Sia detto senza polemica, ma questo eccesso di numeri (non statistiche, numeri) applicati al calcio ha preso la mano anche qui dentro.
Prima i confronti con la fantasmagorica stagione precedente, adesso pure tra i primi quattro-cinque mesi di stagione e i successivi due-tre: avversari diversi, momenti di forma complessivi diversi, giocatori appena arrivati che si pensa debbano essere pronti e inseriti come quelli che stavano qui prima e ora persino quelli che c'erano o non c'erano in un paio di partite, che magari stavano qui scazzati e con la testa già altrove.
Dico una cosa molto poco razionale: non sarà nessun numero a convincermi del lavoro più o meno buono (non eccezionale: buono), quanto piuttosto la sensazione di sicurezza, organizzazione e, appunto, razionalità che a me tifoso ha comunicato la sua squadra, in un momento molto, molto delicato, nel quale sbracare sarebbe stato facilissimo.
Poi, come dice Achab, se dopo Sarri arriverà un Baroni o simili, conseguendo risultati molto migliori, sarà il primo a esserne entusiasta, perché stimo parecchio Sarri ma amo molto di più la Lazio.