TE LO DO IO IL MODELLO INGLESE
di fish_mark
Sesta ed ultima puntata
La "necessaria" legge per lo stadio
Il business dei nuovi stadi vale circa 3 miliardi di euro, quattro volte gli stanziamenti di Italia 90.
I presidenti si portano avanti per arrivare preparati con un progetto già in mano all'appuntamento della nuova legge sugli stadi in discussione da qualche anno. Non si segue il modello inglese, ma quello sabaudo (leggi Juventus). Si punta con questo legge a Euro 2016.
Presentazione candidatura, nessuna delle 12 città selezionate ha uno stadio adeguato. La possibile assegnazione della manifestazione è l'occasione per avare norme ad hoc in deroga alle procedure ordinarie, secondo la logica già collaudata: grande evento, piccole procedure. Le esigenze delle società di avere uno stadio proprio,giustificano l'assegnazione preferenziale del business ai club e la legge crea la cornice giuridica.
Il testo approvato alla fine del 2009 dal Senato riguarda solo le grandi società perché i piccoli stadi sono esclusi e lo sport dilettantistico dimenticato.
Si introduce la categoria dei "complessi multifunzionali", inedita nella legislazione italiana: gli stadi sono utilizzati per costruire nuovi quartieri, con attività commerciali, ricettive, di vago, insediamenti residenziali o direzionali, edificabili anche in aree non contigue all'impianto sportivo. Per questi complessi sono previste procedure semplificate e agevolazioni economiche.
In primo luogo affidamento diretto alle società delle concessioni edilizie. Senza gara pubblica e senza asta, senza valutazione di offerte migliori sul piano architettonico, ambientale, urbanistico ed economico.
Il Governo stabilisce un piano straordinario per la sicurezza degli impianti, che garantirà automaticamente agl interventi edilizi i requisiti di pubblica utilità indifferibilità e urgenza per accelerare le procedure urbanistiche. Basta il progetto con uno studio di fattibilità per promuovere la variante urbanistica, sei mesi e tutto è concluso.
Per ristrutturare i vecchi stadi basta il deposito di una DIA (Denuncia di inizio attività) e attendere 30 (trenta) giorni e il comune concederà come incentivo "ampliamenti edificatori delle cubature".
Per i soldi ci sono finanziamenti rafforzati del Credito sportivo, con contributi in conto capitale per gli investimenti, esenzione per 10 (dieci) anni dal pagamento di ICI, TARSU e oneri di urbanizzazione, con contributi dagli enti locali.
Nel progetto si pensa di assicurare ai tifosi più facoltosi la presenza di "box o palchi per seguire le manifestazioni sportive da una posizione privilegata", nonché di garantire "la massima adattabilità alle riprese televisive", mentre non si interessa molto al'inserimento dei nuovi complessi edilizi nel contesto urbanistico della città (servizi pubblici per i quartieri, trasporti e traffico, ripercussioni per i residenti e le altre attività economiche).
Intanto, anche senza la necessaria legge ...
A Cagliari, il presidente della locale squadra affida all'architetto Jaime Manca di Villahermosa il progetto di un nuovo sant'Elia "aperto dall'alba al tramonto" (copione! Aperto 24 ore si dice...), un progetto low cost di 35 milioni di euro, con componenti prefabbricati, 25 mila posti e niente pista atletica.
Attorno allo stadio bar e ristoranti. Anche il negozio e il museo del club ma non il centro commerciale; un parco sportivo con anello di un chilometro per il jogging, giardini, pista pattinaggio, beach volley e bowling. A sentire il presidente del Cagliari "bisogna fare gli stadi, non speculazioni edilizie come stanno cercando di fare alcuni miei colleghi".
L'Allianz Arena di Monaco, è il gioiello che ha ospitato la gara inaugurale dei mondiali 2006, con un iter amministrativo che ha portato all'apertura dell'impianto in otto anni, con discussioni approfondite in consiglio comunale, senza necessità di procedure semplificate, dichiarazioni di urgenza e varianti in deroga.
Il Bayern e il TSW 1860 si consorziano per costruire e gestire l'impianto. Il comune valuta cinque aeree diverse e poi sceglie Frottmaning, per la vicinanza di metropolitana a e autostrada. Successivo referendum di cittadini con la proposta approvata con il 65 % dei voti e poi concorso di architettura vinto da uno studio svizzero.
Nello stadio ci sono ristoranti, negozi di gadget delle squadre, nessun centro commerciale, multisala o uffici e condomini. Nessun cambio di destinazione urbanistica oltre a quella per lo stadio che occupa 14 (quattordici) ettari, un decimo rispetto ai "complessi multifunzionali" all'italiana.
Da queste parti invece si mena vanto per quanto fatto in passato. "Quello che abbiamo fatto noi nel 1990 non l'ha fatto nessuno. Altro che Germania! Guardiamo all'Italia, guardiamo a quello che siamo noi, senza guardare alla Germania! A noi nessuno può insegnare niente!".