Io credo che per parlare di determinati casi di cronaca bisogna separare gli aspetti.
Ce n'è uno spontaneo, sacrosanto e legittimo che riguarda il cuore: ogni sopruso, ogni violenza, ogni prevaricazione, ogni forzatura del diritto privato e della libertà di "esistenza" DEVONO scuotere le coscienze. Ci dev'essere sempre una vigilanza attiva che ci ricordi ogni giorno cosa sia giusto e cosa no, nel merito del vivere civile e del rispetto reciproco. E' la linea Maginot oltre la quale non sono ammesse deroghe, perché altrimenti si lascia virtualmente il campo libero all'idea che una maggiore forza fisica o mentale giustifichi l'invasione del campo altrui, e ciò non è umanamente ammissibile.
Poi: proprio perché una società civile sa che il cuore reagisce così, si deve organizzare. Per centinaia di anni le soluzioni erano le esecuzioni in pubblica piazza, la legge del taglione, torture variegate e negazioni di qualsiasi piccola libertà residua. Il processo si è evoluto, perché si è capito che in questo modo il problema non solo non veniva risolto ma anzi si creavano sacche ancora più arrabbiate e determinate ad aumentare la violenza per sopprimere la punizione relativa. Nasce dunque il diritto: ognuno è uguale davanti alla legge, anche se fa male, anche se pensiamo che sia ingiusto, anche se non ci piace. E la stessa legge, per questi motivi, ammette riletture, sconti, sfumature, decisioni in itinere, cambi di pena, etc.
Il lavoro difficile ma necessario passa attraverso le complessità di un sistema giudiziario che deve valutare le azioni dei singoli imputati dando loro tutte le attenuanti e le interpretazioni del caso; perché la legge non deve tenere conto solo dell'omicidio ma anche di tutti quei delitti che bene o male possono condizionare le libere scelte e i sacrifici di ciascuno di noi.
Quindi il garantismo parte da un presupposto diverso, e prima deve instillare nel cittadino la consapevolezza di certe azioni che si decide di intraprendere. Poi si deciderà se si è trattato di un momento isolato e incontrollato, che sia stato frutto di un black out razionale, che si trattava di una reazione spontanea e comprensibile ad un allarme percepito. Ma di default ognuno deve sapere che ogni azione, anche se fatta con leggerezza, genera una reazione, in questo caso vivisezionata dagli strumenti che lo stato di diritto ha sviluppato dopo centinaia di anni di tentativi.
Quindi se porto la mia famiglia a vivere in una capanna e nutro i miei figli con l'erba circostante o se decido di inseguire dei criminali che stanno andando via, nonostante telecamere e testimoni che potrebbero darmi la chance di riacchiapparli e farli sbattere al fresco per un po' (oltre a rovinargli la vita per i soldi che mi dovranno ridare), sparandogli più volte per assecondare la mia sete di vendetta, poi non posso fare la vittima in tv o paragonare la grazia che dovrebbero dare a me con quella (pastrocchiata) per la Minetti.
No, mi dispiace: il cittadino consapevole che si prende una pistola abusiva e contravviene alle limitazioni che gli sono state imposte per un episodio precedente e spara ai criminali deve sapere che verrà punito tanto quanto un omicida "normale". Anzi, pensate che la legge di default già gli ha applicato delle attenuanti, e altre ne arriveranno alla prima aritmia mentre starà nella sua cella.
Se non ci fidiamo del sistema e mettiamo in discussione tutto, sostenuti da una classe politica alla deriva che ormai legge sui social quali sono le stramberie del momento e gli dà una dignità istituzionale (medici no vax reintegrati, grazia per gli assassini, remigrazione, tra un po' cavalcheranno pure scie chimiche e terrapiattismo), faremo crollare le fondamenta della società in cui viviamo oggi.
Che tante cose vadano male e ci sia bisogno di risolverle lo condivido al 100%, e mi chiedo come sia possibile rimanere "tifosi" di un partito in un momento storico come questo in cui sta andando tutto a rotoli. Fare pressione sui rappresentanti politici, esigere dei cambiamenti, votare sostenendo chi mette al centro del programma qualcosa che ci interessa e calci nel sedere se in 4 anni non lo applica.
Altrimenti ci dessero libertà di acquisto delle armi, ma occhio: che se poi si decide che la classe politica ruba i soldi e magna sulle nostre disgrazie, qualcuno poi rischia di trovarsi il Roggero di turno fuori Palazzo Chigi, e vediamo lì quale diventerà l'opinione dei vip e dei politici sulla grazia a chi spara per legittima difesa.