Situazione finanziaria SS Lazio

Aperto da PabloHoney, 07 Apr 2018, 11:30

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gentlemen

Citazione di: DajeLazioMia il 16 Set 2026, 17:56@zorba

Perché secondo te il Torino potrebbe essere più appetibile?

La Lazio ha un potenziale enorme.
Hai Roma, hai i successi di Cragnotti + quelli del primo Lotito.
Hai circa 800k tifosi come bacino.



Si ma il Torino ha una tifoseria fedele e presente, una città meno rompi[...], la Lazio una piazza molto difficile e sempre pronta all'abbandono, radio che parlano 'per 24h sempre delle stesse cazzate, influenzando la massa bovina pallonara, e non ti chiede la qualificazione in Europa, ma molto di più (altrimenti bastava Lotito...), e poi una bella fetta di sottobosco (ultras, giornalari, faccendieri) che PRETENDONO benefits, esclusivi e vantaggi a go-go....tu cosa sceglieresti dove investire ?

Balde89

Citazione di: zorba il 16 Set 2026, 18:03Facevo un discorso soprattutto con sguardo rivolto alla storia e al palmares (numero di scudetti vinti) anche se, effettivamente, se guardiamo al bacino di tifosi/simpatizzanti aggiornato all'attualità la Lazio risulta avere numeri migliori.
Ma dai, su... 
Pure la Pro Vercelli ha vinto 7 scudetti, quindi mo è più appetibile della Lazio?
Il Torino ha fatto la sua parte di storia 80 anni fa, oggi come appetibilità non è neanche lontanamente paragonabile, sia per tifosi, sia per appetibilità della piazza. 



amor_marde

Citazione di: gentlemen il 16 Set 2026, 18:42Si ma il Torino ha una tifoseria fedele e presente, una città meno rompi[...], la Lazio una piazza molto difficile e sempre pronta all'abbandono, radio che parlano 'per 24h sempre delle stesse cazzate, influenzando la massa bovina pallonara, e non ti chiede la qualificazione in Europa, ma molto di più (altrimenti bastava Lotito...), e poi una bella fetta di sottobosco (ultras, giornalari, faccendieri) che PRETENDONO benefits, esclusivi e vantaggi a go-go....tu cosa sceglieresti dove investire ?
dove c'è un cartello con su scritto - VENDESI -

Goceano

Citazione di: gentlemen il 16 Set 2026, 18:42Si ma il Torino ha una tifoseria fedele e presente, una città meno rompi[...], la Lazio una piazza molto difficile e sempre pronta all'abbandono
30.000 abbonati l'anno scorso e senza mercato, proprio perchè non siamo fedeli e sempre pronti all'abbandono...

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Laziale Pontino

Ormai queste società che investono nel calcio professionistico italiano non sanno neanche in che città gioca la squadra . Le valutazioni non sono semplicemente il palmares o il numero dei tifosi . La dimostrazione ultima ad esempio è il Frosinone . Pensare che non ci sia interesse per la Lazio è semplicemente ingenuo . 

Warp

altra articolessa del Fatto, non dice niente e per questo è ancora più sospetto. Non ci sono notizie, ma la perseveranza di queste rimasticature quotidiane lascia pensare. (che poi leggere Paparelli e l, nella stessa frase fa gia inka2zare)

Aquile, corvi e avvoltoi: il destino dannato della Lazio da Paparelli a Lotito, tra drammi, intrighi e trame politiche
di Stefano Boldrini

Mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca dei suoi 126 anni di storia

Nei suoi 126 anni di storia, la Società Sportiva Lazio non si è negata nulla: un morto in curva (Vincenzo Paparelli) ucciso da un razzo sparato dalla curva Sud nel derby giocato il 28 ottobre 1979; un calciatore (Luciano Re Cecconi) ucciso il 18 gennaio 1977 da un gioielliere nello scherzo tragico della simulazione di una rapina; scandali scommesse costati una retrocessione in Serie B e penalizzazioni pesanti; morti premature come quella del tecnico del primo scudetto (Tommaso Maestrelli) e del giocatore-regista di quell'impresa (Mario Frustalupi); spareggi drammatici come quello contro il Campobasso (5 luglio 1987) per evitare la caduta in serie C, infiltrazioni della malavita ad altissimo livello attraverso i capi del tifo (Fabrizio Piscitelli, ribattezzato Diabolik, ucciso in un'esecuzione il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti a Roma), ripetuti tentativi opachi di prendere il controllo della società da parte di personaggi collusi con il mondo delle mafie. Ora, un nuovo capitolo, con l'apertura dell'indagine avviata dalla Procura di Roma su un presunto complotto per alterare le quotazioni del titolo in Borsa e spingere Claudio Lotito a cedere il pacchetto di maggioranza del club.

È stato il presidente e senatore di Forza Italia a denunciare una serie di episodi iniziati nel giugno 2024, in cui il focus dell'inchiesta è la diffusione di notizie, rivelatesi finora infondate, sulla presunta esistenza di soggetti interessati all'acquisto della Lazio. La divulgazione sarebbe avvenuta attraverso i social network, la testata online Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, di cui il faccendiere Luigi Bisignani è collaboratore. La news più clamorosa è stata la presunta offerta di 450 milioni da parte di JP Morgan, banca di affari statunitense. Non è chiaro chi siano i reali registi di questa storia, ma è solare l'obiettivo: costringere Lotito, proprietario della Lazio dal 2004 e nei confronti del quale il tifo ha avviato da mesi una protesta che ha portato a disertare in massa lo stadio, a farsi da parte.

Nella quotidianità di una nazione disgraziata, in cui anche l'anormale all'ennesima potenza diventa normale, è stato registrato senza battere ciglio l'attacco a Lotito da parte del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: "Mi sento offeso da tifoso per la sua gestione". Il governatore è indipendente, con un passato nel Fronte della Gioventù (l'organizzazione giovanile del fu Movimento Sociale) ed è in quota Fratelli d'Italia. È già anomalo che un presidente della Regione entri a gamba tesa in una vicenda calcistica, ma qui si va oltre l'immaginabile (ma solo io ricordo le ingerenze di millanta politici giallarossi per tacere dell'ex presidente del milan, gia capo del governo? nota di Warp): Lotito è stato attaccato da un compagno di squadra del partito di maggioranza. Una faida interna, nella quale sicuramente ha un peso la raccolta di firme avviata da Lotito a marzo per sostituire Maurizio Gasparri come capogruppo di Forza Italia.

Il governatore Rocca ha poi posto una questione che svela in parte le ragioni degli attacchi al senatore di Forza Italia: può il doppio incarico di Lotito, presidente della Lazio ed esponente politico, creare problemi seri al consenso elettorale? È una delle chiavi (non l'unica, sia chiaro) dell'ultimo capitolo della saga biancoceleste. Una vicenda nella quale la politica incalza il presidente di un club perché le sue disavventure con il tifo possono incidere nelle delicatissime questioni legate al voto. In questo quadro, la questione Lazio-Lotito ha, inevitabilmente, una sua logica. Senza dimenticare, per dovere di cronaca, che fu la stessa politica a favorire l'acquisizione del club da parte di Lotito, nel 2004, per scongiurare il fallimento dopo i guai di Sergio Cragnotti. Il quale, dopo aver governato la Lazio conquistando una serie importante di trofei (scudetto 1999-2000, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea i titoli più importanti), stava trascinando il club nel crac delle sue aziende. La memoria del tifo è corta, o semplicemente parziale: il popolo laziale è ancora devoto a Cragnotti, presente in tribuna in occasione del match contro il Milan, nonostante il fallimento sfiorato e nonostante aver concesso visibilità – e opportunità di business – ai grandi capi del tifo, tra i quali il famoso Diabolik.

Il dissenso del popolo biancoceleste contro l'attuale presidente si sta esprimendo nella civilissima forma di disertare lo stadio, ma viene cavalcato da chi, da anni, sta tramando contro Lotito. Il quale, sia chiaro, non è una verginella. La Lazio ha favorito la sua ascesa e il suo attacco nei confronti del popolo biancoceleste ha solo contribuito ad alimentare l'incendio. La Lazio è un bel boccone: secondo l'edizione 2025/26 della ricerca condotta da StageUp, in partnership con Ipsos Doxa, vanta l'ottava tifoseria d'Italia, con 633mila sostenitori, in calo però del 2,5% rispetto all'anno precedente. Il club, almeno secondo le ultime dichiarazioni di Lotito, coltiva il progetto di un nuovo stadio e occupa, insieme alla Roma, il palcoscenico calcistico della capitale. La Lazio conferisce prestigio, visibilità e formidabili opportunità di concludere affari: prima dell'acquisizione della squadra, Lotito era un perfetto sconosciuto. E così, mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca, in cui regna lo sgradevole odore di una partita che va ben oltre il calcio. Una maledizione, nel segno della storia laziale.

giovannidef

non sapevo che i titoli sportivi avessero una scadenza, bisogna stare attenti a quando va in prescrizione il 26 maggio
mettere il torino e la Lazio anche solo allo stesso livello lo può fare solo un tifoso della Lazio
anche con la presidenza Cragnotti il paragone non si pone
invece la presidenza cairo e Lotito sono paragonabili essendo entrambe più che ventennali
cosa ha vinto cairo? 2 retrocessioni ma anche 2 promozioni
forse a noi ci è andata un poco meglio ma i tifosi del torino hanno contestato molto meno di noi
tra parentesi l'ha messa in vendita ma non è arrivato ancora nessuno
e tra un fondo di investimenti e cairo se fossi un tifoso del torino mi terrei cairo

Moses E. Herzog

Citazione di: Warp il 16 Set 2026, 19:50altra articolessa del Fatto, non dice niente e per questo è ancora più sospetto. Non ci sono notizie, ma la perseveranza di queste rimasticature quotidiane lascia pensare. (che poi leggere Paparelli e l, nella stessa frase fa gia inka2zare)

Aquile, corvi e avvoltoi: il destino dannato della Lazio da Paparelli a Lotito, tra drammi, intrighi e trame politiche
di Stefano Boldrini

Mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca dei suoi 126 anni di storia

Nei suoi 126 anni di storia, la Società Sportiva Lazio non si è negata nulla: un morto in curva (Vincenzo Paparelli) ucciso da un razzo sparato dalla curva Sud nel derby giocato il 28 ottobre 1979; un calciatore (Luciano Re Cecconi) ucciso il 18 gennaio 1977 da un gioielliere nello scherzo tragico della simulazione di una rapina; scandali scommesse costati una retrocessione in Serie B e penalizzazioni pesanti; morti premature come quella del tecnico del primo scudetto (Tommaso Maestrelli) e del giocatore-regista di quell'impresa (Mario Frustalupi); spareggi drammatici come quello contro il Campobasso (5 luglio 1987) per evitare la caduta in serie C, infiltrazioni della malavita ad altissimo livello attraverso i capi del tifo (Fabrizio Piscitelli, ribattezzato Diabolik, ucciso in un'esecuzione il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti a Roma), ripetuti tentativi opachi di prendere il controllo della società da parte di personaggi collusi con il mondo delle mafie. Ora, un nuovo capitolo, con l'apertura dell'indagine avviata dalla Procura di Roma su un presunto complotto per alterare le quotazioni del titolo in Borsa e spingere Claudio Lotito a cedere il pacchetto di maggioranza del club.

È stato il presidente e senatore di Forza Italia a denunciare una serie di episodi iniziati nel giugno 2024, in cui il focus dell'inchiesta è la diffusione di notizie, rivelatesi finora infondate, sulla presunta esistenza di soggetti interessati all'acquisto della Lazio. La divulgazione sarebbe avvenuta attraverso i social network, la testata online Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, di cui il faccendiere Luigi Bisignani è collaboratore. La news più clamorosa è stata la presunta offerta di 450 milioni da parte di JP Morgan, banca di affari statunitense. Non è chiaro chi siano i reali registi di questa storia, ma è solare l'obiettivo: costringere Lotito, proprietario della Lazio dal 2004 e nei confronti del quale il tifo ha avviato da mesi una protesta che ha portato a disertare in massa lo stadio, a farsi da parte.

Nella quotidianità di una nazione disgraziata, in cui anche l'anormale all'ennesima potenza diventa normale, è stato registrato senza battere ciglio l'attacco a Lotito da parte del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: "Mi sento offeso da tifoso per la sua gestione". Il governatore è indipendente, con un passato nel Fronte della Gioventù (l'organizzazione giovanile del fu Movimento Sociale) ed è in quota Fratelli d'Italia. È già anomalo che un presidente della Regione entri a gamba tesa in una vicenda calcistica, ma qui si va oltre l'immaginabile (ma solo io ricordo le ingerenze di millanta politici giallarossi per tacere dell'ex presidente del milan, gia capo del governo? nota di Warp): Lotito è stato attaccato da un compagno di squadra del partito di maggioranza. Una faida interna, nella quale sicuramente ha un peso la raccolta di firme avviata da Lotito a marzo per sostituire Maurizio Gasparri come capogruppo di Forza Italia.

Il governatore Rocca ha poi posto una questione che svela in parte le ragioni degli attacchi al senatore di Forza Italia: può il doppio incarico di Lotito, presidente della Lazio ed esponente politico, creare problemi seri al consenso elettorale? È una delle chiavi (non l'unica, sia chiaro) dell'ultimo capitolo della saga biancoceleste. Una vicenda nella quale la politica incalza il presidente di un club perché le sue disavventure con il tifo possono incidere nelle delicatissime questioni legate al voto. In questo quadro, la questione Lazio-Lotito ha, inevitabilmente, una sua logica. Senza dimenticare, per dovere di cronaca, che fu la stessa politica a favorire l'acquisizione del club da parte di Lotito, nel 2004, per scongiurare il fallimento dopo i guai di Sergio Cragnotti. Il quale, dopo aver governato la Lazio conquistando una serie importante di trofei (scudetto 1999-2000, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea i titoli più importanti), stava trascinando il club nel crac delle sue aziende. La memoria del tifo è corta, o semplicemente parziale: il popolo laziale è ancora devoto a Cragnotti, presente in tribuna in occasione del match contro il Milan, nonostante il fallimento sfiorato e nonostante aver concesso visibilità – e opportunità di business – ai grandi capi del tifo, tra i quali il famoso Diabolik.

Il dissenso del popolo biancoceleste contro l'attuale presidente si sta esprimendo nella civilissima forma di disertare lo stadio, ma viene cavalcato da chi, da anni, sta tramando contro Lotito. Il quale, sia chiaro, non è una verginella. La Lazio ha favorito la sua ascesa e il suo attacco nei confronti del popolo biancoceleste ha solo contribuito ad alimentare l'incendio. La Lazio è un bel boccone: secondo l'edizione 2025/26 della ricerca condotta da StageUp, in partnership con Ipsos Doxa, vanta l'ottava tifoseria d'Italia, con 633mila sostenitori, in calo però del 2,5% rispetto all'anno precedente. Il club, almeno secondo le ultime dichiarazioni di Lotito, coltiva il progetto di un nuovo stadio e occupa, insieme alla Roma, il palcoscenico calcistico della capitale. La Lazio conferisce prestigio, visibilità e formidabili opportunità di concludere affari: prima dell'acquisizione della squadra, Lotito era un perfetto sconosciuto. E così, mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca, in cui regna lo sgradevole odore di una partita che va ben oltre il calcio. Una maledizione, nel segno della storia laziale.

La firma è di Stefano Boldrini, nota penna piscioruggine. Due indizi dovrebbero fare una prova per capire chi vuole ancora il Lotito ben saldo al posto di comando. A questo punto mancano solo Marione e il Galopeira.

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DajeLazioMia

Citazione di: gentlemen il 16 Set 2026, 18:42Si ma il Torino ha una tifoseria fedele e presente, una città meno rompi[...], la Lazio una piazza molto difficile e sempre pronta all'abbandono, radio che parlano 'per 24h sempre delle stesse cazzate, influenzando la massa bovina pallonara, e non ti chiede la qualificazione in Europa, ma molto di più (altrimenti bastava Lotito...), e poi una bella fetta di sottobosco (ultras, giornalari, faccendieri) che PRETENDONO benefits, esclusivi e vantaggi a go-go....tu cosa sceglieresti dove investire ?
La Lazio.

Che ha una signora tifoseria. Per me.



Precisione

 Piano anti Lotito, investigatori al lavoro sui cellulari e pc degli indagati. Verifiche su oscillazioni anomale del titolo Lazio

Si concentrano sul contenuto dei telefoni cellulari sequestrati dai carabinieri del Nucleo Investigativo le indagini nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma che ha portato alle perquisizioni di ieri nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell'ad Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani, indagati con l'accusa di manipolazione del mercato. Per gli inquirenti, che oggi hanno fatto un primo punto sulle indagini con gli investigatori in procura, si tratta di ''notizie false la cui diffusione è concretamente idonea a provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Ss Lazio s.p.a., società quotata''. Proprio sul versante finanziario chi indaga vuole fare verifiche, per vedere se ci siano state eventuali oscillazioni del titolo della società in Borsa in coincidenza di alcuni degli episodi contestati. Computer, cellulari e documenti al vaglio degli investigatori per risalire a tutti coloro che hanno collaborato alla costruzione di quelle fake news, poi diffuse, che avrebbero potuto "alterare il prezzo delle azioni della SS Lazio Spa". Per questo gli inquirenti vogliono verificare anche eventuali oscillazioni anomale sul titolo della squadra. Entra nel vivo l'inchiesta sul presunto piano orchestrato per indurre Claudio Lotito a cedere la Lazio. L'indagine però non riguarderebbe soltanto i colletti bianchi, ma un faro resta acceso anche su alcune frange della tifoseria biancoceleste che si teme possano aver agito in accordo con gli indagati. Del resto c'è già un'inchiesta parallela della direzione distrettuale antimafia di Roma che punta a ricostruire pressioni e affari del mondo ultrà laziale. Dunque non si può escludere che - dopo le perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell'amministratore delegato dell'istituto di credito, Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani - tutto il materiale passato al vaglio nelle prossime settimane possa essere confrontato con le risultanze di altre verifiche investigative dei mesi scorsi: quelle che riguardano appunto il tifo organizzato degli aquilotti. Non a caso gli sviluppi delle ultime ore partono dall'indagine del 2025, cominciata con una denuncia del senatore Lotito, destinatario di missive e insulti sui social che andavano avanti da tempo. La scintilla che portò all'esposto fu poi la comparsa di uno striscione con la scritta 'Forza Italia: Libera la Lazio' nella capitale, in piazza San Lorenzo in Lucina, vicino a un ufficio di Forza Italia. Intanto è partita l'acquisizione dei device degli indagati, a cui i pm contestano il reato di manipolazione del mercato: in soldoni una attività di aggiotaggio messa in atto con la diffusione di "notizie false" compiuta per "provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della SS Lazio Spa, società quotata". L'indagine "madre" era invece scattata nel 2024 e nel dicembre scorso aveva già portato all'iscrizione di cinque persone. Nel capo di imputazione si afferma che Masi, Maiolini e Bisignani "agendo in concorso tra loro e con terzi hanno concorso moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata 'Millenovecento', e hanno concorso moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo cui collabora Bisignani alla diffusione di notizie false relative alla imminente cessione da parte di Lotito del pacchetto azionario di controllo della Lazio, allo stato di decozione delle società controllate da Lotito, alla intenzione di Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro". E resta alta, ora più di prima, l'attenzione sulla società riferite a parenti di Ettore Abramo detto 'Pluto', ex braccio destro di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, il capo ultras degli Irriducibili accusato di narcotraffico internazionale e ucciso nel 2019.

Paladino68

Citazione di: Warp il 16 Set 2026, 19:50altra articolessa del Fatto, non dice niente e per questo è ancora più sospetto. Non ci sono notizie, ma la perseveranza di queste rimasticature quotidiane lascia pensare. (che poi leggere Paparelli e l, nella stessa frase fa gia inka2zare)

Aquile, corvi e avvoltoi: il destino dannato della Lazio da Paparelli a Lotito, tra drammi, intrighi e trame politiche
di Stefano Boldrini

Mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca dei suoi 126 anni di storia

Nei suoi 126 anni di storia, la Società Sportiva Lazio non si è negata nulla: un morto in curva (Vincenzo Paparelli) ucciso da un razzo sparato dalla curva Sud nel derby giocato il 28 ottobre 1979; un calciatore (Luciano Re Cecconi) ucciso il 18 gennaio 1977 da un gioielliere nello scherzo tragico della simulazione di una rapina; scandali scommesse costati una retrocessione in Serie B e penalizzazioni pesanti; morti premature come quella del tecnico del primo scudetto (Tommaso Maestrelli) e del giocatore-regista di quell'impresa (Mario Frustalupi); spareggi drammatici come quello contro il Campobasso (5 luglio 1987) per evitare la caduta in serie C, infiltrazioni della malavita ad altissimo livello attraverso i capi del tifo (Fabrizio Piscitelli, ribattezzato Diabolik, ucciso in un'esecuzione il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti a Roma), ripetuti tentativi opachi di prendere il controllo della società da parte di personaggi collusi con il mondo delle mafie. Ora, un nuovo capitolo, con l'apertura dell'indagine avviata dalla Procura di Roma su un presunto complotto per alterare le quotazioni del titolo in Borsa e spingere Claudio Lotito a cedere il pacchetto di maggioranza del club.

È stato il presidente e senatore di Forza Italia a denunciare una serie di episodi iniziati nel giugno 2024, in cui il focus dell'inchiesta è la diffusione di notizie, rivelatesi finora infondate, sulla presunta esistenza di soggetti interessati all'acquisto della Lazio. La divulgazione sarebbe avvenuta attraverso i social network, la testata online Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, di cui il faccendiere Luigi Bisignani è collaboratore. La news più clamorosa è stata la presunta offerta di 450 milioni da parte di JP Morgan, banca di affari statunitense. Non è chiaro chi siano i reali registi di questa storia, ma è solare l'obiettivo: costringere Lotito, proprietario della Lazio dal 2004 e nei confronti del quale il tifo ha avviato da mesi una protesta che ha portato a disertare in massa lo stadio, a farsi da parte.

Nella quotidianità di una nazione disgraziata, in cui anche l'anormale all'ennesima potenza diventa normale, è stato registrato senza battere ciglio l'attacco a Lotito da parte del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: "Mi sento offeso da tifoso per la sua gestione". Il governatore è indipendente, con un passato nel Fronte della Gioventù (l'organizzazione giovanile del fu Movimento Sociale) ed è in quota Fratelli d'Italia. È già anomalo che un presidente della Regione entri a gamba tesa in una vicenda calcistica, ma qui si va oltre l'immaginabile (ma solo io ricordo le ingerenze di millanta politici giallarossi per tacere dell'ex presidente del milan, gia capo del governo? nota di Warp): Lotito è stato attaccato da un compagno di squadra del partito di maggioranza. Una faida interna, nella quale sicuramente ha un peso la raccolta di firme avviata da Lotito a marzo per sostituire Maurizio Gasparri come capogruppo di Forza Italia.

Il governatore Rocca ha poi posto una questione che svela in parte le ragioni degli attacchi al senatore di Forza Italia: può il doppio incarico di Lotito, presidente della Lazio ed esponente politico, creare problemi seri al consenso elettorale? È una delle chiavi (non l'unica, sia chiaro) dell'ultimo capitolo della saga biancoceleste. Una vicenda nella quale la politica incalza il presidente di un club perché le sue disavventure con il tifo possono incidere nelle delicatissime questioni legate al voto. In questo quadro, la questione Lazio-Lotito ha, inevitabilmente, una sua logica. Senza dimenticare, per dovere di cronaca, che fu la stessa politica a favorire l'acquisizione del club da parte di Lotito, nel 2004, per scongiurare il fallimento dopo i guai di Sergio Cragnotti. Il quale, dopo aver governato la Lazio conquistando una serie importante di trofei (scudetto 1999-2000, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea i titoli più importanti), stava trascinando il club nel crac delle sue aziende. La memoria del tifo è corta, o semplicemente parziale: il popolo laziale è ancora devoto a Cragnotti, presente in tribuna in occasione del match contro il Milan, nonostante il fallimento sfiorato e nonostante aver concesso visibilità – e opportunità di business – ai grandi capi del tifo, tra i quali il famoso Diabolik.

Il dissenso del popolo biancoceleste contro l'attuale presidente si sta esprimendo nella civilissima forma di disertare lo stadio, ma viene cavalcato da chi, da anni, sta tramando contro Lotito. Il quale, sia chiaro, non è una verginella. La Lazio ha favorito la sua ascesa e il suo attacco nei confronti del popolo biancoceleste ha solo contribuito ad alimentare l'incendio. La Lazio è un bel boccone: secondo l'edizione 2025/26 della ricerca condotta da StageUp, in partnership con Ipsos Doxa, vanta l'ottava tifoseria d'Italia, con 633mila sostenitori, in calo però del 2,5% rispetto all'anno precedente. Il club, almeno secondo le ultime dichiarazioni di Lotito, coltiva il progetto di un nuovo stadio e occupa, insieme alla Roma, il palcoscenico calcistico della capitale. La Lazio conferisce prestigio, visibilità e formidabili opportunità di concludere affari: prima dell'acquisizione della squadra, Lotito era un perfetto sconosciuto. E così, mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca, in cui regna lo sgradevole odore di una partita che va ben oltre il calcio. Una maledizione, nel segno della storia laziale.

Nonostante la vena ironica tipica dei giornalisti piscioruggine, la foto della resa dei conti politica fra FI e FdI, torna tutta. Così come penso che bisogna  vigilare per non trovarci di fronte ad un Lotito bis della Politica.
Per il calcio di oggi serve gente non solo con tanti soldi ma anche con tanta managerialità. Gli Hartono stanno portando una quantità incredibile di idee che trascineranno tutta la seria A.
Fino ad oggi ho partecipato alla protesta ma i dubbi che qualcuno adesso stia cercando di cavalcare politicamente il mio sacrificio per farsi i c.a.zz.i suoi, stanno diventando delle certezze.

AutumnLeaves

Citazione di: cartesio il 16 Set 2026, 14:28O magari succede ciò che è accaduto innumerevoli volte da che l'uomo ha inventato il cavallo.

Gruppi organizzati motivati da interessi concreti che riescono a mobilitare migliaia di persone prospettando un futuro luminoso.  E quelli ci cascano con tutte le scarpe.
Che perla che mi ero perso. Quindi un tifoso qualsiasi tipo me ed altri migliaia al quale non ha mai bussato nessuno prospettando una beneamata fava, contesta perché qualcuno lo sta "eterodirigendo", magari passando pure per fascio?
La cosa grave, per te, è che sei pure convinto di quello che scrivi dall'alto della tua prosopopea di parlare a nome di almeno 26000 ex abbonati.

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paolo1971

Citazione di: Warp il 16 Set 2026, 19:50altra articolessa del Fatto, non dice niente e per questo è ancora più sospetto. Non ci sono notizie, ma la perseveranza di queste rimasticature quotidiane lascia pensare. (che poi leggere Paparelli e l, nella stessa frase fa gia inka2zare)

Aquile, corvi e avvoltoi: il destino dannato della Lazio da Paparelli a Lotito, tra drammi, intrighi e trame politiche
di Stefano Boldrini

Mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca dei suoi 126 anni di storia

Nei suoi 126 anni di storia, la Società Sportiva Lazio non si è negata nulla: un morto in curva (Vincenzo Paparelli) ucciso da un razzo sparato dalla curva Sud nel derby giocato il 28 ottobre 1979; un calciatore (Luciano Re Cecconi) ucciso il 18 gennaio 1977 da un gioielliere nello scherzo tragico della simulazione di una rapina; scandali scommesse costati una retrocessione in Serie B e penalizzazioni pesanti; morti premature come quella del tecnico del primo scudetto (Tommaso Maestrelli) e del giocatore-regista di quell'impresa (Mario Frustalupi); spareggi drammatici come quello contro il Campobasso (5 luglio 1987) per evitare la caduta in serie C, infiltrazioni della malavita ad altissimo livello attraverso i capi del tifo (Fabrizio Piscitelli, ribattezzato Diabolik, ucciso in un'esecuzione il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti a Roma), ripetuti tentativi opachi di prendere il controllo della società da parte di personaggi collusi con il mondo delle mafie. Ora, un nuovo capitolo, con l'apertura dell'indagine avviata dalla Procura di Roma su un presunto complotto per alterare le quotazioni del titolo in Borsa e spingere Claudio Lotito a cedere il pacchetto di maggioranza del club.

È stato il presidente e senatore di Forza Italia a denunciare una serie di episodi iniziati nel giugno 2024, in cui il focus dell'inchiesta è la diffusione di notizie, rivelatesi finora infondate, sulla presunta esistenza di soggetti interessati all'acquisto della Lazio. La divulgazione sarebbe avvenuta attraverso i social network, la testata online Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, di cui il faccendiere Luigi Bisignani è collaboratore. La news più clamorosa è stata la presunta offerta di 450 milioni da parte di JP Morgan, banca di affari statunitense. Non è chiaro chi siano i reali registi di questa storia, ma è solare l'obiettivo: costringere Lotito, proprietario della Lazio dal 2004 e nei confronti del quale il tifo ha avviato da mesi una protesta che ha portato a disertare in massa lo stadio, a farsi da parte.

Nella quotidianità di una nazione disgraziata, in cui anche l'anormale all'ennesima potenza diventa normale, è stato registrato senza battere ciglio l'attacco a Lotito da parte del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: "Mi sento offeso da tifoso per la sua gestione". Il governatore è indipendente, con un passato nel Fronte della Gioventù (l'organizzazione giovanile del fu Movimento Sociale) ed è in quota Fratelli d'Italia. È già anomalo che un presidente della Regione entri a gamba tesa in una vicenda calcistica, ma qui si va oltre l'immaginabile (ma solo io ricordo le ingerenze di millanta politici giallarossi per tacere dell'ex presidente del milan, gia capo del governo? nota di Warp): Lotito è stato attaccato da un compagno di squadra del partito di maggioranza. Una faida interna, nella quale sicuramente ha un peso la raccolta di firme avviata da Lotito a marzo per sostituire Maurizio Gasparri come capogruppo di Forza Italia.

Il governatore Rocca ha poi posto una questione che svela in parte le ragioni degli attacchi al senatore di Forza Italia: può il doppio incarico di Lotito, presidente della Lazio ed esponente politico, creare problemi seri al consenso elettorale? È una delle chiavi (non l'unica, sia chiaro) dell'ultimo capitolo della saga biancoceleste. Una vicenda nella quale la politica incalza il presidente di un club perché le sue disavventure con il tifo possono incidere nelle delicatissime questioni legate al voto. In questo quadro, la questione Lazio-Lotito ha, inevitabilmente, una sua logica. Senza dimenticare, per dovere di cronaca, che fu la stessa politica a favorire l'acquisizione del club da parte di Lotito, nel 2004, per scongiurare il fallimento dopo i guai di Sergio Cragnotti. Il quale, dopo aver governato la Lazio conquistando una serie importante di trofei (scudetto 1999-2000, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea i titoli più importanti), stava trascinando il club nel crac delle sue aziende. La memoria del tifo è corta, o semplicemente parziale: il popolo laziale è ancora devoto a Cragnotti, presente in tribuna in occasione del match contro il Milan, nonostante il fallimento sfiorato e nonostante aver concesso visibilità – e opportunità di business – ai grandi capi del tifo, tra i quali il famoso Diabolik.

Il dissenso del popolo biancoceleste contro l'attuale presidente si sta esprimendo nella civilissima forma di disertare lo stadio, ma viene cavalcato da chi, da anni, sta tramando contro Lotito. Il quale, sia chiaro, non è una verginella. La Lazio ha favorito la sua ascesa e il suo attacco nei confronti del popolo biancoceleste ha solo contribuito ad alimentare l'incendio. La Lazio è un bel boccone: secondo l'edizione 2025/26 della ricerca condotta da StageUp, in partnership con Ipsos Doxa, vanta l'ottava tifoseria d'Italia, con 633mila sostenitori, in calo però del 2,5% rispetto all'anno precedente. Il club, almeno secondo le ultime dichiarazioni di Lotito, coltiva il progetto di un nuovo stadio e occupa, insieme alla Roma, il palcoscenico calcistico della capitale. La Lazio conferisce prestigio, visibilità e formidabili opportunità di concludere affari: prima dell'acquisizione della squadra, Lotito era un perfetto sconosciuto. E così, mentre i tifosi disertano l'Olimpico, con indubbia passione, coerenza e tenacia, attorno al club si sta consumando l'ennesima battaglia sporca, in cui regna lo sgradevole odore di una partita che va ben oltre il calcio. Una maledizione, nel segno della storia laziale.

Il Fatto Quotidiano è quello che è, nato come megafono del M5S oggi continua a ricollocarsi, così come Padellaro e Travaglio, che si è sempre definito di Destra, avendo anche cominciato a lavorare con Montanelli, ma di questa sua presunta affiliazione ad una qualunque forma di Destra non c'è traccia.
Padellaro, oltre ad essere romanista è un elefante della cosiddetta Sinistra, sempre che ne esista ancora una in Italia.

Paladino68

Citazione di: AutumnLeaves il 16 Set 2026, 21:00Che perla che mi ero perso. Quindi un tifoso qualsiasi tipo me ed altri migliaia al quale non ha mai bussato nessuno prospettando una beneamata fava, contesta perché qualcuno lo sta "eterodirigendo", magari passando pure per fascio?
La cosa grave, per te, è che sei pure convinto di quello che scrivi dall'alto della tua prosopopea di parlare a nome di almeno 26000 ex abbonati.
Leva Lazio per un attimo, e rimani un livello più in alto. Se pensi di essere indenne alla manipolazione di massa ti stai illudendo. Meglio ancora per arginarla devi essere consapevole di essere fortemente esposto. Se poi ti aspetti che qualcuno ti bussi alla porta per influenzarti ti hanno già fregato. Negare che le campagne social oggi, le propaganda mediatica nel secolo scorso non siano capaci di influenzare comunità fino ad arrivare ad intere nazioni intere è negare l'evidenza.

Il nazzismo non nasce dal nulla nasce da un forte mal di pancia della popolazione tedesca a seguito delle sanzioni della prima guerra mondiale. Il malessere c'era, qualcuno lo ha cavalcato. I populismi nascono sempre da un malessere della popolazione che qualcuno prova a manipolare.

Adesso torniamo alla Lazio.
Il malessere del popolo laziale verso la conduzione lotitiana è spontaneo, autentico ed evidente. Così come è evidente, però, che ci sia qualcuno che stia cercando di calcarla e magari indirizzarla e nel farlo lascia intendere che dietro di lui ci siano paridisi meravigliosi.

A meno che tu creda che Bisignani che non si è mai interessato di Lazio e Capezzone siano improvvisamente diventati innamorati di Lazio.

La situazione è scalata ad un livello che non fa che confermare questo. Perché Bisignani che interviene interviene al Tg1 su TeleMeloni, per parlare di Lazio e quanto meno sospetto. Ed io non ci credo neanche per un secondo, lo ripeto, che lo faccia per difendere gli interessi del popolo laziale.

Adesso se anche una penna come quella di Paolo Mieli interviene per alzare qualche dubbio su chi si stia muovendo dietro le quinte, e perfino Paolo Mieli diventa, per molti,  o un Lotitiano o un riconglionito (come qualcuno ha scritto velatamente qua dentro), significa non voler veder stare sul piano di realtà.



WhiteBluesBrother

Mieli ha già scritto una sequela di cazzate mostruose negli ultimi anni, ormai come livello di giornalismo vale un ragazzetto che lavora a un sito laziale. Magari scrive meglio, e basta. Non servivano ulteriori conferme. E scrivere senza essere minimante informato della situazione (come possiamo notare) lo pone nel rango dei "malafede" come ormai gli capita SEMPRE anche su questioni più importanti. 
Alla larga. 
Tornando in tema. A me di Bisignani frega zero, Capezzone è un essere ripugnante ma questi qua mica si devono prendere la Lazio, a me basta che riescano a seppellire sotto una montagna de merda chi dico io.
Se il tizio fosse un minimo furbo, prima di finire nei guai seri, metterei subito in vendita le mie azioni, anche in modo riservato,  perché ci vorranno diversi mesi per concludere. Più aspetta e più il finale  "Salernitana pijanculo" diventa uno spettro sempre più nitido. Ed è un grosso pericolo per noi, fra l'altro. 

Biscia

A me di Bisignani e la sua eventuale "Squadra anti Lotito" di Corbucciana memoria, Mieli e tutti i giornalisti, la Destra e la Sinistra, i Berlusconi, il Governatore del Lazio e tutto il cucuzzaro importa relativamente. Ma non si può dire semplicemente dire "basta, è finita" e cercare acquirenti?
È anche fisiologico, so 22 anni, non è colpa di nessuno.

carib

Lotito è quel che è e io non sopporto di vederlo associato alla Lazio da quando ha messo piede nella Lazio, ben sapendo chi c'è dietro e da chi è 'protetto'. Ma penso sia il momento che i tifosi 'puliti' prendano atto che la protesta così come è stata pensata fino a questo momento ha messo in moto SOLO una serie di sciacalli che sono speculari a lotito

Le rivolte vanno fatte ma bisogna saperle fare, diceva uno che ho stimato fino al midollo, altrimenti sono destinate a un pericolosissimo e dolorosissimo fallimento

Forza Lazio

Magnopèl

Io penso che bisogna continuare con lo stadio vuoto, e penso che così sarà
I tifosi, tutti, quelli di curva, distinto, tribuna, non hanno tante strade per manifestare dissenso totale. Nel corso di 22 anni tante strade sono state provate, eppure eccoci qui. Resta evidentemente lo stadio vuoto, anche fosse solo per non continuare ad accettare lo status quo e questo sì che sarebbe un vero fallimento 


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carib

Nessuno accetta lo status quo, quindi la tua affermazione, senza offesa, è pura fuffa autoreferenziale

AutumnLeaves

Citazione di: Paladino68 il 16 Set 2026, 21:47Leva Lazio per un attimo, e rimani un livello più in alto. Se pensi di essere indenne alla manipolazione di massa ti stai illudendo. Meglio ancora per arginarla devi essere consapevole di essere fortemente esposto. Se poi ti aspetti che qualcuno ti bussi alla porta per influenzarti ti hanno già fregato. Negare che le campagne social oggi, le propaganda mediatica nel secolo scorso non siano capaci di influenzare comunità fino ad arrivare ad intere nazioni intere è negare l'evidenza.

Il nazzismo non nasce dal nulla nasce da un forte mal di pancia della popolazione tedesca a seguito delle sanzioni della prima guerra mondiale. Il malessere c'era, qualcuno lo ha cavalcato. I populismi nascono sempre da un malessere della popolazione che qualcuno prova a manipolare.

Adesso torniamo alla Lazio.
Il malessere del popolo laziale verso la conduzione lotitiana è spontaneo, autentico ed evidente. Così come è evidente, però, che ci sia qualcuno che stia cercando di calcarla e magari indirizzarla e nel farlo lascia intendere che dietro di lui ci siano paridisi meravigliosi.

A meno che tu creda che Bisignani che non si è mai interessato di Lazio e Capezzone siano improvvisamente diventati innamorati di Lazio.

La situazione è scalata ad un livello che non fa che confermare questo. Perché Bisignani che interviene interviene al Tg1 su TeleMeloni, per parlare di Lazio e quanto meno sospetto. Ed io non ci credo neanche per un secondo, lo ripeto, che lo faccia per difendere gli interessi del popolo laziale.

Adesso se anche una penna come quella di Paolo Mieli interviene per alzare qualche dubbio su chi si stia muovendo dietro le quinte, e perfino Paolo Mieli diventa, per molti,  o un Lotitiano o un riconglionito (come qualcuno ha scritto velatamente qua dentro), significa non voler veder stare sul piano di realtà.
Riesumare addirittura il nazismo per sostenere che le radici di una sommossa popolare in ambito calcistico possano, anche solo lontanamente e nelle dinamiche della contestazione, essere accostate ad una piaga indelebile nella storia dell'umanità, lo trovo grottesco e soprattutto di pessimo gusto. Ma solo l'averlo pensato.
Quella che tu definisci manipolazione di massa, subita passivamente da ogni soggetto al quale repelle l'attuale proprietà, equivale al farsi un film di fantascienza ed in questi termini la discussione non mi interessa. Conosco tanti tifosi che contestano Lotito da 4 lustri, non vanno allo stadio da anni e Bisignani non sapevano nemmeno fosse Laziale e che fine avesse fatto, compreso me. Le penne di primo piano possono comunicare quello che vogliono, ma potrei ribaltarti la cosa, cioè che il messaggio che deve arrivare possa essere altrettanto manipolatore, vista anche la caratura degli autori, alludendo responsabilità fondate quando l'indagine è ancora agli albori.
Non dico che non ci sia chi pende dalle labbra di taluni, ma generalizzare il fenomeno, come hai fatto tu, equivale a non ammettere che ci siano anche cervelli normodotati.