Citazione di: WhiteBluesBrother il 03 Apr 2026, 00:09Ha nominato solo noi, e parla di tifoseria (quindi tutti compresi noi qua sopra). Le altre squadre chissà perché non le nomina.
La solita stronzaggine manifesta, personaggio squallido e impresentabile come tutti o quasi i suoi colleghi. Le parole sono pietre.
Citazione di: teodoro il 03 Apr 2026, 07:24Io, i politici rinco... non li seguo proprio, tornassero nel loro limbo dorato di pensionati statali. Il calcio, con il suo seguito popolare di tutti gli strati sociali non può essere un'isola incontaminata. La delinquenza, mafia o altro sta dappertutto, nei grandi appalti, nella politica, si infila dove c'è business. Fare SOLO il nome della Lazio é letteralmente SCHIFOSO
Fate come vi pare eh, a me di difendere Rosy Bindi interessa praticamente niente, e dopo tutto ognuno può pensare che la coerenza sia sopravvalutata.
Aggiungo solo che non so da dove sia estrapolato questo pezzo
Citazione di: Precisione il 01 Apr 2026, 17:00Calcio: Bindi, 'antichi legami tra mafie, estrema destra e tifoserie Lazio'
"Ci sono antichi legami tra le mafie, l'estrema destra, le tifoserie della Lazio. Sappiamo che hanno nomi e cognomi. Da presidente dell'antimafia abbiamo fatto anche indagini sulle infiltrazioni delle mafie nel calcio. La Lazio è una di quelle squadre che sicuramente non è immune da tutto questo. Io sulle mafie ho imparato una frase che era di Don Sturzo: 'Ti servono oggi per essere servite domani'". Lo ha detto a Tagadà, su La7, l'ex ministro Rosy Bindi.
Se era nell'ambito di un discorso che coinvolgeva la Lazio, se l'intervista è stata tagliata ad hoc, se in quel momento per fare un esempio ha tirato fuori
UNO dei casi più eclatanti (
vi do una dritta, a molti del calcio, del tifo, non importa niente, non pensano che mentre si sta parlando di cose gravi c'è chi si picca perché viene nominata una squadra di uno sport professionistico), so però che digitando alcune parole chiave questi sono i primi due link che mi sono usciti fuori:
https://www.ilsole24ore.com/art/calcio-ndrangheta-garante-bagarini-gestiti-ultra-juve--AE6NwISDhttps://tg24.sky.it/politica/2017/12/14/Mafia-sport-calcio-daspo-duro-celle-stadiNel primo si parla di juventus in modo particolare e poi di catania, napoli e genoa:
«A Torino, la 'ndrangheta si è inserita come intermediaria e garante nell'ambito del fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus, arrivando a controllare i gruppi ultras che avevano come riferimento diretto diverse locali di ndrangheta». La relazione su mafia e calcio, approvata oggi all'unanimità dalla Commissione parlamentare Antimafia, mette nero su bianco le "relazioni pericolose" che legano il mondo del tifo con le grandi squadre, citando in particolare la squadra bianconera di Torino. «Il calcio, come ogni corpo, non è abbastanza sano da ritenersi immune dalle mafie, è un mondo ricco di soldi e di possibilità di creare consenso», ha spiegato in conferenza stampa la presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi. «Per molti anni il fenomeno è stato sottovalutato», ha aggiunto il coordinatore del IX Comitato mafia e manifestazioni sportive, Marco Di Lello, curatore della relazione insieme a Bindi.Tra capi ultras anche molti "organici" alla mafia«In alcuni casi - si legge nella relazione, presentata oggi in conferenza stampa - i capi ultras sono persone organicamente appartenenti ad associazioni mafiose o ad esse collegate, come ad esempio a Catania o a Napoli; in altri casi ancora, come quello del Genoa, sebbene non appaia ancora saldata la componente criminalità organizzata con quella della criminalità comune, le modalità organizzative e operative degli ultras vengono spesso mutuate da quelle della associazioni di tipo mafioso».Pregiudicato il 30% delle tifoserie«La situazione è ulteriormente aggravata - si legge in un altro passaggio del documento – dal punto di vista delle società, dalla base sociale delle stesse tifoserie, formate da significativi contingenti di persone pregiudicate, in alcuni casi vicini al 30% del totale, secondo le stime delle forze di polizia. Nelle curve, infatti, l'anarchia nella gestione degli spazi, rispetto ai criteri di assegnazione dei posti dettati dal sistema di vendita dei biglietti, per i tifosi più estremi è anche funzionale a rendere più difficile l'identificazione dei singoli individui, dal momento che viene di fatto impedita la mappatura dei settori dello stadio sulla base dell'abbinamento tra il nominativo dell'acquirente e il posto assegnato dal sistema informatico di prenotazione».In curva anche «il germe dell'estremismo politico»Più in generale, l'inchiesta parlamentare ha permesso di rilevare «varie forme, sempre più profonde, di osmosi tra la criminalità organizzata, la criminalità comune e le frange violente del tifo organizzato, nelle quali si annida anche il germe dell'estremismo politico». La politicizzazione del tifo organizzato «è un fenomeno antico ed è un dato di comune conoscenza la distinzione delle tifoserie sulla base dell'orientamento ideologico di estrema destra o di estrema sinistra». Tuttavia, sottolinea la relazione, «crea inquietudine la presenza di tifosi ultras in tutti i recentissimi casi di manifestazioni politiche estremistiche di destra, a dimostrazione che le curve possono essere "palestre" di delinquenza comune, politica o mafiosa e luoghi di incontro e di scambio criminale».Nel secondo idem:
La Commissione parlamentare antimafia ha approvato all'unanimità la relazione su mafia e sport. "Le risultanze dell'inchiesta parlamentare hanno consentito di rilevare varie forme, sempre più profonde, di osmosi tra la criminalità organizzata, la criminalità comune e le frange violente del tifo organizzato, nelle quali si annida anche il germe dell'estremismo politico", si legge. Nel documento viene anche proposta l'introduzione di nuove misure e il rafforzamento di alcune già presenti. Ad esempio, si chiede di intervenire sul Daspo: sia prevedendo termini di efficacia più severi, sia introducendo l'obbligo (e non più la facoltà) di imporre al destinatario del provvedimento di presentarsi agli uffici di pubblica sicurezza nel corso delle manifestazioni sportive. Un'altra proposta è quella di prevedere l'introduzione di una sorta di "celle": strutture, sul modello inglese, che consentano di trattenere temporaneamente persone in stato di fermo all'interno dello stadio."Calcio non immune da mafie"La relazione è stata presentata dalla presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, e dal coordinatore del Comitato mafia e sport, Marco Di Lello. "Il calcio, come ogni corpo, non è abbastanza sano da ritenersi immune dalle mafie, è un mondo ricco di soldi e di possibilità di creare consenso", ha detto Bindi. "Per molti anni – ha aggiunto Di Lello – il fenomeno è stato sottovalutato".Ultras e mafiaNella relazione si parla anche dei legami da ultras e mafia. "In alcuni casi – si spiega – i capi ultras sono persone organicamente appartenenti ad associazioni mafiose o ad esse collegate, come ad esempio a Catania o a Napoli; in altri casi ancora, come quello del Genoa, sebbene non appaia ancora saldata la componente criminalità organizzata con quella della criminalità comune, le modalità organizzative e operative degli ultras vengono spesso mutuate da quelle della associazioni di tipo mafioso". "La forza di intimidazione delle tifoserie ultras all'interno del 'territorio – stadio' – si legge ancora – è spesso esercitata con modalità che riproducono il metodo mafioso; unitamente a ciò, la condizione di apparente extra - territorialità delle curve rispetto all'autorità ha consentito ai gruppi di acquisire e rafforzare il proprio potere nei confronti delle società sportive e dei loro dipendenti o tesserati".Il caso Juve"Non poteva non destare la nostra attenzione il fatto che persino la società calcistica più importante d'Italia venisse raggiunta dall'interesse delle organizzazioni mafiose", ha detto Bindi. Il riferimento è alla Juve. "A Torino – dice la relazione – la 'ndrangheta si è inserita come intermediaria e garante nell'ambito del fenomeno del bagarinaggio gestito dagli ultras della Juventus, arrivando a controllare i gruppi ultras che avevano come riferimento diretto diverse locali di 'ndrangheta". Tra la Juve e le organizzazioni mafiose, ha spiegato Bindi, "non c'è stata una complicità consapevole, ma la società non è stata vittima. C'è stata una sottovalutazione del rischio, ma questo lo abbiamo constatato nell'interlocuzione con diverse società calcistiche. Servirebbero più responsabilità e più consapevolezza".Persone pregiudicate in curvaSecondo le stime delle forze di polizia, le tifoserie sarebbero "formate da significativi contingenti di persone pregiudicate, in alcuni casi vicini al 30% del totale". "I gruppi ultras sono costituiti, spesso, da soggetti con gravi precedenti penali o, comunque, con storie personali contraddistinte da comportamenti aggressivi e antisociali, pronti a dare luogo a violenze", spiega la relazione. "Nelle curve – continua – l'anarchia nella gestione degli spazi, rispetto ai criteri di assegnazione dei posti dettati dal sistema di vendita dei biglietti, per i tifosi più estremi è anche funzionale a rendere più difficile l'identificazione dei singoli individui". "L'estrazione in buona parte criminale dei rappresentanti dei gruppi organizzati è l'humus ideale per consentire l'infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso", sottolinea il documento.I rapporti con i giocatori e la politicizzazioneSotto osservazione anche i rapporti con i giocatori - che "possono essere sfruttati a fini illeciti, attraverso il cosiddetto match fixing, cioè l' alterazione del risultato sportivo al fine di conseguire illeciti guadagni attraverso il sistema delle scommesse" - e il fenomeno della "politicizzazione del tifo organizzato". "È un fenomeno antico ed è un dato di comune conoscenza la distinzione delle tifoserie sulla base dell'orientamento ideologico di estrema destra o di estrema sinistra. Tuttavia – spiega la relazione – crea inquietudine la presenza di tifosi ultras in tutti i recentissimi casi di manifestazioni politiche estremistiche di destra, a dimostrazione che le curve possono essere 'palestre' di delinquenza comune, politica o mafiosa e luoghi di incontro e di scambio criminale".Per me dovremmo distinguere tra quando siamo accerchiati e quando rientriamo come esempio perché, PURTROPPO, ci sta che veniamo nominati come esempio. A me sembra scontato, specialmente davanti a questioni drammatiche, ma probabilmente sono strano io.
Un saluto