Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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Palo

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robylele

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le parole sono gratis, quindi se ne abusa spesso.

é l'ora di passare ai fatti e dimostrare la passione, ché a vedere una partita sul maxi schermo sò boni tutti..

che parta proprio da Manhattan una colletta a stelle e striscie per pagare gli stipendi arretrati entro il 15/2.
e fate in fretta che manca poco, invece di pensare al brand.

Zoppo

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Citazione di: Flaminio il 05 Feb 2011, 01:31
Pare che adesso in USA, finalmente, seguiranno anche la squadra della capitale. Ripeto: "la" squadra. E' tutto deciso dal destino, come si evince dai (miei) grassetti:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/04/news/as_roma_usa-12075415/?rss&ref=HRPE-3

AS ROMA
Giallorossi di New York in festa
"Diventeremo un brand mondiale"


Dopo la notizia che Thomas di Benedetto e i suoi partner a stelle e strisce sono in corsa per acquistare il club, l'entusiasmo dei romani della 'Grande Mela' è alle stelle: "Qui sinora la gente conosceva solo Inter, Milan e Juventus. Ora invece seguiranno di più anche la squadra della capitale.

NEW YORK - "Ora la As Roma potrà diventare un brand famoso in tutto il mondo, come il Manchester United, il Real Madrid e il Barcellona". Dopo la notizia che Thomas di Benedetto e i suoi partner a stelle e strisce sono in corsa per acquistare il club giallorosso, cerca di trattenere l'entusiasmo, ma ci riesce a stento, Giorgio Caruso, 42 anni, nato e cresciuto a Ponte Milvio, da 15 anni trasferito nella 'Grande Mela, dove insieme ad altri giallorossi doc ha fondato il Roma Club New York. Gli americani - sottolinea Giorgio - sono i maestri del marketing e del merchandising applicati allo sport professionistico. Questa cordata è formata da diverse persone che da anni lavorano assieme proprio in questo settore. Ovviamente sono cauto perché i conti li faremo alla fine. Però francamente credo che non potessimo sperare di meglio. Questa è gente non legata a interessi locali, che ha un progetto per il lungo termine. E' la prima volta nella storia del calcio italiano che un gruppo di imprenditori stranieri punta a comprare un nostro club". Poi aggiunge, lasciandosi andare alla passione: "La Roma è l'unica squadra al mondo che ha l'onore di chiamarsi come la città culturalmente più importante al mondo. E' un marchio che grazie a questa cordata sarà finalmente reso famoso al livello planetario. Sinora la maglietta di Totti la potevi trovare solo a Roma, spero che in futuro si possa comprarla in tutto il mondo".

La tana dei giallorossi di New York è nella zona sud di Manhattan. Nel cuore di Little Italy, al Sambucàs Cafe, batte il cuore dei tifosi romanisti di New York. E' nel 105 di Mulberry Street, in questo bar con i maxischermi alle pareti, che il popolo giallo ocra e rosso pompeiano si riunisce numeroso per vedere le partite della 'Maggica'. Il proprietario del locale è Raffaele Tramontana, un italo-americano originario di Catania, anche lui felicissimo che una cordata di imprenditori Usa sia vicinissima all'acquisto della società. "Ormai da 17 anni - racconta orgoglioso - trasmettiamo le partite e in tutti questi anni ho visto com'è cresciuta tra gli americani la passione per il calcio italiano. Dai tempi dei mondiali del '94 hanno fatto grossi passi avanti. Ora conoscono il gioco e le tattiche come noi, e il 'soccer' ormai è diventato il primo sport praticato nelle scuole inferiori".

Tramontana non ha dubbi. Tutti i tifosi di Totti e compagni, anche i più scettici, possono stare tranquilli: i padroni dei Red Sox sono "gente in gamba". "Tom Dibenedetto è italo-americano come me, sono certo che è l'uomo giusto per il futuro della Roma", assicura senza alcuna esitazione. "Qui sinora la gente conosceva solo Inter, Milan e Juventus. Ora invece - aggiunge - seguiranno di più anche la squadra della capitale. Roma è un 'brand' che negli Stati Uniti tira molto, che piace a tutti. Sinora conoscevano solo la città eterna, il Colosseo, San Pietro. Ora cominceranno a conoscere anche la squadra. Così aumenteranno i tifosi, la copertura mediatica e la gente comincerà a comprare le sciarpe, le magliette. Insomma sarà un grande affare. Ci saranno tanti dollari in più - assicura Raffaele - che finiranno nelle casse della nuova Roma e, statene certi, faranno la squadra sempre più forte".

(04 febbraio 2011)


Patetico, sinceramente.

Molto patetico. "La Repubblica" non si smentisce mai. Che schifo!!

rio2

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io ho imparato nel tempo che finche' parlano e sbruffoneggiano non sono pericolosi.

e' quando stanno zitti che sono pericolosi.

quindi piu' la sparano grossa e piu' so' che non succedera' niente.

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Russotto

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Finche' smerciano "a majetta de Totti" fino ai Caraibi continuando a non vince un caxxo per me so benvenuti.

Maremma Laziale

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Citazione di: Flaminio il 05 Feb 2011, 01:31
Pare che adesso in USA, finalmente, seguiranno anche la squadra della capitale. Ripeto: "la" squadra. E' tutto deciso dal destino, come si evince dai (miei) grassetti:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/02/04/news/as_roma_usa-12075415/?rss&ref=HRPE-3

AS ROMA
Giallorossi di New York in festa
"Diventeremo un brand mondiale"


Dopo la notizia che Thomas di Benedetto e i suoi partner a stelle e strisce sono in corsa per acquistare il club, l'entusiasmo dei romani della 'Grande Mela' è alle stelle: "Qui sinora la gente conosceva solo Inter, Milan e Juventus. Ora invece seguiranno di più anche la squadra della capitale.

NEW YORK - "Ora la As Roma potrà diventare un brand famoso in tutto il mondo, come il Manchester United, il Real Madrid e il Barcellona". Dopo la notizia che Thomas di Benedetto e i suoi partner a stelle e strisce sono in corsa per acquistare il club giallorosso, cerca di trattenere l'entusiasmo, ma ci riesce a stento, Giorgio Caruso, 42 anni, nato e cresciuto a Ponte Milvio, da 15 anni trasferito nella 'Grande Mela, dove insieme ad altri giallorossi doc ha fondato il Roma Club New York. Gli americani - sottolinea Giorgio - sono i maestri del marketing e del merchandising applicati allo sport professionistico. Questa cordata è formata da diverse persone che da anni lavorano assieme proprio in questo settore. Ovviamente sono cauto perché i conti li faremo alla fine. Però francamente credo che non potessimo sperare di meglio. Questa è gente non legata a interessi locali, che ha un progetto per il lungo termine. E' la prima volta nella storia del calcio italiano che un gruppo di imprenditori stranieri punta a comprare un nostro club". Poi aggiunge, lasciandosi andare alla passione: "La Roma è l'unica squadra al mondo che ha l'onore di chiamarsi come la città culturalmente più importante al mondo. E' un marchio che grazie a questa cordata sarà finalmente reso famoso al livello planetario. Sinora la maglietta di Totti la potevi trovare solo a Roma, spero che in futuro si possa comprarla in tutto il mondo".

La tana dei giallorossi di New York è nella zona sud di Manhattan. Nel cuore di Little Italy, al Sambucàs Cafe, batte il cuore dei tifosi romanisti di New York. E' nel 105 di Mulberry Street, in questo bar con i maxischermi alle pareti, che il popolo giallo ocra e rosso pompeiano si riunisce numeroso per vedere le partite della 'Maggica'. Il proprietario del locale è Raffaele Tramontana, un italo-americano originario di Catania, anche lui felicissimo che una cordata di imprenditori Usa sia vicinissima all'acquisto della società. "Ormai da 17 anni - racconta orgoglioso - trasmettiamo le partite e in tutti questi anni ho visto com'è cresciuta tra gli americani la passione per il calcio italiano. Dai tempi dei mondiali del '94 hanno fatto grossi passi avanti. Ora conoscono il gioco e le tattiche come noi, e il 'soccer' ormai è diventato il primo sport praticato nelle scuole inferiori".

Tramontana non ha dubbi. Tutti i tifosi di Totti e compagni, anche i più scettici, possono stare tranquilli: i padroni dei Red Sox sono "gente in gamba". "Tom Dibenedetto è italo-americano come me, sono certo che è l'uomo giusto per il futuro della Roma", assicura senza alcuna esitazione. "Qui sinora la gente conosceva solo Inter, Milan e Juventus. Ora invece - aggiunge - seguiranno di più anche la squadra della capitale. Roma è un 'brand' che negli Stati Uniti tira molto, che piace a tutti. Sinora conoscevano solo la città eterna, il Colosseo, San Pietro. Ora cominceranno a conoscere anche la squadra. Così aumenteranno i tifosi, la copertura mediatica e la gente comincerà a comprare le sciarpe, le magliette. Insomma sarà un grande affare. Ci saranno tanti dollari in più - assicura Raffaele - che finiranno nelle casse della nuova Roma e, statene certi, faranno la squadra sempre più forte".

(04 febbraio 2011)


Patetico, sinceramente.

Quando accostano Usa e calcio mi viene sempre in mente questo pezzo   :)



Murmur

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per me il discorso è semplice.
Questi di certo non ci mettono un dollaro, ma continueranno a gestire la società in autofinanziamento. Tanto più che dal 2012, o sei lo sceicco o devi per forza far così;
ora, o sono geni del bisinesse e tramite merchandising e caxxi vari riescono ad avere introiti così elevati, oppure, con un autofinanziamento serio, giocatori e stipendi attuali vanno fuori parametro. Perchè, ricordiamolo, la roma attuale campa sulle spalle di unicredit come prima campava su quelle di italpetroli; e di certo i soldi che entrano non bastano a pagare gli stipendi principeschi, figuriamoci a fare il mercato. mettiamo pure che capitan demente, ottima fonte di guadagno,  nei prossimi anni dovrà per forza di cose ritirarsi; quindi, secondo me altro che ancelotti e baldini.
Loro so campati in questi anni MOLTO al disopra delle reali potenzialità. Mo se le cose si fanno a regola e senza intrallazzi, devono rigare dritto. E questo significa che i giocatori da 5 mil all'anno se li scordano, e per parecchio me sa. Oh, poi se aaamajadetotti rende tanto, buon per loro, che ve devo di.

Biafra

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Più leggo le cifre sparate dai giornali più mi sfugge la logica dell'operazione.

Concentriamoci su Unicredit. Ai 325 milioni di crediti e relativi interessi (qualche altro milioncino)  la banca deve aggiungere il prestito di circa 25 milioni di euro fatto all'asbrioma  per gli stipendi di novembre, il prestito di circa 25 milioni che dovrà fare a per gli stipendi entro il 15 febbraio.
Fin qua siamo a circa 380 milioni di crediti .
I punti salienti di  quanto scrivono i giornali, esponendosi al rischio aggiotaggio sono i seguenti:
Gli americani offrono 120 milioni per comprare il 60 delle quote in mano ad unicredit ;
Verrà creata una newco con partecipazione al 60% usa e al 40% unicredit dove prima dell'opa confluiranno le rispettive partecipazioni.

Prima dell'OPA quindi Unicredit sarebbe sotto di (380 -120) 260 milioni.

Vediamo cosa succede dopo la nascita della newco. Prendendo come riferimento la quotazione attuale, il costo dell'opa è di circa 60 milioni. Tralasciando l'incredibile ipotesi secondo la quale unicredit addirittura finanzierebbe gli americani per l'effettuazione dell'opa, Unicredit, con il suo 40%,  dovrà spendere almeno altri 24 milioni per l'Opa. A giugno poi sarà necessario ricapitalizzare la società. Unicredit, considerato che presumibilmente nell'aumento di capitale si terrà conto almeno anche degli stipendi di giugno e settembre, dovrà spendere almeno altri 30 milioni di euro.
A giugno, dunque Unicredit sarebbe di nuovo sotto di 314 milioni. Se aggiungiamo a questa cifra gli interessi maturati, i costi sostenuti per l'advisor (Rotschild per otto mesi di lavoro vorrà almeno 4 o 5 milioni di euro) mi sfugge totalmente la logica dell'operazione.

Magari qualcuno di voi riesce a decifrarla leggendo la sintesi di quanto successo negli ultimi giorni   :):
-l'unico offerente che esce allo scoperto con soldi veri è Angelucci;
-Unicredit non si accontenta di 90 milioni visto che deve rientrare di quasi 400 milioni;
-In vista del termine ultimo di presentazione delle offerte sui giornali cominciano ad apparire i soliti russi, arabi etc etc..
-Angelucci resta fermo sulla sua offerta. Si da ampia pubblicità al viaggio a New York del management unicredit per trattare con gli americani. Nessuno spiega perchè a trattare non sia andato l'advisor.
-Dopo il viaggio a NY  riecco addirittura spuntare il fondo arabo socio di Unicredit.
-Il giorno dell'arresto di  Fioranelli e Flick, improvvisamente nel giro di poche ore arrivano la smentita categorica del fondo arabo e della società russa. Il giorno successivo, in meno di due ore vengono vagliate le  cinque offerte con i relativi dossier  e scelti gli americani.
- Angelucci dirama un comunicato di una certa ironia facendo gli auguri ad Unicredit.

Sicuramente sbaglio, ma secondo me ne vedremo ancora delle belle. 8)

PS.Buon riposo Consob!

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antonino

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Ciao Biafra, al momento non credo si possa stabilire come verranno divise le quote azionarie. Anche perchè la trattativa fallirà durante il periodo di contrattazione esclusiva. UC comunque deve rientrare del debito principalmente con gli altri beni "alienati" ad italpetroli.

Invece un'informazione. Si hanno già i dettagli sul fair play finanziario?

JoePetrosino

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ma al Monte Paschi Siena i circa xxx milioni di euro chi glieli deve da?
Ruperto che aveva detto.....

Palo

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Dimentichiamo che UC, in quanto creditore maggiore, rappresentava anche MPS (120 milioni se non erro) e che ci sarebbe, credo, anche una quota di MPS che dovrebbe essere rimborsata a fronte della cessione dell'ASRutti-all'aglio

flaccoflamini

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Citazione di: Biafra il 05 Feb 2011, 13:46
Più leggo le cifre sparate dai giornali più mi sfugge la logica dell'operazione.

Concentriamoci su Unicredit. Ai 325 milioni di crediti e relativi interessi (qualche altro milioncino)  la banca deve aggiungere il prestito di circa 25 milioni di euro fatto all'asbrioma  per gli stipendi di novembre, il prestito di circa 25 milioni che dovrà fare a per gli stipendi entro il 15 febbraio.
Fin qua siamo a circa 380 milioni di crediti .
I punti salienti di  quanto scrivono i giornali, esponendosi al rischio aggiotaggio sono i seguenti:
Gli americani offrono 120 milioni per comprare il 60 delle quote in mano ad unicredit ;
Verrà creata una newco con partecipazione al 60% usa e al 40% unicredit dove prima dell'opa confluiranno le rispettive partecipazioni.

Prima dell'OPA quindi Unicredit sarebbe sotto di (380 -120) 260 milioni.

Vediamo cosa succede dopo la nascita della newco. Prendendo come riferimento la quotazione attuale, il costo dell'opa è di circa 60 milioni. Tralasciando l'incredibile ipotesi secondo la quale unicredit addirittura finanzierebbe gli americani per l'effettuazione dell'opa, Unicredit, con il suo 40%,  dovrà spendere almeno altri 24 milioni per l'Opa. A giugno poi sarà necessario ricapitalizzare la società. Unicredit, considerato che presumibilmente nell'aumento di capitale si terrà conto almeno anche degli stipendi di giugno e settembre, dovrà spendere almeno altri 30 milioni di euro.
A giugno, dunque Unicredit sarebbe di nuovo sotto di 314 milioni. Se aggiungiamo a questa cifra gli interessi maturati, i costi sostenuti per l'advisor (Rotschild per otto mesi di lavoro vorrà almeno 4 o 5 milioni di euro) mi sfugge totalmente la logica dell'operazione.

Magari qualcuno di voi riesce a decifrarla leggendo la sintesi di quanto successo negli ultimi giorni   :):
-l'unico offerente che esce allo scoperto con soldi veri è Angelucci;
-Unicredit non si accontenta di 90 milioni visto che deve rientrare di quasi 400 milioni;
-In vista del termine ultimo di presentazione delle offerte sui giornali cominciano ad apparire i soliti russi, arabi etc etc..
-Angelucci resta fermo sulla sua offerta. Si da ampia pubblicità al viaggio a New York del management unicredit per trattare con gli americani. Nessuno spiega perchè a trattare non sia andato l'advisor.
-Dopo il viaggio a NY  riecco addirittura spuntare il fondo arabo socio di Unicredit.
-Il giorno dell'arresto di  Fioranelli e Flick, improvvisamente nel giro di poche ore arrivano la smentita categorica del fondo arabo e della società russa. Il giorno successivo, in meno di due ore vengono vagliate le  cinque offerte con i relativi dossier  e scelti gli americani.
- Angelucci dirama un comunicato di una certa ironia facendo gli auguri ad Unicredit.

Sicuramente sbaglio, ma secondo me ne vedremo ancora delle belle. 8)

PS.Buon riposo Consob!

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Il Mitico™

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Aggiungete che oggi il lord de testaccio sulla questione ha detto: "sono come San Tommaso..."

dopesmokah

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They're football crazy!!!  :pp

A parte gli scherzi, vojo Angelucci, e sogno uno stadio senza stelle con un coro unico "Angelucci vaaatteneee".

Gli amerregani me mettono paura, pure se so un bluff.


Zanzalf

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A me gli americani non mi piacciono nella-misura-in-cuiTM lasciano dentro anche Unicredit.
Potrebbe essere successo questo:
1 - Agli americani non piace mettere il cash e prendersi i rischi in uno stato canaglia come l'Italia (lo so, lavoro in un'azienda americana di Boston, appunto), pero' possono dare ad Unicredit tutte le garanzie che vogliono.
2 - Unicredit va a nozze. Infatti a loro non e' tanto il cash che conta ma liberarsi del debitore puzzolente (i Sensy). Lo rimpiazzono con uno che, pare (sta a DiBenedetto trovare le garanzie), solido.
3 - Quindi la RomammerdaTM puo' continuare ad esistere quale lo strumento di interazione, movimento, ricreazione, socializzazione finanziaria, che e' sempre stata dai tempi della sinergia Geronzi/Sensy (e Cragno, ammettiamolo). Questo e' l'unico business plan che regge per una societa' di calcio, non i fantomatici ritorni del meciandaisin'.

In definitiva male, molto male. Non perche' ariva Drogba', ma perche' questi continueranno a Rubba'.

La speranza e' che le garanzie prestabili da DiBenedetto siano meno concrete di quelle che gli Unicredit sperano.

JoePetrosino

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Citazione di: Zanzalf il 05 Feb 2011, 22:39
A me gli americani non mi piacciono nella-misura-in-cuiTM lasciano dentro anche Unicredit.
Potrebbe essere successo questo:
1 - Agli americani non piace mettere il cash e prendersi i rischi in uno stato canaglia come l'Italia (lo so, lavoro in un'azienda americana di Boston, appunto), pero' possono dare ad Unicredit tutte le garanzie che vogliono.
2 - Unicredit va a nozze. Infatti a loro non e' tanto il cash che conta ma liberarsi del debitore puzzolente (i Sensy). Lo rimpiazzono con uno che, pare (sta a DiBenedetto trovare le garanzie), solido.
3 - Quindi la RomammerdaTM puo' continuare ad esistere quale lo strumento di interazione, movimento, ricreazione, socializzazione finanziaria, che e' sempre stata dai tempi della sinergia Geronzi/Sensy (e Cragno, ammettiamolo). Questo e' l'unico business plan che regge per una societa' di calcio, non i fantomatici ritorni del meciandaisin'.

In definitiva male, molto male. Non perche' ariva Drogba', ma perche' questi continueranno a Rubba'.

La speranza e' che le garanzie prestabili da DiBenedetto siano meno concrete di quelle che gli Unicredit sperano.

a me basterebbe sapere se hanno pagato gli ultimi stipendi arretrati...

Zanzalf

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Citazione di: borges il 05 Feb 2011, 22:48
a me basterebbe sapere se hanno pagato gli ultimi stipendi arretrati...
Mah, nel mio scenario brutto sopra, gli stipendi je li paga Unicredit o, in alternativa, fanno firmare le liberatorie ai calciatori dietro promesse bancarie/politiche. La solita manfrina, solo che stavolta senza incertezze di gestione.

Zanzalf

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Per sintetizzare, questi amaregani sono lavoratori di hedge fund, ovvero comprano allo scoperto (ragionevolmente garantito) e rivendono al doppio. Mi aspetto che vogliano rivendere tra 2 o 3 anni; nel frattempo Unicredit puo' fare tutte le bizzarrie finanziarie che vuole. Ma Unicredit e' una banca onesta e non ne fara'.

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JoePetrosino

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* 16.376
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Citazione di: Zanzalf il 05 Feb 2011, 23:02
Mah, nel mio scenario brutto sopra, gli stipendi je li paga Unicredit o, in alternativa, fanno firmare le liberatorie ai calciatori dietro promesse bancarie/politiche. La solita manfrina, solo che stavolta senza incertezze di gestione.

non so più sufficienti le liberatorie...
bisogna certificarli i pagamenti.. nonsolo degli stipendi ma soprattutto delle ritenute...
ecco perchè per il trimestre successivo unicredit ha semplicemente anticipato il pagamento dei diritti televisivi per la prossima stagione e i sordi dello sponsor sempre per la prossima stagione....
ossia quelli so sordi che nel bilancio del prossimo esercizio non ce stanno più.....

AquiladiMare

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Citazione di: Zanzalf il 05 Feb 2011, 23:02
Mah, nel mio scenario brutto sopra, gli stipendi je li paga Unicredit o, in alternativa, fanno firmare le liberatorie ai calciatori dietro promesse bancarie/politiche. La solita manfrina, solo che stavolta senza incertezze di gestione.

beh ma la banca fermerà l'emorragia di soldi.... alla fine le spese di gestione che le paga?.... le pagherà la xxx con i suoi ricavi, che pur se maggiori dei nostri, non coprono il suo attuale monte ingaggi.... e bastano un paio di stagioni senza CL (quando perderemo una squadra in CL ci saranno tre posti solamente--inter,mila,juve ) per diminuire gli incassi... non prevedo ingaggi di Gerrard e Drogba

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