Cosa pensate di fare? Entrare o Non entrare

Aperto da gae12, 18 Feb 2026, 20:58

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Cosa pansate di fare?

Credo che sia giusto continuare a disertare lo stadio
96 (60%)
Credo che sia meglio entrare e trovare altre forme di protesta
64 (40%)

Totale votanti: 160

Le votazioni sono chiuse: 25 Feb 2026, 20:58

Palo

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Citazione di: ironman il Ieri alle 15:04Piccola? È enorme. E facciamo bene a non rispondere a chi provoca parlando sopra di account protestatari secondo lui in maggioranza "fascisti".

Non discutiamo tanto di questo quanto della comprensibile tentazione di parecchi amici di dargli ancora tempo nel caso portasse a casa ancora una coppa Italia e una qualificazione europea.
Se ti riferisci a quel che ho scritto io, hai malinteso.
Citazione di: Palo il Ieri alle 09:28Personalmente ho sempre ritenuto lo sciopero dello stadio una mossa sbagliata.
La tesi era che si voleva fare male a lotito. A me ciò non risulta sia successo: sta ben saldo al suo posto.
L'effetto secondario era quello di fare rumore. Io sostengo che il rumore sia stato simile a quello di una scoreggia delle 6 del mattino, altri citano il NYT, la BBC e la Reuters...
Di fatto, l'assenza dei tifosi fuori dal GRA (ma direi anche fuori da Roma Nord, inteso come microcosmo laziale) viene percepita (testimonianza mia, quindi non vale un cazzo), proprio come una scoreggia nello spazio.

Comunque, come si dice, bravi quelli che hanno creduto in perfetta buona fede di difendere la Lazio dal simbolo del male non andando allo stadio. Da quel che vedo negli avatar di chi scrive su X e sugli altri social, molti dei tifosi più arrabbiati sono fasci di merda. Spero che loro siano coerenti e lascino stare la Lazio ai Laziali (scioperanti o non scioperanti).

PS Se le cose non andassero bene per i gemellati milanesi, a luglio facciamo 35k abbonati.
Leggi meglio.
"Spero che loro siano coerenti e lascino stare la Lazio ai Laziali (scioperanti o non scioperanti)."
Mi sembra che sia scritta in italiano.
Se poi sei fascista, sappi che per me tutti i fascisti sono delle merde, quindi offenditi pure. Ma da quel che ricordo non mi sembra tu lo sia, quindi sei libero di fare quel che vuoi ma spero prima o poi di sentirti presente, almeno virtualmente, allo stadio.

natoil26maggio

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Citazione di: FrancescoAdd il Ieri alle 11:58c'era un comico a zelig, pino campagna, quello che "mio figlio non parla più, slogheggia!"

la Lazio possono difenderla solo i suoi tifosi, incazzati, uniti, presenti

Esiste solo una questione: Lotito è il male della Lazio sì o no?
Se lo è "incazzati e uniti" per cacciarlo
Se non è amen.
Lotito è un male, economicamente nullo, caratterialmente borioso, imprenditorialmente incapace. Non è l'unico. La Curva (e non solo) malata di fascismo, ad esempio, è un altro. E la cornice marcia di Rejana memoria? 
Tenderei però a sospettare che incazzati, uniti e assenti, Lotito non lo cacciamo, ma la Lazio je la regaliamo  

Splash

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Secondo me,  c'è un confronto generazionale in atto. La maggior parte dei 50-60enni, cresciuti in un certo periodo calcistico e un'altro tipo di mondo, vive la Lazio e le sue ambizioni diversamente, nascondendosi pure dietro la nostalgia della gioventù.
Parlano di appartenenza e di modo di tifare, di una certa idea di Lazio che coincide con quella con cui sono cresciuti e non ci sarebbe niente di male, se il presidente non fosse cosi stupido da sputarci sopra quella cazzo di storia e quella Laziotta. La maggior parte di loro però, questa cosa un pò la capisce e la giustifica, perché sono cresciuti con questa idea del proprietario forte e dell'imprenditore bravo, che ha messo sù i milioni grazie al suo genio ed alla sua innata dote imprenditoriale; quindi pure se dice qualche cavolata, è lui che ci mette i soldi (che poi manco è vero), è lui che è il capo famiglia e che quindi gli si può perdonare qualche errore.

Io appartengo ai millennials, che già hanno una visione diversa rispetto ai proprietari, al capitalismo ed agli imprenditori. Sono cresciuto sotto la stella di Cragnotti e la mia Lazio di riferimento non è quella triste che si regge sopratutto sul senso d'appartenenza e sull'inferiorità numerica, è una che nonostante l'inferiorità numerica, può dominare il mondo, o almeno provarci. Qui nasce la differenza principale IMHO, perché chi è cresciuto negli anni 80, ha delle difficoltà a capire che per noi, gli anni 80, sono i fine anni 90 e non c'è una Lazio più laziale tra le due. Non è che nascere prima, ne aver sofferto di più ti renda più laziale. Io rispetto i laziali di vecchia data, rispetto pure la storia della Lazio e anzi mi commuovo quando vedo qualche video storico (senza offesa, eh), ma questa romanticizzazione di quella Lazio che allo stesso tempo sembra che debba essere il blueprint per la Lazio del futuro, alla Guidone, mi irrita. La Lazio può essere una squadra importante, è una squadra di Roma e ha un bacino di tifosi importante.

Poi ci sono i Gen Z, che sono nati nell'epoca di internet, del calcio estero in TV, dei vari giochi online con le figurine dei calciatori e ahimè sotto Lotito. Questi hanno un approccio completamente diverso, verso il capitalismo, verso gli imprenditori e sopratutto possono interagire continuamente con la loro squadra del cuore, o con quelle degli altri, se per quello. Si è passati da quelli obbligati a seguire dal vivo le partite della propria città, a quelli che potevano seguire pure dalla TV le partite della loro squadre del cuore, a quelli che possono seguire tutte le partite del mondo, pure in contemporanea, e mettere sù squadre virtuali con tutti i giocatori del mondo e sfidare altri tifosi come loro per il mondo. Non credo che uno dei 3 modi di vivere la cosa sia più o meno laziale rispetto agli altri.

Credo sia importante tenere in mente queste situazioni, quando si giudica il modo di tifare degli altri, perché alla fine tutti tifano nella maniera in cui il mondo in cui nascono tifa, non ci sono tifosi di Serie A e di Serie B. Chiaramente, la spinta per cambiare arriverà sempre da quelli più giovani, che hanno una visione più ottimistica delle cose e che credono nel cambiamento, che non si devono adeguare alle situazioni: questo non li rende meno tifosi, anzi.

Purtroppo pure io sto invecchiando e allo cambiamento non ci credo più, una gestione nè ambiziosa, nè romantica/che non incita il senso di appartenenza, mi causa più stress che gioia; senza manco a stare a parlare del fascismo e delle offese verso i tifosi/verso la storia. Nel momento in cui la Lazio diventerà una serie TV che guardo solo perché oramai ci sono abituato, probabilmente smetterò di guardarla. La protesta mi sembra/va l'unica maniera rimasta per provare a cambiare le cose, se non ci si riuscirà, pazienza. Non mi aspettavo certo che sarebbero bastate 3-4 partite senza tifosi (sopratutto dopo essersi abbonati) a portare al cambio di vertice. Non ho la soluzione, non so se sia giusto entrare o meno, ma non credo di aver letto dei suggerimenti che fanno senso nell'ottica di cambiare la cosa. Prendersela però con i tifosi più giovani mi sembra inutile, una guerra interna che alimenta i pregiudizio verso le generazioni nuove e che va ad aiutare solo il grande capo a fare ciò che vuole, mentre noi ci scanniamo tra di noi.

Goceano

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Citazione di: ironman il Ieri alle 15:04Piccola? È enorme. 
La cartina tornasole sarà l'anno prossimo, se si faranno 30.000 abbonati solo perchè il senatore ha fatto un mercato decente cade tutto il discorso, staremo a vedere.

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natoil26maggio

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Citazione di: Splash il Ieri alle 17:01Secondo me,  c'è un confronto generazionale in atto. La maggior parte dei 50-60enni, cresciuti in un certo periodo calcistico e un'altro tipo di mondo, vive la Lazio e le sue ambizioni diversamente, nascondendosi pure dietro la nostalgia della gioventù.
Parlano di appartenenza e di modo di tifare, di una certa idea di Lazio che coincide con quella con cui sono cresciuti e non ci sarebbe niente di male, se il presidente non fosse cosi stupido da sputarci sopra quella cazzo di storia e quella Laziotta. La maggior parte di loro però, questa cosa un pò la capisce e la giustifica, perché sono cresciuti con questa idea del proprietario forte e dell'imprenditore bravo, che ha messo sù i milioni grazie al suo genio ed alla sua innata dote imprenditoriale; quindi pure se dice qualche cavolata, è lui che ci mette i soldi (che poi manco è vero), è lui che è il capo famiglia e che quindi gli si può perdonare qualche errore.

Io appartengo ai millennials, che già hanno una visione diversa rispetto ai proprietari, al capitalismo ed agli imprenditori. Sono cresciuto sotto la stella di Cragnotti e la mia Lazio di riferimento non è quella triste che si regge sopratutto sul senso d'appartenenza e sull'inferiorità numerica, è una che nonostante l'inferiorità numerica, può dominare il mondo, o almeno provarci. Qui nasce la differenza principale IMHO, perché chi è cresciuto negli anni 80, ha delle difficoltà a capire che per noi, gli anni 80, sono i fine anni 90 e non c'è una Lazio più laziale tra le due. Non è che nascere prima, ne aver sofferto di più ti renda più laziale. Io rispetto i laziali di vecchia data, rispetto pure la storia della Lazio e anzi mi commuovo quando vedo qualche video storico (senza offesa, eh), ma questa romanticizzazione di quella Lazio che allo stesso tempo sembra che debba essere il blueprint per la Lazio del futuro, alla Guidone, mi irrita. La Lazio può essere una squadra importante, è una squadra di Roma e ha un bacino di tifosi importante.

Poi ci sono i Gen Z, che sono nati nell'epoca di internet, del calcio estero in TV, dei vari giochi online con le figurine dei calciatori e ahimè sotto Lotito. Questi hanno un approccio completamente diverso, verso il capitalismo, verso gli imprenditori e sopratutto possono interagire continuamente con la loro squadra del cuore, o con quelle degli altri, se per quello. Si è passati da quelli obbligati a seguire dal vivo le partite della propria città, a quelli che potevano seguire pure dalla TV le partite della loro squadre del cuore, a quelli che possono seguire tutte le partite del mondo, pure in contemporanea, e mettere sù squadre virtuali con tutti i giocatori del mondo e sfidare altri tifosi come loro per il mondo. Non credo che uno dei 3 modi di vivere la cosa sia più o meno laziale rispetto agli altri.

Credo sia importante tenere in mente queste situazioni, quando si giudica il modo di tifare degli altri, perché alla fine tutti tifano nella maniera in cui il mondo in cui nascono tifa, non ci sono tifosi di Serie A e di Serie B. Chiaramente, la spinta per cambiare arriverà sempre da quelli più giovani, che hanno una visione più ottimistica delle cose e che credono nel cambiamento, che non si devono adeguare alle situazioni: questo non li rende meno tifosi, anzi.

Purtroppo pure io sto invecchiando e allo cambiamento non ci credo più, una gestione nè ambiziosa, nè romantica/che non incita il senso di appartenenza, mi causa più stress che gioia; senza manco a stare a parlare del fascismo e delle offese verso i tifosi/verso la storia. Nel momento in cui la Lazio diventerà una serie TV che guardo solo perché oramai ci sono abituato, probabilmente smetterò di guardarla. La protesta mi sembra/va l'unica maniera rimasta per provare a cambiare le cose, se non ci si riuscirà, pazienza. Non mi aspettavo certo che sarebbero bastate 3-4 partite senza tifosi (sopratutto dopo essersi abbonati) a portare al cambio di vertice. Non ho la soluzione, non so se sia giusto entrare o meno, ma non credo di aver letto dei suggerimenti che fanno senso nell'ottica di cambiare la cosa. Prendersela però con i tifosi più giovani mi sembra inutile, una guerra interna che alimenta i pregiudizio verso le generazioni nuove e che va ad aiutare solo il grande capo a fare ciò che vuole, mentre noi ci scanniamo tra di noi.
E' un'analisi interessante, con delle buone ragioni. Però, boh... in seconda serie tedesca hanno gli stadi pieni, idem in Championship, ed escluderei che siano tutte squadre amministrate meglio della Lazio. Certo, sistemi diversi, disponibilità economiche diverse, impianti diversi, ma non credo che lì il tifo sia roba da soli boomer. Ho la sensazione che ci siano delle peculiarità tutte nostre, eccessi, come dire, ...polemici, nevrotici. Il tifoso dovrebbe gioire, incazzarsi, soffrire, emozionarsi, magari pure contestare, ma mai smettere di tifare. Altrimenti, diventa altro. Spero che ciò prescinda dall'età, altrimenti saremmo alla mutazione genetica del tifoso e probabilmente destinati all'estinzione

Goceano

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Citazione di: natoil26maggio il Ieri alle 17:28E' un'analisi interessante, con delle buone ragioni. Però, boh... in seconda serie tedesca hanno gli stadi pieni, idem in Championship, ed escluderei che siano tutte squadre amministrate meglio della Lazio. Certo, sistemi diversi, disponibilità economiche diverse, impianti diversi, ma non credo che lì il tifo sia roba da soli boomer. Ho la sensazione che ci siano delle peculiarità tutte nostre, eccessi, come dire, ...polemici, nevrotici. Il tifoso dovrebbe gioire, incazzarsi, soffrire, emozionarsi, magari pure contestare, ma mai smettere di tifare. Altrimenti, diventa altro. Spero che ciò prescinda dall'età, altrimenti saremmo alla mutazione genetica del tifoso e probabilmente destinati all'estinzione
Pero' qua non si tratta solamente di risultati sportivi, il discorso (per alcuni/molti/pochi) è anche extra sportivo; io parlo per me sono uno di quelli che non si sta fermando più al risultato sportivo, e forse sbaglio non lo nego, ma credetemi mai mi era capitato come quest'anno che seguo la Lazio con QUASI indifferenza se vince o perde, voi mi direte e che Lotito ti leva la Lazio? Purtroppo mi sta capitando questo, forse non saro' mai un vero tifoso, queste domande me le faccio pure da solo...forse sbaglio a vederla cosi...cerco di farmi autocritica...Personalmente credo che il senatore sia il male della Lazio e non riesco più a distinguere la LAZIO da lui...sono da ricovero misa... e sono stremato, forse sbaglio a viverla cosi...

Er Maestro

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Citazione di: Splash il Ieri alle 17:01Secondo me,  c'è un confronto generazionale in atto. La maggior parte dei 50-60enni, cresciuti in un certo periodo calcistico e un'altro tipo di mondo, vive la Lazio e le sue ambizioni diversamente, nascondendosi pure dietro la nostalgia della gioventù.
Parlano di appartenenza e di modo di tifare, di una certa idea di Lazio che coincide con quella con cui sono cresciuti e non ci sarebbe niente di male, se il presidente non fosse cosi stupido da sputarci sopra quella cazzo di storia e quella Laziotta. La maggior parte di loro però, questa cosa un pò la capisce e la giustifica, perché sono cresciuti con questa idea del proprietario forte e dell'imprenditore bravo, che ha messo sù i milioni grazie al suo genio ed alla sua innata dote imprenditoriale; quindi pure se dice qualche cavolata, è lui che ci mette i soldi (che poi manco è vero), è lui che è il capo famiglia e che quindi gli si può perdonare qualche errore.

Io appartengo ai millennials, che già hanno una visione diversa rispetto ai proprietari, al capitalismo ed agli imprenditori. Sono cresciuto sotto la stella di Cragnotti e la mia Lazio di riferimento non è quella triste che si regge sopratutto sul senso d'appartenenza e sull'inferiorità numerica, è una che nonostante l'inferiorità numerica, può dominare il mondo, o almeno provarci. Qui nasce la differenza principale IMHO, perché chi è cresciuto negli anni 80, ha delle difficoltà a capire che per noi, gli anni 80, sono i fine anni 90 e non c'è una Lazio più laziale tra le due. Non è che nascere prima, ne aver sofferto di più ti renda più laziale. Io rispetto i laziali di vecchia data, rispetto pure la storia della Lazio e anzi mi commuovo quando vedo qualche video storico (senza offesa, eh), ma questa romanticizzazione di quella Lazio che allo stesso tempo sembra che debba essere il blueprint per la Lazio del futuro, alla Guidone, mi irrita. La Lazio può essere una squadra importante, è una squadra di Roma e ha un bacino di tifosi importante.

Poi ci sono i Gen Z, che sono nati nell'epoca di internet, del calcio estero in TV, dei vari giochi online con le figurine dei calciatori e ahimè sotto Lotito. Questi hanno un approccio completamente diverso, verso il capitalismo, verso gli imprenditori e sopratutto possono interagire continuamente con la loro squadra del cuore, o con quelle degli altri, se per quello. Si è passati da quelli obbligati a seguire dal vivo le partite della propria città, a quelli che potevano seguire pure dalla TV le partite della loro squadre del cuore, a quelli che possono seguire tutte le partite del mondo, pure in contemporanea, e mettere sù squadre virtuali con tutti i giocatori del mondo e sfidare altri tifosi come loro per il mondo. Non credo che uno dei 3 modi di vivere la cosa sia più o meno laziale rispetto agli altri.

Credo sia importante tenere in mente queste situazioni, quando si giudica il modo di tifare degli altri, perché alla fine tutti tifano nella maniera in cui il mondo in cui nascono tifa, non ci sono tifosi di Serie A e di Serie B. Chiaramente, la spinta per cambiare arriverà sempre da quelli più giovani, che hanno una visione più ottimistica delle cose e che credono nel cambiamento, che non si devono adeguare alle situazioni: questo non li rende meno tifosi, anzi.

Purtroppo pure io sto invecchiando e allo cambiamento non ci credo più, una gestione nè ambiziosa, nè romantica/che non incita il senso di appartenenza, mi causa più stress che gioia; senza manco a stare a parlare del fascismo e delle offese verso i tifosi/verso la storia. Nel momento in cui la Lazio diventerà una serie TV che guardo solo perché oramai ci sono abituato, probabilmente smetterò di guardarla. La protesta mi sembra/va l'unica maniera rimasta per provare a cambiare le cose, se non ci si riuscirà, pazienza. Non mi aspettavo certo che sarebbero bastate 3-4 partite senza tifosi (sopratutto dopo essersi abbonati) a portare al cambio di vertice. Non ho la soluzione, non so se sia giusto entrare o meno, ma non credo di aver letto dei suggerimenti che fanno senso nell'ottica di cambiare la cosa. Prendersela però con i tifosi più giovani mi sembra inutile, una guerra interna che alimenta i pregiudizio verso le generazioni nuove e che va ad aiutare solo il grande capo a fare ciò che vuole, mentre noi ci scanniamo tra di noi.

Grazie Splash di aver verbalizzato un concetto che avevo in testa ma che non mi si era mai chiarito del tutto. È vero, c'è sicuramente una questione di appartenenza anagrafica alle modalità di tifare e di "esserci". Trovo molto acuto il discorso sull'onnipresenza della Gen Z e anche al suo rapporto molto più utilitarista con il calcio, vissuto non come legame con una squadra ma come esperienza rispetto al prodotto nel suo complesso. La maggior parte dei ragazzi  interessati di calcio che conosco (sui 30/40 anni) è informatissima su tutti i giocatori della lega in primis per motivi di fantacalcio; gli interessa più se un giocatore segna/fa una buona prestazione/ottiene un bonus rispetto al fatto che sia della propria squadra del cuore. Per i più giovani invece è molto più importante l'aspetto della connessione virtuale con i calciatori più celebri e far parte di una community intorno alle star, che seguono come "tifo" nella squadra in cui si spostano. Poi c'è il discorso della gameficazione del calcio che riguarda ormai una larga fetta di popolazione (dai 15 ai 45/50 anni) in cui il calcio è soprattutto la sua trasposizione videoludica e viene vissuto su rapporti di forza numerici dati dai valori dei giocatori nelle squadre (vedi i vari Football Manager, EA Sports ovvero il vecchio Fifa, eFootball cioè PES eccetera).

Quello che i "boomer" della tua definizione spesso non comprendono è che per queste nuove generazioni l'aspetto reputazionale e d'ingaggio, dato dai risultati e dalla presenza di giocatori dal valore riconosciuto, è un collante fondamentale per la passione e per l'avvicinamento. Fare leva unicamente su di un senso di appartenenza (legato a motivi peraltro lontani nel tempo) è una strategia anacronistica e destinata a ridurre ulteriormente la base di tifo, se non viene supportata da motivi attuali di entusiasmo e partecipazione.

Questo è anche uno dei motivi per cui da tempo insisto nell'idea che la Lazio ricostruisca un settore di comunicazione veramente moderno e all'altezza, ma questa è una conversazione per un altro topic magari.

unicamenteLazio

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Citazione di: Daniela il Ieri alle 13:23io tranne un'occasione, sono sempre entrata
quindi per me nessun dubbio
per me il punto dei tifosi si è capito (anche a livello internazionale), ora si deve voltare pagina


la Lazio non può essere lasciata sola
È una pagina pesante, si deve voltare in due. Ma davvero ti preme tanto dare all'attuale presidente della Lazio la possibilità di vantarsi di un'altra vittoria sui Laziali e sulla loro Storia? Finché si entra all'Olimpico quando vogliamo NOI, con modalità che decidiamo NOI, deve solo tacere come sta facendo adesso. Se si torna sempre, se si torna ad abbonarsi in 30000, i anche in 20.000, la vittoria è sua. E potrà vantarsene anche con quelli del suo partito. È davvero questo che si vuole? Farlo gonfiare e ingrassare di più, invitarlo a darsi beffe acor più  di noi, a danno non tanto nostro, ma della Lazio?

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Palo

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Citazione di: Splash il Ieri alle 17:01Secondo me,  c'è un confronto generazionale in atto. La maggior parte dei 50-60enni, cresciuti in un certo periodo calcistico e un'altro tipo di mondo, vive la Lazio e le sue ambizioni diversamente, nascondendosi pure dietro la nostalgia della gioventù.
Parlano di appartenenza e di modo di tifare, di una certa idea di Lazio che coincide con quella con cui sono cresciuti e non ci sarebbe niente di male, se il presidente non fosse cosi stupido da sputarci sopra quella cazzo di storia e quella Laziotta. La maggior parte di loro però, questa cosa un pò la capisce e la giustifica, perché sono cresciuti con questa idea del proprietario forte e dell'imprenditore bravo, che ha messo sù i milioni grazie al suo genio ed alla sua innata dote imprenditoriale; quindi pure se dice qualche cavolata, è lui che ci mette i soldi (che poi manco è vero), è lui che è il capo famiglia e che quindi gli si può perdonare qualche errore.

Io appartengo ai millennials, che già hanno una visione diversa rispetto ai proprietari, al capitalismo ed agli imprenditori. Sono cresciuto sotto la stella di Cragnotti e la mia Lazio di riferimento non è quella triste che si regge sopratutto sul senso d'appartenenza e sull'inferiorità numerica, è una che nonostante l'inferiorità numerica, può dominare il mondo, o almeno provarci. Qui nasce la differenza principale IMHO, perché chi è cresciuto negli anni 80, ha delle difficoltà a capire che per noi, gli anni 80, sono i fine anni 90 e non c'è una Lazio più laziale tra le due. Non è che nascere prima, ne aver sofferto di più ti renda più laziale. Io rispetto i laziali di vecchia data, rispetto pure la storia della Lazio e anzi mi commuovo quando vedo qualche video storico (senza offesa, eh), ma questa romanticizzazione di quella Lazio che allo stesso tempo sembra che debba essere il blueprint per la Lazio del futuro, alla Guidone, mi irrita. La Lazio può essere una squadra importante, è una squadra di Roma e ha un bacino di tifosi importante.

Poi ci sono i Gen Z, che sono nati nell'epoca di internet, del calcio estero in TV, dei vari giochi online con le figurine dei calciatori e ahimè sotto Lotito. Questi hanno un approccio completamente diverso, verso il capitalismo, verso gli imprenditori e sopratutto possono interagire continuamente con la loro squadra del cuore, o con quelle degli altri, se per quello. Si è passati da quelli obbligati a seguire dal vivo le partite della propria città, a quelli che potevano seguire pure dalla TV le partite della loro squadre del cuore, a quelli che possono seguire tutte le partite del mondo, pure in contemporanea, e mettere sù squadre virtuali con tutti i giocatori del mondo e sfidare altri tifosi come loro per il mondo. Non credo che uno dei 3 modi di vivere la cosa sia più o meno laziale rispetto agli altri.

Credo sia importante tenere in mente queste situazioni, quando si giudica il modo di tifare degli altri, perché alla fine tutti tifano nella maniera in cui il mondo in cui nascono tifa, non ci sono tifosi di Serie A e di Serie B. Chiaramente, la spinta per cambiare arriverà sempre da quelli più giovani, che hanno una visione più ottimistica delle cose e che credono nel cambiamento, che non si devono adeguare alle situazioni: questo non li rende meno tifosi, anzi.

Purtroppo pure io sto invecchiando e allo cambiamento non ci credo più, una gestione nè ambiziosa, nè romantica/che non incita il senso di appartenenza, mi causa più stress che gioia; senza manco a stare a parlare del fascismo e delle offese verso i tifosi/verso la storia. Nel momento in cui la Lazio diventerà una serie TV che guardo solo perché oramai ci sono abituato, probabilmente smetterò di guardarla. La protesta mi sembra/va l'unica maniera rimasta per provare a cambiare le cose, se non ci si riuscirà, pazienza. Non mi aspettavo certo che sarebbero bastate 3-4 partite senza tifosi (sopratutto dopo essersi abbonati) a portare al cambio di vertice. Non ho la soluzione, non so se sia giusto entrare o meno, ma non credo di aver letto dei suggerimenti che fanno senso nell'ottica di cambiare la cosa. Prendersela però con i tifosi più giovani mi sembra inutile, una guerra interna che alimenta i pregiudizio verso le generazioni nuove e che va ad aiutare solo il grande capo a fare ciò che vuole, mentre noi ci scanniamo tra di noi.
Citazione di: Er Maestro il Ieri alle 18:14Grazie Splash di aver verbalizzato un concetto che avevo in testa ma che non mi si era mai chiarito del tutto. È vero, c'è sicuramente una questione di appartenenza anagrafica alle modalità di tifare e di "esserci". Trovo molto acuto il discorso sull'onnipresenza della Gen Z e anche al suo rapporto molto più utilitarista con il calcio, vissuto non come legame con una squadra ma come esperienza rispetto al prodotto nel suo complesso. La maggior parte dei ragazzi  interessati di calcio che conosco (sui 30/40 anni) è informatissima su tutti i giocatori della lega in primis per motivi di fantacalcio; gli interessa più se un giocatore segna/fa una buona prestazione/ottiene un bonus rispetto al fatto che sia della propria squadra del cuore. Per i più giovani invece è molto più importante l'aspetto della connessione virtuale con i calciatori più celebri e far parte di una community intorno alle star, che seguono come "tifo" nella squadra in cui si spostano. Poi c'è il discorso della gameficazione del calcio che riguarda ormai una larga fetta di popolazione (dai 15 ai 45/50 anni) in cui il calcio è soprattutto la sua trasposizione videoludica e viene vissuto su rapporti di forza numerici dati dai valori dei giocatori nelle squadre (vedi i vari Football Manager, EA Sports ovvero il vecchio Fifa, eFootball cioè PES eccetera).

Quello che i "boomer" della tua definizione spesso non comprendono è che per queste nuove generazioni l'aspetto reputazionale e d'ingaggio, dato dai risultati e dalla presenza di giocatori dal valore riconosciuto, è un collante fondamentale per la passione e per l'avvicinamento. Fare leva unicamente su di un senso di appartenenza (legato a motivi peraltro lontani nel tempo) è una strategia anacronistica e destinata a ridurre ulteriormente la base di tifo, se non viene supportata da motivi attuali di entusiasmo e partecipazione.

Questo è anche uno dei motivi per cui da tempo insisto nell'idea che la Lazio ricostruisca un settore di comunicazione veramente moderno e all'altezza, ma questa è una conversazione per un altro topic magari.
Bei post, tutti e due.
Ne condivido il senso.
Ma io sono un super boomer!!!
Non ho mai giocato a football manager, non ho mai partecipato a tornei di fantacalcio, anzi mi incazzo con chi gioisce per un gol segnato dal "suo" attaccante, anche se lo ha segnato alla Lazio (sto esagerando).
Nasco Laziale nel 1954. Mio padre mi battezza Silvio, come il suo idolo, Piola. Mio nonno, classe 1996, corre nella podistica con l'aquila sul petto.
Mio nonno ha vinto il primo trofeo a 62 anni. Mio padre ha vinto il suo secondo trofeo e primo scudetto, a 48 anni. Io, dopo lo scudetto, vinto a 20 anni, ho aspettato altri 24 anni per vedere (*) la coppa Italia di Nesta, Jugovic, Venturin e Gottardi, tra le mani di Fuser. Ho vissuto l'epopea cragnottiana e gli anni "vincenti" di lotito.
A 72 anni so che sarà molto difficile vedere la Lazio
(Laziotta, la chiamava affettuosamente papà) vincere qualcosa più di una coppa Italia o, magari, una coppa europea.
A lotito non perdonerò MAI la definizione che ha dato della nostra (cazzo de) Storia. Mio nonno è Storia. Mio padre è Storia. I miei figli, nati e cresciuti a Milano, biancazzurri abbonati, sono Storia. Le mie nipotine e nipotini (il quarto é in arrivo a giorni) sono, spero, Storia.
lotito, suo malgrado, consapevole o meno, ha però fatto anche lui la storia, anche se lo detesto, devo riconoscerglielo. Spero sloggi al più presto ma non credo affatto che lo sciopero del tifo lo farà "sloggiare". E se dovesse "sloggiare" lo farà senza curarsi di cosa si lascia dietro. E temo che, [...] com'è, lasci macerie.

FORZA LAZIO!!


(*) Immaginare perche quelle merde di fininvest mandarono la pubblicità durante la nostra premiazione.

Palo

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Il Correttore non mi fa scrivere LazioTTA. Lo corregge in Laziotta 

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non capisco tutta sta preoccupazione, la perdiamo la finale e l'anno prossimo perdiamo pure la supercoppa, per cui alla fine si potrà dire, a ragione, che con Lotito non si vince nulla e solo i manutengoli si abboneranno

Palo

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Citazione di: giovannidef il Ieri alle 19:13non capisco tutta sta preoccupazione, la perdiamo la finale e l'anno prossimo perdiamo pure la supercoppa, per cui alla fine si potrà dire, a ragione, che con Lotito non si vince nulla e solo i manutengoli si abboneranno
Io mi abbonerò!
Il primo giorno!
Mi abbonerò alla Lazio!
E mi auguro che la Lazio, contro tutti i pronostici, e le gufate dei tuoi compari, vinca e vi mangiate il fegato.

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Palo

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trax_2400

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Purtroppo questi discorsi ci vedono ormai ognuno arroccato sulle proprie posizioni, quindi è difficile raggiungere una posizione univoca.
Personalmente credo che l'astensione dallo stadio non possa portare al risultato positivo (l'allontamento di Lotito) per cui rimangono solo gli effetti negativi.
Quindi quando potrò andrò allo stadio, tranne per diversi motivi tra cui:
- se non ci vanno i miei amici, da solo io non ci vado;
- se finisco i soldi, non posso più fare l'abbonamento e purtroppo la strada sembra quella giusta!  ;)

giovannidef

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Citazione di: Palo il Ieri alle 19:22Manutengoli...
guarda che mi abbono pure io, perchè sono un pò manutengolo

leomeddix

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Citazione di: unicamenteLazio il Ieri alle 18:32Ma davvero ti preme tanto dare all'attuale presidente della Lazio la possibilità di vantarsi di un'altra vittoria sui Laziali e sulla loro Storia?

Quindi facce capì. Tu speri che la Lazio perda la finale di Coppa Italia per fare dispetto a Lotito?
Su un forum della Lazio. Nun ce se crede.

unicamenteLazio

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Citazione di: leomeddix il Ieri alle 19:30Quindi facce capì. Tu speri che la Lazio perda la finale di Coppa Italia per fare dispetto a Lotito?
Su un forum della Lazio. Nun ce se crede.
Rileggi quello che ho scritto, la vittoria è dell'attuale presidente della Lazio su di noi e sulla nostra Storia se torniamo all'Olimpico. A prescindere dalla vittoria della Coppa. Che ovviamente sogno come tutti noi. 

tallondachille

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Palo.
Tutta la mia stima e rispetto.
Ti voglio bene
FORZA LAZIO!

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leomeddix

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Citazione di: unicamenteLazio il Ieri alle 19:48Rileggi quello che ho scritto, la vittoria è dell'attuale presidente della Lazio su di noi e sulla nostra Storia se torniamo all'Olimpico. A prescindere dalla vittoria della Coppa. Che ovviamente sogno come tutti noi.

Ma noi chi? Parla per te.

unicamenteLazio

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Citazione di: leomeddix il Ieri alle 19:52Ma noi chi? Parla per te.
Ma secondo te l'attuale presidente della Lazio non sta combattendo i Laziali e la loro Storia? E tu non sei Laziale? E allora? Ma perché rispondere in questo modo, leggendo, forse una volta, metà di quello che scrive un altro netter?

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