Allora, respiro profondissimo. Proviamoci.
Primo: sgombrare il campo dagli equivoci. Per me Gattuso NON è una provocazione di Lotito. Se mai se ne volesse immaginare una fatta apposta, al massimo quella sarebbe stata l'ingaggio di Baroni: dopo un anno tribolato e un mercato di ridimensionamento (ormai si può dire ridimensionamento, sì?), prendere un Carneade dalla provincia poteva avere tutte le stimmate di un azzardo che anche la società sapeva che la tifoseria non avrebbe gradito. Agli occhi di Lotito, con buona probabilità, un Gattuso oggi appare comunque come un nome, non fosse altro per la visibilità pubblica. Su questo si può dire quello che si vuole, ma viene or ora da un'esperienza in azzurro, per quanto pessima: tengo a mente però che i fatti dimostrano quanto Lotito manchi di contatto con la base, per cui posso facilmente immaginare che non lo consideri un nome buttato là, ma che creda (anche in buonafede) che possa dare un minimo di garanzie alla tifoseria di serietà nella scelta. Che poi noi si pensi tutt'altro, è un altro discorso.
Secondo: inquadrare la scelta. Se tra tutte le ipotesi avanzate è emerso velocemente Gattuso, credo si possano trarre alcune indicazioni su cosa questo implichi (o cosa escluda).
1) si sono volute evitare "scommesse". Un Pisacane, un Grosso, sarebbero state scelte potenzialmente rischiose, perché allenatori con poca esperienza e non abituati a gestire pagate bollenti. Ne consegue che
2) la prossima stagione si preannuncia di difficile gestione. Questo probabilmente tiene in conto sia la contestazione di piazza sia - soprattutto - la consapevolezza che la squadra difficilmente potrà essere migliorata rispetto a quella attuale. La scelta di un "motivatore", il cui curriculum non denota un'impronta tattica particolarmente definita come poteva essere Sarri, porta a pensare che si cercherà di mettere insieme un gruppo sulla base delle possibilità economiche più che su principi tattici definiti. Ma c'è un di più, che aggiungerei al
3) è probabile che il gruppo squadra rimanga sostanzialmente lo stesso. Levata l'ultima esperienza in nazionale, Gattuso nelle sue precedenti esperienze ha lavorato quasi sempre con una difesa a quattro con principi di uscita dal basso. Un imprinting che rispecchierebbe quello della squadra attuale (con le dovute differenze, soprattutto in termini di marcatura) e che denota a mio parere l'idea di partire dall'intelaiatura già presente. Il quid pluris dovrebbe essere rappresentato, per l'appunto, dal carattere dell'allenatore, che dovrebbe essere in grado di cavare più sugo dagli ortaggi (decidete voi quali) a disposizione.
4) ci si aspetta un anno di transizione. Le esperienze di Gattuso sono state spesso brevi e lui ha dimostrato di togliere il disturbo senza troppi problemi. Prendere Gattuso significa sapere di non affidargli un progetto a lungo termine, tant'è che da quanto si vocifera il contratto dovrebbe essere impostato su un biennale. Date le premesse, credo se ne possa dedurre che l'idea sia quella di prendere un allenatore che tenga botta per un periodo che si prevede difficile, rimandando a uno/due anni la prospettiva di rimettere qualche tipo di base.
Se tutte queste considerazioni sono corrette, il quadro che ne emerge è abbastanza in linea con quello che ci si poteva aspettare: ci aspettano uno/due stagioni molto complicate, si è scelto un mister disponibile ad affrontarle (anche per i recenti insuccessi), che conosce la serie A e porta in dote l'idea di combattività per sopperire alle previste lacune tecniche, e - soprattutto - la società scommette sul fatto che tra un paio d'anni ci siano davvero le risorse per fare un discorso diverso. Il che si sposa con la narrativa de "ooossadio, er nasdaq, i 30 mioni in più perché non c'avemo più er debbito" che il senatore va propugnando.
Sono stupito? Per niente. Deluso? Nemmeno troppo; la speranza che ci potesse essere davvero un colpo di coda per la prossima stagione era ormai al lumicino. Triste? Personalmente credo (come tanti) di essere già passato alla fase successiva alla tristezza, che è quella dell'apatia. Gattuso per me come scelta è questo: non un sussulto, non una curiosità, non una speranza. Una scelta solo ed esclusivamente pragmatica, come regalare i calzini a natale.
Che poi magari alla fine ti tornano pure comodi eh, però li guarderai sempre con l'idea che avresti voluto, almeno per un attimo, sperare in qualcos'altro nelle infinite possibilità che si celavano dietro il pacco che stavi per aprire.