Secondo me, c'è un confronto generazionale in atto. La maggior parte dei 50-60enni, cresciuti in un certo periodo calcistico e un'altro tipo di mondo, vive la Lazio e le sue ambizioni diversamente, nascondendosi pure dietro la nostalgia della gioventù.
Parlano di appartenenza e di modo di tifare, di una certa idea di Lazio che coincide con quella con cui sono cresciuti e non ci sarebbe niente di male, se il presidente non fosse cosi stupido da sputarci sopra quella cazzo di storia e quella Laziotta. La maggior parte di loro però, questa cosa un pò la capisce e la giustifica, perché sono cresciuti con questa idea del proprietario forte e dell'imprenditore bravo, che ha messo sù i milioni grazie al suo genio ed alla sua innata dote imprenditoriale; quindi pure se dice qualche cavolata, è lui che ci mette i soldi (che poi manco è vero), è lui che è il capo famiglia e che quindi gli si può perdonare qualche errore.
Io appartengo ai millennials, che già hanno una visione diversa rispetto ai proprietari, al capitalismo ed agli imprenditori. Sono cresciuto sotto la stella di Cragnotti e la mia Lazio di riferimento non è quella triste che si regge sopratutto sul senso d'appartenenza e sull'inferiorità numerica, è una che nonostante l'inferiorità numerica, può dominare il mondo, o almeno provarci. Qui nasce la differenza principale IMHO, perché chi è cresciuto negli anni 80, ha delle difficoltà a capire che per noi, gli anni 80, sono i fine anni 90 e non c'è una Lazio più laziale tra le due. Non è che nascere prima, ne aver sofferto di più ti renda più laziale. Io rispetto i laziali di vecchia data, rispetto pure la storia della Lazio e anzi mi commuovo quando vedo qualche video storico (senza offesa, eh), ma questa romanticizzazione di quella Lazio che allo stesso tempo sembra che debba essere il blueprint per la Lazio del futuro, alla Guidone, mi irrita. La Lazio può essere una squadra importante, è una squadra di Roma e ha un bacino di tifosi importante.
Poi ci sono i Gen Z, che sono nati nell'epoca di internet, del calcio estero in TV, dei vari giochi online con le figurine dei calciatori e ahimè sotto Lotito. Questi hanno un approccio completamente diverso, verso il capitalismo, verso gli imprenditori e sopratutto possono interagire continuamente con la loro squadra del cuore, o con quelle degli altri, se per quello. Si è passati da quelli obbligati a seguire dal vivo le partite della propria città, a quelli che potevano seguire pure dalla TV le partite della loro squadre del cuore, a quelli che possono seguire tutte le partite del mondo, pure in contemporanea, e mettere sù squadre virtuali con tutti i giocatori del mondo e sfidare altri tifosi come loro per il mondo. Non credo che uno dei 3 modi di vivere la cosa sia più o meno laziale rispetto agli altri.
Credo sia importante tenere in mente queste situazioni, quando si giudica il modo di tifare degli altri, perché alla fine tutti tifano nella maniera in cui il mondo in cui nascono tifa, non ci sono tifosi di Serie A e di Serie B. Chiaramente, la spinta per cambiare arriverà sempre da quelli più giovani, che hanno una visione più ottimistica delle cose e che credono nel cambiamento, che non si devono adeguare alle situazioni: questo non li rende meno tifosi, anzi.
Purtroppo pure io sto invecchiando e allo cambiamento non ci credo più, una gestione nè ambiziosa, nè romantica/che non incita il senso di appartenenza, mi causa più stress che gioia; senza manco a stare a parlare del fascismo e delle offese verso i tifosi/verso la storia. Nel momento in cui la Lazio diventerà una serie TV che guardo solo perché oramai ci sono abituato, probabilmente smetterò di guardarla. La protesta mi sembra/va l'unica maniera rimasta per provare a cambiare le cose, se non ci si riuscirà, pazienza. Non mi aspettavo certo che sarebbero bastate 3-4 partite senza tifosi (sopratutto dopo essersi abbonati) a portare al cambio di vertice. Non ho la soluzione, non so se sia giusto entrare o meno, ma non credo di aver letto dei suggerimenti che fanno senso nell'ottica di cambiare la cosa. Prendersela però con i tifosi più giovani mi sembra inutile, una guerra interna che alimenta i pregiudizio verso le generazioni nuove e che va ad aiutare solo il grande capo a fare ciò che vuole, mentre noi ci scanniamo tra di noi.