aperto da anderz, 21 Mag 2014, 14:16

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leomeddix

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Citazione di: Slasher89 il 01 Apr 2026, 12:56Perfetto il modello tedesco.

30 anni fa ci si poteva permettere di avere allenatori poco preparati perchè i ragazzini imparavano a giocare in strada.

Oggi in strada non c'è più nessuno e quindi bisogna investire pesantemente sulla formazione degli istruttori, come diceva Tommasino.
rimanendo su un piano totalmente pragmatico senza entrare nelle considerazioni sociologiche.
i paesi occidentali si stanno invecchiando, i giovani sono sempre meno, avere un bacino enorme di ragazzi e ragazze migranti ti consente di fare un salto enorme a livello di materiale umano a disposizione.
invece il nostro calcio dice; invece di investire un sacco di soldi in gente che 1 su 10000 ce la fa, mi prendo qualche giocatorino in giro per il mondo che mi costa meno ed è già formato. non sapendo che il know how che tu fornisci al giocatorino per farlo diventare un giocatore ti si ritorcera' contro perché sarà  tuo avversario.
La mentalità dell'uovo e della gallina.

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Citazione di: italicbold il 01 Apr 2026, 12:01Prendo solo spunto da questa frase, non rispondo personalmente a te. ;)
È una frase che comincia a prendere il sopravvento negli ennemila editoriali scritti da chiunque abbia la disponibilità di una tastiera e di una vetrina pubblica. Stampata o on line. Ed è, secondo me, quanto di più sbagliato si possa dire oggi. Sbagliato, assurdo e completamente fuori fase.
Le macerie del calcio italiano sono macerie assolutamente intrinseche al calcio italiano, una industria composta e incancrenita da rendite di posizione immutabili, sia sul piano individuale (tra presidenti di lega, leghina e leghetta, presidenti di federazioni o responsabili della formazione) che sul piano delle società (le strisciate a cui si possono associare i cugini scemi giallorossi che impediscono di far entrare il nostro campionato nel terzo millennio) o media (la telecronaca di ieri è stata imbarazzante tra epiteti di eroici e orgoglio patrio per una sconfitta contro la Bosnia guidata in campo da un quarantenne che, prima di farsi male, batteva i nostri ventenni su ogni pallone).
Io non so se possa essere fatto un parallelo con la situazione del paese, anche perché poi, secondo me, bisognerebbe aggiungere che lo sport italiano, in questo momento e sul piano generale, stia vivendo probabilmente uno dei momenti più favorevoli della storia dello sport in Italia. Porcomondo abbiamo anche battuto l'Inghilterra nel rugby con 19 giocatori formati in Italia. Lascio da parte il folcloristico baseball dei paisà che bevono il caffè in panchina ma nello scorso weekend abbiamo messo su trofei nel tennis, nella Formula 1, siamo campioni del mondo di tutto quello che c'è nel volley, anche il basket si sta risvegliando con il bronzo europeo delle nostre ragazze che, loro si, andranno al mondiale. Nello sci e negli spot invernali l'Italia ha pattinato, sciato, scivolato, tirato pietre sul ghiaccio rivaleggiando con le superpotenze. Nell'atletica leggera, l'espressione più pura della competizione sportiva, dove si salta, si corre, si getta qualcosa in aria, insomma, nel più puro gesto o movimento, facciamo incetta di medaglie neanche fossimo la DDR negli anni 70. Ecco.
Insomma, sta storia dello specchio fa acqua da tutte le parti.
Italic il calcio è lo specchio del paese, non lo sport italiano in generale, almeno secondo me.
Ti parlo di quello che conosco direttamente, il tiro con l'arco. La federazione italiana tiro con l'arco fa ridere i polli, i successi ottenuti dagli atleti italiani in quella disciplina sono dovuti esclusivamente allo spirito di sacrificio, alla passione ed al talento dei singoli, sono testimonianze dirette che ho ascoltato con le mie orecchie  da chi ha partecipato a quelle olimpiadi, a quei mondiali, ottenendo risultati di tutto rispetto, ma con le proprie forze senza alcun supporto. Se ti racconto la storia del centro federale tiro con l'arco che si trova sul GRA ti metti a ridere, sono persino riusciti ad orientare male il campo di tiro e c'è da ammirarli perché non è facile orientare male un campo di tiro con l'arco, ci vuole impegno.
Tutti gli altri sport che citi, partendo dal rugby non hanno quel giro di soldi e i risvolti sociali che storicamente appartengono al calcio, in Italia si parla di calcio.
Forse dico una cosa molto superficiale ma Agnelli, Berlusconi Lotito hanno tutti hanno avuto ed hanno un peso politico nel nostro paese legando il loro nome a vicende calcistiche, in modi diversi hanno usato il calcio per i loro fini politici ed economici, non hanno scelto il tennis, la formula uno od il rugby. L'italiano sa perfettamente chi è presidente della federazione italiana del gioco del calcio, dubito che sappia chi sia il presidente della federazione italiana scherma che a mia memoria, per titoli vinti, è una delle più prestigiose fra le federazioni italiane.
Tendenzialmente degli altri sport se ne parla ogni 4 anni, del calcio, come della politica, se ne parla tutti i giorni ;)


Dado22

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Dai su, l'Italia è più forte della Bosnia e le riforme ( necessarie) influiscono  poco in una partita del genere. Anche 11 vs 11 Italia  era  già messa a difesa e contropiede e ha trovato il gol su regalo del portiere loro. Gattuso che parla sempre di gruppo, creato un gruppo, il gruppo ha dato tutto. Servono stage per fare gruppo, ora c'è un gruppo eccc... ma che stiamo andando in una gita scolastica ?  Ha ragione Sandro Sabatini,  chiama fagioli e zaniolo. Zaniolo non fa gruppo? E sticazzi, lo metti  in una stanza singola.
Kean non andava mai sostituto, da solo stava mettendo in difficoltà la difesa della Bosnia e bastoni NON è un centrale da difesa a 3. Bernardeschi andava chiamato al posto di politano e il rigore te lo segnava....
Sapete quale è la cosa più inquietante? Vedere bonucci con la lista dei rigoristi in mano, ma decide Gattuso o Buffon e bonucci? Questo dimostra come in Italia  non c'è meritocrazia e sei sei un ex giocatore ti ritrovi lì per miracolo.
Poi la nazionale fa schifo tecnicamente è il sistema è marcio, ok, però quello che dico resta.  La Bosnia tecnicamente aveva 2 giocatori che saltavano l'uomo, l'italiano piu promettente è palestra ma non si tratta di un giocatore di classe.

Ventura fu massacrato per meno, per un' eliminazione contro l'ostica Svezia, ben più forte di Bosnia e Macedonia

Io personalmente non sono tifoso della nazionale

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Goceano

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Citazione di: Warp il 01 Apr 2026, 12:49Non bisogna inventarsi rivoluzioni o cose strane "all'italiana" basta copiare modelli che funzionano,


Il calcio italiano è morto, ora copiamo dagli altri: come funziona il "programma talenti" che ha fatto rinascere la Germania
Lorenzo Bloise

Il modello tedesco, nato dopo il disastroso Euro2000, ha portato alla vittoria dei Mondiali 2014. Pochi principi, ma chiari: scuole calcio federali in tutto il Paese, obbligo per i club di avere accademie avanzate, corsi per gli allenatori che devono insegnare solo la tecnica fino a 14 anni, bacino allargato anche alle seconde generazioni con lo Ius Soli

Tre eliminazioni consecutive dai Mondiali. Tre fallimenti, uno dopo l'altro, senza che il calcio italiano sia stato in grado di attuare una rifondazione totale, se non a parole. Ora invece l'Italia deve ripartire dai fatti. E visto che non siamo capaci di fare la rivoluzione, non ci resta che copiare da chi ci è già riuscito. Non serve di certo inventarsi qualcosa di nuove e assurdo, perché in Europa c'è un modello che esiste da anni, funziona alla grande ed è già stato fonte di ispirazione per le altre federazioni calcistiche. Ogni riferimento alla Germania (non) è puramente casuale. Idee, competenza e valorizzazione: dopo il disastro di Euro2000 (sì, per loro già un Europeo giocato male è bastato per fare tabula rasa) la nazionale tedesca ha messo in atto un sistema che gli ha permesso di tornare ai vertici del calcio mondiale. Si chiama Talentförderprogramm (programma di raccolta di talenti).
Tutto si muove nella stessa direzione e con gli stessi tempi. Non ci sono Länd e territori più svantaggiati di altri. Ci sono strutture e accademie adeguate (le scuole calcio federali) e un numero di addetti ai lavori che abbonda. Il collegamento tra club è diretto. Tutti hanno una squadra B (in Italia se ne contano a malapena tre). E il processo è uguale in ogni scuola calcio: fino a 14 anni tutti i giovani calciatori imparano tutto, poi arriva la specializzazione. Uno sviluppo capillare supportato anche grazie alla legge sulla cittadinanza introdotta dal governo Schröder nel 2000. Con lo Ius soli (a condizione che almeno uno dei genitori fosse legalmente residente in Germania da un minimo di otto anni) abbondano i figli di stranieri che possono diventare cittadini tedeschi. E di conseguenza il bacino di talento da cui poter pescare. Copiare per una volta dai vicini: così gli Azzurri possono ripartire (per davvero) dal progetto tedesco. Funzionante e soprattutto già pronto.

Come la Germania ha fatto la rivoluzione
Arrivata ultima nel girone senza vittorie (contro Portogallo, Romania e Inghilterra), dopo gli Europei 2000 la Germania si accorge che è arrivato il momento di cambiare qualcosa. O meglio, tutto. Presentarsi con gli stessi giocatori impiegati quattro anni prima è controproducente. Il mancato ricambio generazionale è un campanello d'allarme: il sistema calcistico tedesco ha necessariamente bisogno di stare al passo con i tempi.
La federazione tedesca (DFB) individua così i principali problemi da risolvere: il sistema di scouting non copre interamente il paese; le infrastrutture dei settori giovanili non sono adeguate; gli allenatori tedeschi non godono di una grande formazione professionale; le seconde generazioni presenti sul territorio sono il primo passo per tornare a riscoprire il vero talento e a essere competitivi.
Nel 2002 l'allora presidente della federazione Gerhard Mayer–Vorfelder lancia il progetto "Extended Talent Promotion Program". Il primo anno è già un successo: 22.099 tra ragazzi e ragazze partecipano al nuovo programma e l'85% di loro vive a meno di 25 chilometri dal campo di allenamento federale più vicino. Vengono organizzati 367 corsi di allenamento e a 1.167 allenatori viene data una formazione seria e fatta di regole. Dal 2002 al 2014 (anno in cui la Germania diventa campione del mondo), la DFB costruisce 52 centri d'eccellenza dedicati alla formazione dei migliori talenti del paese e 366 centri regionali per gli oltre 1200 preparatori.

Come viene trovato e coltivato il talento
Programmazione e regole precise. Tutto seguendo dei parametri ben precisi. Il numero degli osservatori federali aumenta. E di conseguenza cresce la qualità (e la meticolosità) nella ricerca del talento. I migliori giocatori si ritrovano nei 366 "Stützpunkte" (i punti di raccolta della federazione) per poter migliorare la propria tecnica. Poi arrivano i club con i loro Leistungszentren (i centri di formazione). In questo senso, le società di Bundesliga e 2.Bundesliga devono obbligatoriamente disporre di ottime strutture, di allenatori sempre aggiornati, di medici e fisioterapisti preparati, psicologi e insegnanti. Insomma, tutto il necessario per crescere un giovane e coltivare il talento.
Per mantenere alta l'attenzione la Federazione ha anche istituto dei controlli biennali ai centri di tutti i club del territorio. Il giudizio spetta a un ente terzo, ovvero alla società belga Double Pass. Chi riceve la valutazione più alta (che va da una a tre stelle) guadagna un contributo da investire nel settore giovanile. Giusto per avere un'idea più concreta una certificazione da tre stelle vale più di 300mila euro per una stagione. Questi soldi vengono prelevati da una sorta di fondo di solidarietà – sotto il controllo della DFB – finanziato da buona parte di denaro distribuito dalla UEFA per le qualificazioni alla Champions League. E cosi il livello di attenzione e di competenza cresce a dismisura. E in modo costante.

Un sistema multietnico
E torniamo al discorso di multietnicità, forse la chiave di svolta del progetto tedesco. Con la legge sullo ius soli, proposta dai socialdemocratici e approvata dopo due anni di scontri (2002) e compromessi con il centrodestra, a undici anni un ragazzino nato in Germania da genitori immigrati e regolari residenti può diventare a tutti gli effetti cittadino tedesco con la possibilità giocare da "comunitario". E non da straniero. Così rappresentare il proprio paese diventa solo una formalità e non crea problemi a nessuno. I primi risultati arrivano nel 2009: l'Under 21, vincitore dell'Europeo di categoria contro l'Inghilterra, è composta da nove giocatori che non sono nati in Germania. Tra questi Jerome Boateng, Sami Khedira e Mesut Ozil, cinque anni più tardi, vincono i Mondiali in Brasile con la prima squadra.

La regola che obbliga ad aver centri per i giovani
La regola è chiara: ogni club deve costruire (o se lo ha già, rinnovare) un centro d'allenamento giovanile d'eccellenza. Senza quello il modello diventa insostenibile. Per un programma inizialmente sostenuto da un finanziamento annuale di 48 milioni di euro – in parte garantiti dalla Federazione e dalla stretta collaborazione dei club – oggi il costo del progetto si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Il processo nato dopo il fallimento del 2000 diventa un esempio per tutti. E i primi ad accorgersi del buon funzionamento sono proprio i tedeschi. Così, infatti, diceva l'allora direttore sportivo della DFB Matthias Sammer nel 2013 al Guardian: "Abbiamo raggiunto un livello che in questo momento è difficilmente migliorabile. In Germania ci sono 80 milioni di abitanti e prima del 2000 molti talenti ci sfuggivano. Ora ci accorgiamo di tutto".

Insomma, gli altri hanno smesso di vivere di ricordi per crearsi un'identità. Noi portiamo avanti una becera comunicazione che si aggrappa a un Mondiale vinto più di una generazione fa. Le cose questa volta cambieranno davvero o si continuerà a fare finta di nulla? Tanto domenica torna il campionato e la Nazionale non interesserà più a nessuno per mesi. Finisce sempre così, no? Il mondo si evolve. L'Italia si ferma. Questa volta, però, proviamo almeno a copiare dai migliori.

Il calcio italiano è morto: ora copiamo il modello tedesco
Troppi interessi personali...già al primo mondiale mancato dovevano cambiare le cose...ora siamo al terzo e stanno a fa il gioco delle tre carte tra Gravina e Malagó...chi si aspetta un cambiamento radicale rimarrà deluso secondo me, ripeto basta solo guardare nei settori giovanili...parecchi raccomandati solo perché figli di avvocati, magistrati e gente coi soldi...ma dove vogliamo andare dai...tutti lo sanno di queste cose ma nessuno le cambia...

mr_steed

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Citazione di: Goceano il 01 Apr 2026, 13:49Troppi interessi personali...già al primo mondiale mancato dovevano cambiare le cose...ora siamo al terzo e stanno a fa il gioco delle tre carte tra Gravina e Malagó...chi si aspetta un cambiamento radicale rimarrà deluso secondo me, ripeto basta solo guardare nei settori giovanili...parecchi raccomandati solo perché figli di avvocati, magistrati e gente coi soldi...ma dove vogliamo andare dai...tutti lo sanno di queste cose ma nessuno le cambia...
a proposito: ma il figlio di previti e anche quello di marchegiani, passati nelle nostre giovanili "pre acCademy", dove giocano attualmente?

italicbold

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Citazione di: Eroche..siusta il 01 Apr 2026, 13:38[...]


Beh, l'esempio del tiro con l'arco è molto marginale. ma gli sport che ho citato io hanno numeri importanti.
Il tennis ha oggi circa 1,2 milioni di tesserati contro i circa 4 milioni di tesserati del calcio, la distanza non è cosi marcata. Una partita di Sinner, ma anche di Musetti, Darderi o della Paolini mettono davanti il televisore quasi lo stesso numero di italiani, se non di più, di quelli che si mettono davanti le partite della nazionale. Il volley e l'atletica hanno anche loro circa un milione di tesserati ciascuna. Insomma, io direi di non cadere in queste semplificazioni che lasciano il tempo che trovano. Sono impressioni, secondo me, frutto di un biais cognitivo derivato dalla sovrapproduzione di materiale, giornali, trasmissioni video e radio dedicate al calcio. Il calcio sovrasta e fagocita gran parte del panorama mediatico ma, nella pratica agonistica, nella diffusione e molto spesso anche nell'attirare audience, questo "dominio" è tutto tranne che evidente.
Siamo su un sito di tifosi della Lazio, ovviamente, siamo tutti appassionati di calcio (anche se io non baratterei manco morto la qualificazione di ieri sera con la vittoria della nazionale di rugby contro l'Inghilterra, per dire...), ma non è vero che in Italia esiste solo il calcio. E' una falsa impressione.
In Italia si corre, si lancia, si tira, si scia, si nuota, si guida con risultati che, in questo momento contingente, sono eccezionali. 

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Citazione di: italicbold il 01 Apr 2026, 14:12Beh, l'esempio del tiro con l'arco è molto marginale. ma gli sport che ho citato io hanno numeri importanti.
Il tennis ha oggi circa 1,2 milioni di tesserati contro i circa 4 milioni di tesserati del calcio, la distanza non è cosi marcata. Una partita di Sinner, ma anche di Musetti, Darderi o della Paolini mettono davanti il televisore quasi lo stesso numero di italiani, se non di più, di quelli che si mettono davanti le partite della nazionale. Il volley e l'atletica hanno anche loro circa un milione di tesserati ciascuna. Insomma, io direi di non cadere in queste semplificazioni che lasciano il tempo che trovano. Sono impressioni, secondo me, frutto di un biais cognitivo derivato dalla sovrapproduzione di materiale, giornali, trasmissioni video e radio dedicate al calcio. Il calcio sovrasta e fagocita gran parte del panorama mediatico ma, nella pratica agonistica, nella diffusione e molto spesso anche nell'attirare audience, questo "dominio" è tutto tranne che evidente.
Siamo su un sito di tifosi della Lazio, ovviamente, siamo tutti appassionati di calcio (anche se io non baratterei manco morto la qualificazione di ieri sera con la vittoria della nazionale di rugby contro l'Inghilterra, per dire...), ma non è vero che in Italia esiste solo il calcio. E' una falsa impressione.
In Italia si corre, si lancia, si tira, si scia, si nuota, si guida con risultati che, in questo momento contingente, sono eccezionali.

io però, in un post che è stato "fagocitato", facevo un altro discorso tra calcio specchio del paese e gli altri sport...

scusate l'autoquote
 
Citazione di: mr_steed il 01 Apr 2026, 13:14credo che "il calcio è lo specchio del paese" venga detto perché il calcio da noi è seguito da tutti e soprattutto da chi non capisce un caxxo e pretende di avere ragione... volley, basket, rugby pur "popolari" ormai non sono ancora "nazional-popolari" e chi li segue è molto più esperto della materia rispetto ai tifosi di calcio... e non sono "specchio del paese" non solo perché hanno prospettive migliori rispetto al calcio ma forse per il loro essere più di nicchia...

per intederci... oggi fdi ha fatto una interrogazione parlamentere sulla sconfitta dell'italia... i politici l'avrebbero mai fatta per il volley?

comunque ci vorrebbe un binaghi anche nel calcio... ma è molto più difficile e ci toccherà megalò, dapprima inviso al governo e ora invece diventato uomo per ogni stagione...

purtroppo lo invoca pure de laurentiis, che su tutto il resto invece ha abbastanza ragione...

https://www.alfredopedulla.com/de-laurentiis-se-malago-prendesse-in-mano-il-calcio-italiano-risalirebbe-prestissimo-la-china/

quindi gli altri sport, sebbene ormai popolari come dici tu, sono comunque seguiti da appassionati che sono anche esperti dello sport, mentre di calcio parlano tutti... e questo fa tutta la differenza e fa dire che il calcio rispecchia certa politica... è la "cultura sportiva" che divide gli altri sport dal calcio...

poi ovviamente c'è politica pure nelle federazioni degli altri sport, ma sempre con minore impatto "nazional-popolare"

è un po' come la differenza tra chi segue la Lazio e chi segue la roma :=))

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angeloadamo

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Citazione di: leomeddix il 01 Apr 2026, 13:27Pensavate che la colpa del disastro fosse di Gravina? No, è colpa daa sinistra...


Oibo'  :o :s

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Citazione di: mr_steed il 01 Apr 2026, 14:21[...]
Il tennis, il basket, il volley, lo sci sono sport che sono sempre stati seguiti. 
Non sono novità, da ragazzino trovare un biglietto per gli internazionali di tennis era una cosa impossibile malgrado il nostro miglior giocatore non arrivava neanche alla fine della prima settimana degli slam. La gente si comprava le tute acetate con colori sgargianti come quelle del primo Agassi. Si fermava il festival di Sanremo per Tomba. Le finali dei grandi tornei del volley, all'inizio degli anni 90 andavano in prima serata con l'epopea dei Berardi, Zorzi, Cantagalli e compagni. Per non parlare delle Ferrari o del ciclismo dei Moser, Saronni, Bugno, Chiappucci o Pantani. E non erano solo gli specialisti a parlarne, ma gli esempi che cito sono personaggi che hanno fatto parte della cultura popolare.
Il ruolo del calcio come paradigma della cultura sportiva del paese è molto sovrastimato, è evidente che è lo sport più seguito, per tante ragioni anche storiche, ma fortunatamente il paese è anche altro. E lo sta dimostrando in questo periodo.

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Citazione di: angeloadamo il 01 Apr 2026, 14:29Oibo'  :o :s
Dite a sto deficiente che la nazionale "ITALIANA" piu' vincente degli ultimi decenni ha origini Ivoriane , Nigeriane , Tedesche , Marocchine  , ed altre verranno . 


Eroche..siusta

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Citazione di: italicbold il 01 Apr 2026, 14:38Il tennis, il basket, il volley, lo sci sono sport che sono sempre stati seguiti.
Non sono novità, da ragazzino trovare un biglietto per gli internazionali di tennis era una cosa impossibile malgrado il nostro miglior giocatore non arrivava neanche alla fine della prima settimana degli slam. La gente si comprava le tute acetate con colori sgargianti come quelle del primo Agassi. Si fermava il festival di Sanremo per Tomba. Le finali dei grandi tornei del volley, all'inizio degli anni 90 andavano in prima serata con l'epopea dei Berardi, Zorzi, Cantagalli e compagni. Per non parlare delle Ferrari o del ciclismo dei Moser, Saronni, Bugno, Chiappucci o Pantani. E non erano solo gli specialisti a parlarne, ma gli esempi che cito sono personaggi che hanno fatto parte della cultura popolare.
Il ruolo del calcio come paradigma della cultura sportiva del paese è molto sovrastimato, è evidente che è lo sport più seguito, per tante ragioni anche storiche, ma fortunatamente il paese è anche altro. E lo sta dimostrando in questo periodo.

allora sono io che mi spiego male  ;) perché forse stiamo quasi dicendo la stessa cosa, a proposito, in Italia il tiro con l'arco è diffusissimo.
Certo che negli altri sport, in molti altri sport l' Italia brilla, ma non nel calcio che per tradizione finanzia anche molte altre federazioni a meno che le regole non siano cambiate.
Qui scrivi che il calcio come paradigma della cultura sportiva italiana sia sovrastimato, per me il calcio non è affatto il metro con cui misurare la cultura sportiva italiana in questo concordo con te, il calcio è il simbolo del fallimento italiano come in molti altri campi meno ludici per colpa di classi dirigenti inadeguate, io questo scrivo, il calcio è sicuramente quello più seguito ma se continua su questa china cederà il passo ad altre discipline come è normale che sia, del resto per decenni ha soffocato la vita di tutti gli altri sport. 
lo sport, quello vero è un altro paio di maniche che indipendentemente dai risultati parla di sacrifici e passione e poi di soldi e di interessi di altro genere, ma molto poi, pensa ce ne sono pure nello sport di cui sono esperto.

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Citazione di: italicbold il 01 Apr 2026, 14:38Il tennis, il basket, il volley, lo sci sono sport che sono sempre stati seguiti.
Non sono novità, da ragazzino trovare un biglietto per gli internazionali di tennis era una cosa impossibile malgrado il nostro miglior giocatore non arrivava neanche alla fine della prima settimana degli slam. La gente si comprava le tute acetate con colori sgargianti come quelle del primo Agassi. Si fermava il festival di Sanremo per Tomba. Le finali dei grandi tornei del volley, all'inizio degli anni 90 andavano in prima serata con l'epopea dei Berardi, Zorzi, Cantagalli e compagni. Per non parlare delle Ferrari o del ciclismo dei Moser, Saronni, Bugno, Chiappucci o Pantani. E non erano solo gli specialisti a parlarne, ma gli esempi che cito sono personaggi che hanno fatto parte della cultura popolare.
Il ruolo del calcio come paradigma della cultura sportiva del paese è molto sovrastimato, è evidente che è lo sport più seguito, per tante ragioni anche storiche, ma fortunatamente il paese è anche altro. E lo sta dimostrando in questo periodo.

forse mi sono spiegato male io...

togliamo il ciclismo dal lotto però, dato che probabilmente da prima dei tempi di coppi e bartali è (stato) abbastanza nazional popolare...
ma il basket il volley, il tennis e lo sci (il rugby lo è diventato molto più di recente) pur essendo seguitissimi non sono seguiti come il calcio... e non parlo solo di numero ma di "percezione tra la massa": spesso chi li segue non è neanche tifoso di qualche squadra in particolare ma segue "il movimento" o pratica... tifosi di calcio invece lo sono quasi tutti, anche chi non segue mai, come quelli della roma che vanno allo stadio e non conoscono i giocatori...

il calcio infatti è seguito da tutti, anche da persone che non conoscono i nomi dei giocatori... molti di quelli che lo praticano in realtà non sanno neppure giocarci a calcio: la partita a calcetto in settimana non è "giocare a calcio", però al bar ne parlano tutti anche se non sanno nulla... anche sul ciclismo, soprattutto in alcune regioni, si litigava al bar... ma per il volley e il basket chi litiga al bar? forse a bologna i tifosi di virtus e fortitudo...

a conegliano litigheranno per il volley femminile? sono sport che hanno avuto molte zone specifiche di riferimento in cui erano praticati sopra la media, quindi forse nei bar di quei posti se ne parlava (di rugby in veneto, di pallavolo a modena, di basket a bologna, varese, cantù...) ma a roma? io a basket ci ho pure giocato 4 anni (perché a scuola c'era la palestra anche se la squadra "forte" era quella femminile :=)) ) ma il basket a roma è durato 2 anni col banco roma che ha vinto tutto ma poi, parentesi "dopata" del messagero ferruziano a parte, che fine ha fatto? è sparito... il toti rimasto ha lasciato morire la squadra senza che nessuno battesse ciglio... istituzioni, tifosi... niente...

il tennis e lo sci, essendo sport soprattutto individuali neanche li conto... io li ho praticati entrambi da piccolissimo negli anni 70 (prima di passare al basket negli 80)e in quegli anni al foro italico, nonostante sia stato uno dei decenni migliori per il nostro tennis, i biglietti per il centrale si trovavano anche quelli sui tubi innocenti... la situazione peggiorò negli 80 per colpa dei molti biglietti omaggio dati a sponsor ecc ecc...
del rugby a roma chi ne parlava? io sapevo che esisteva perché mio nonno era stato campione d'italia... a scuola da me non lo conosceva nessuno... per trovare le maglie c'era solo rugby sport, che era piccolissimo ma specializzato, negli altri negozi non ce le avevano le maglie da rugby...
peraltro mio nonno, avendo empatia zero, non mi ha mai spinto più di tanto a seguirlo e insieme vedemmo solo una partita al flaminio "pre cinque nazioni"... l'interesse era più mio...

quindi no, secondo me non si possono mettere questi sport, sebbene ormai seguitissimi, sullo stesso piano "nazional popolare" del calcio...
il tennis è seguito per sinner, ma già se su ubitennis cerchi commenti alle partite di giocatori come darderi o vavassori e bolelli non trovi commenti o ne trovi uno o due ma nessuno che si "scanna" nei commenti come su sinner vs alcaraz vs djokovic e (nel caso di qualche donna) vs zverev...

mentre su bastoni "santo" o "sciagura" ci si scannano un po' tutti ovunque...

genesis

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L'Italia sarà testa di serie ai sorteggi per le qualificazioni agli Europei 2028 ?

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Citazione di: leomeddix il 01 Apr 2026, 13:27Pensavate che la colpa del disastro fosse di Gravina? No, è colpa daa sinistra...


alle volte uno ha un dubbio e pensa questo è un cretino, e però fino a che non parla il dubbio ti rimane: poi parla ed il dubbio viene rimosso, è cretino col botto , va beh ha postato 10'000 volte che il Si avrebbe vinto almeno di 10 punti , quindi ok non c'era bisogno di ulteriore conferme sul fatto che ha proprio problemi cognitivi 

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Citazione di: FeverDog il 01 Apr 2026, 00:38Perfetto, si parla di magamagó
Da presidente CONI a Presidente FIGC è una retrocessione. Non credo che il narciso venditore d'auto e acquirente di esami universitari sarà d'accordo.

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Citazione di: COLDILANA61 il 01 Apr 2026, 15:20https://www.facebook.com/photo/?fbid=1530046425442899&set=pcb.1530050812109127&locale=it_IT

Non sono io che fallisco , sono gli altri che non contano un catso .


bingo! ho letto solo ora altrimenti mi risparmiavo il post lunghissimo precedente...

questa frase spiega meglio di qualsiasi discorso... e indica che, oltre ad avere la sindrome da "marchese del grillo", il presidente della federazione più grande non conosce minimamente nessun altro sport...

perciò direi che abbiamo un presidente figc che è molto specchio del paese

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Ottimo IB. Faccio un'annotazione importante (e Coldilana mi darà ragione): la pallavolo (attualmente secondo sport di squadra per numero di praticanti) si forgia nelle scuole. Ed il motivo è che tra le attività sportive scolastiche è molto coinvolgente (partecipano quasi tutti) e non prevede contatto fisico, riducendo il rischio di incidenti. La pallacanestro, ad esempio, richiederebbe strutture più grandi (il campo regolamentare è di 28x15, contro il 18x9 del volley) due costosi canestri (la pallavolo la fai, a scuola, anche con una rete alla buona e i due ritti del salto in alto) e "fa sudare" molto di più. Il calcio degli oratori non esiste più, perchè all'oratorio non ci va più nessuno. I campetti ai giardinetti, anche quelli, sono spariti.

Ottima anche la testimonianza relativa al modello tedesco, da copiare, anche se penso sia tardi.

Aggiungo che, nel '66, dopo Pak doo Ik, all'aeroporto gli azzurri, Allenatore Fabbri in testa, vennero accolti a pomodorate. Fabbri, poveretto, fu messo in croce e anche il federazione (avevo 12 anni, non ricordo certi dettagli) ci furono forti mutazioni.
Intanto vennero chiuse le frontiere: basta stranieri e nuovi oriundi. Solo 4 anni dopo c'erano Albertosi, Burnich, Facchetti; Bertini, Rosato, Cera; Domenghini, De Sisti, Boninsegna, X, Riva (dove la X sta per Mazzola e Rivera), che battevano la Germania 4-3 all'Atzeca e, poi ne beccavano 4 (a 1) dal Brasile, la squadra più forte che si sia mai vista nella storia del calcio. L'onda lunga della chiusura delle frontiere portò al 3 posto di argentina '78 ed alla vittoria dell'82.
Da sempre in Italia non arrivare alle semifinali era considerato un fallimento.

Ieri, quel ... di gravina ha definito i nostri giocatori, eredi di coloro che 60 anni fa vennero insultati e presi a verdurate, "eroici". Li ha definiti "EROICI"!!! EROICI!!! 
Ricordo il titolo del corriere dello sport, diretto all'epoca da Giorgio Tosatti fu esattamente "EROICI"! Ma quel gruppetto lì, con Zoff, Causio, Bearzot e Pertini che giocavano a scopone sull'aereo del ritorno, avevano una Coppa del Mondo tra i bagagli.

Penso ai ragazzini nati nel 2008 o nel 2009, che non credo abbiano memoria del mondiale del 2014, come io ne ho una molto vaga di quello del '58 o delle olimpiadi di Roma ricordo solo che mamma faceva l'interprete per le squadre dell'URSS, neanche sanno cosa è l'italia al mondiale. Non che sia una cosa che li possa spingere all'eroina, ma insomma, sono nati campioni del mondo, e adesso sono la scoreggia nello spazio del calcio mondiale.

RG-Lazio

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Lazionetter
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Mah...io praticamente ""sto"" nel sistema tedesco. Ho fatto un corso di 3 giorni, un corso online, qualche corso di aggiornamento. Non é che facciamo i master internazionali di dinamica del movimendo della palla rispetto al corpo di un Under10.

Ora ci sono 2-3 concetti cardini ma il principio fondamentale é creare situazioni che stimolino la tecnica. Cerchiamo di riprodurre il calcio di strada. I nostri allenamenti sono quasi tutti 1 vs 1 2 vs 2. Tanto contatto con la palla. Qualche percorso. Cambi ridotti. Funino.

Detto questo, quando andiamo in partita, sei portato a fare tattica e soprattutto il fisico/l´atleticitá conta tanto anche qua.

Per me la differenza sta nel fatto che giocare a calcio é molto economico per un famiglia (noi paghiamo 130 euro l´anno) e per dire nel raggio di 1 km abbiamo 5-6 associazioni sportive. Tendenzialmente i bambini giocano di piú nelle strutture. Mancando il calcio di strada, da noi i bambini passano almeno 6 ore alla settimana con la palla tra i piedi. Per me é poco (mio figlio fa anche altro) .

Io sto nell´Under10, tra 2 mesi smetto...peró ecco, penso di essere tutto tranne che un buon formatore. Monto il campo, do le regole e poi devono fare da soli. Questo é quello che ci dicono di fare. Chiaro che decido chi gioca, ma normalmente chi si allena di piú é anche piú pronto...peró ecco non sono (io come altri) chissá coso.

Ovviamente parlo a livello basso-base. Non so cosa succede se sali di livello o entri nella sfera dei grandi club

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