Io vado controcorrente e sinceramente non vorrei che la Lazio finisse nelle mani di un fondo di investimento. Io l'ho vissuta sulla mia pelle l'esperienza dei fondi di investimento e non mi piacciono per nulla.
Vorrei un modello diverso, quello del Presidente che abbia passione, rispetto, sappia gestire e che abbia anche il coraggio di dire: ora non ci sono i soldi, ma uniti passiamo il brutto momento e ripartiamo.
Vorrei una persona di cui potermi fidare. Vorrei una persona che non offende gli altri, che non parla con la supponenza del "so tutto io", che non tratta da scemi gli altri, che non utilizzi la mia squadra per i suoi fini personali.
Poi è vero che noi abbiamo contestato anche Calleri, anche Cragnotti e l'insoddisfazione c'ha portato a momenti di scontro con la società.
Ma qua non si tratta di investitore ricco, di proprietà ricca o povera, qui si tratta di incompatibilità tra l'essere Laziale e chi in questo momento gestisce la nostra società. Si tratta di una incompatibilità morale non più sanabile.
A me andrebbe benissimo che la Lazio non cadesse nelle grinfie di qualche fondo, ma non posso più tollerare che un personaggio tale mi rappresenti.
E lo dico io che l'ho difeso per anni e anni.