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Aperto da MARA, 19 Mag 2010, 14:56

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Citazione di: PrioritàLazio il 12 Mar 2011, 00:05
Alessandro Baricco? che mi dite di lui e di Oceano Mare?

leggiti novecento....

in questo periodo sono molto variabile... sono passata da

bret easton Ellis - Imperial Bedrooms
a
Roddy Doyle - irlandese al 57%
a
Camilleri   - la danza del del gabbiano

PrioritàLazio

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Novecento è di Baricco!!!
Lo lessi anni fa,... mi piacque molto, ma non mi ricordavo che fosse suo...  :shock: :shock: :shock:

castroman77

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Che mi dite di Don De Lillo? consigli?

Mr. Mojo

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Citazione di: castroman77 il 17 Mar 2011, 21:36
Che mi dite di Don De Lillo? consigli?

ti consiglio Underworld, a me piacque assai

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castroman77

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grazie Mr Mojo, appena acquistato  :beer:

Mr. Mojo

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poi mi dirai.... ;)

sharp

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Citazione di: Mr. Mojo il 17 Mar 2011, 22:31
ti consiglio Underworld, a me piacque assai

bello assai

PrioritàLazio

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Finito Oceano Mare, Molto bello.

Iniziato Cecità di Saramago, qualcuno lo conosce?

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Seamus

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Citazione di: PrioritàLazio il 18 Mar 2011, 00:06
Iniziato Cecità di Saramago, qualcuno lo conosce?

Bello, molto.

CitazioneLa cecità fa cadere la maschera della natura umana e ci mostra per quel che siamo realmente

Un libro che non si finisce di leggere, piuttosto si emerge da un'apnea di fiato e d'angoscia, sapientemente creata da Saramago con il suo stile coinvolgente e con una storia che sa proiettarci in una metafora feroce della natura umana.
Attraverso la storia di pochi protagonisti, si partecipa al racconto di un'epidemia di cecità che rapidamente sconvolge la realtà e travolge ogni certezza, trasformando le persone e facendo emergere le varie componenti della natura umana, solidarietà e meschinità, egoismo e forza d'animo.
La menomazione, il dramma che i protagonisti si trovano a dover affrontare non è nulla in confronto all'orrore generato dagli uomini stessi, cui la cecità toglie paradossalmente la maschera, mostrandone le bassezze più turpi e le vette più alte (di sacrificio e generosità).
In questa metafora sta tutta la genialità di Saramago che con i suoi periodi lunghi ed inframmezzati ai dialoghi, sa tenere il lettore all'interno della scena e della rappresentazione di ciò che si nasconde nel profondo del nostro essere.
http://www.anobii.com/seamus/books
:oops:

Seamus

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"Io e te" di Niccolò Ammaniti e la  :ssl.

CitazionePiccolo flop di un pariolino di talento
Pariolino lo è fino al midollo il buon (e soprattutto bravo) Ammaniti. Figlio del quartiere 'bene' di Roma, ha dimostrato un talento indubbio, ma questo romanzetto, poco più di un racconto, è in realtà un piccolo flop.
Ambientato in un famiglia alto-borghese, sembra voler dimostrare che anche i pri ... (continua)

Pariolino lo è fino al midollo il buon (e soprattutto bravo) Ammaniti. Figlio del quartiere 'bene' di Roma, ha dimostrato un talento indubbio, ma questo romanzetto, poco più di un racconto, è in realtà un piccolo flop.
Ambientato in un famiglia alto-borghese, sembra voler dimostrare che anche i privilegiati hanno un'anima, che un adolescente cresciuto nella bambagia può essere un ragazzo sensibile e che anzi, se sembra, proprio come gli altri, un figlio di papà viziato e perfettamente integrato nell'ambiente in cui sta crescendo, è solo perchè in realtà sta cercando così di nascondere e proteggere il suo vero carattere mite, delicato, un po' introverso, fondamentalmente buono.
In quest'ottica, il racconto ha un suo perchè e riesce nell'intento.
Che si tratti, invece, di una costruzione fantascientifica è svelato dall'apparizione di un troglodita su una smart ornata da un bruco di peluche della Lazio: in una città di fatto invasa da coatti giallorossi, in cui il bruco dai colori dei peperoni è talmente diffuso da essere ormai considerato il vero simbolo della squadra del Pallone Boro, al posto della lupa, non si può non riconoscere nella scelta di Ammaniti il segnale di un distacco dalla realtà.
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Aquilaro

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Veramente un buon libro ma, secondo me, ancora meglio l'originale di Primo Levi "se questo è un uomo". ancora più atroce e sconvolgente, eppure storia vissuta, vera. la storia della umana cecità.

Citazione di: Seamus il 25 Mar 2011, 12:41
La cecità fa cadere la maschera della natura umana e ci mostra per quel che siamo realmente

Un libro che non si finisce di leggere, piuttosto si emerge da un'apnea di fiato e d'angoscia, sapientemente creata da Saramago con il suo stile coinvolgente e con una storia che sa proiettarci in una metafora feroce della natura umana.
Attraverso la storia di pochi protagonisti, si partecipa al racconto di un'epidemia di cecità che rapidamente sconvolge la realtà e travolge ogni certezza, trasformando le persone e facendo emergere le varie componenti della natura umana, solidarietà e meschinità, egoismo e forza d'animo.
La menomazione, il dramma che i protagonisti si trovano a dover affrontare non è nulla in confronto all'orrore generato dagli uomini stessi, cui la cecità toglie paradossalmente la maschera, mostrandone le bassezze più turpi e le vette più alte (di sacrificio e generosità).
In questa metafora sta tutta la genialità di Saramago che con i suoi periodi lunghi ed inframmezzati ai dialoghi, sa tenere il lettore all'interno della scena e della rappresentazione di ciò che si nasconde nel profondo del nostro essere.
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COLDILANA61

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Citazione di: kelly slater il 14 Set 2010, 16:46
don winslow: -la pattuglia dell'alba
ma sopratutto linverno di frankie machine, romanzo di mafia e d'azione a ritmo serratissimo.

ora pero' sono incuriosito da david foster wallace.
chi lo conosce che ne dice? da dove comincio?

Don Winslow , in questo periodo , e' il mio preferito .
Li ho letti tutti .

"Il potere del cane" per chi ama il genere (NOIR americano) e' il migliore in assoluto .

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Appena finito di leggere il Presidente di Simenon...  :(( :(( non mi è piaciuto molto.. e pensare che Simenon mi piace un sacco....


Iniziato ieri Io sono Febbraio di Shane Jones - strano ma promette molto molto bene!

nonnullo

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Citazione di: Gianluca Cutrì il 28 Dic 2010, 15:49
Ciao a tutti, mi chiamo Gianluca Cutrì ed ho scritto un romanzo breve sulla nostra "Ossessione" vi allego il primo capitolo ed attendo il vostro giudizio.

"Dolce e chiara è la notte e senza vento e quieta sopra i tetti e in mezzo agli orti posa la luna."        In quel momento mi domandai cosa avesse vinto il Recanati quando Giacomo Leopardi compose questi versi. Erano le 18.04 del 14  Maggio 2000. Materazzi proteggeva il pallone vicino la bandierina del calcio d'angolo e dopo una vita,  un anno, una giornata ed una partita infinita  l'arbitro Collina fischiava la fine della mia ossessione.         Il boato con cui l'Olimpico accompagnò quel fischio è qualcosa che non potrò dimenticare. Intorno a me la gioia era incontenibile, i più urlavano tutto quello che avevano finora represso, molti si abbracciavano saltando, alcuni erano rimasti fermi al proprio posto inebetiti, guardando il vuoto. Io fui impietrito da una scossa che mi esplose dallo stomaco e raggiunse immediatamente ogni centimetro del mio corpo. Fu come morire e poi rinascere, come se quell'emozione immensa avesse con un solo colpo spazzato via tutto.  Il cielo era più azzurro del solito e le poche nubi che lo solcavano fino a qualche minuto prima si erano completamente dissolte. Il campo era stato invaso interamente al momento del gol di Calori da un' orda impazzita che lo calpestava senza meta, con quel gusto un po' barbaro di violare un luogo sacro. Il luogo dove si era compiuto l'avvenimento tanto atteso. Lì dove fino a pochi minuti prima c'era stata battaglia i nostri colori svettavano vittoriosi. Guardai un ultima volta verso il prato e poi su tutto lo stadio, volevo che quell'immagine mi rimanesse dentro. Poi mi voltai e camminai verso l'uscita.  Avevo bisogno di rimanere un attimo in disparte per metabolizzare quell'emozione eccessiva. Ricordo la confusione indescrivibile e il fatto che quell'odiosa sensazione che si prova camminando controcorrente ad una folla  quella volta assunse dei contorni dolcissimi. Erano i miei fratelli quelli che mi riempivano di spallate, erano i miei fratelli che andavano a festeggiare ed avrei voluto quasi toccarli tutti, stringerli a me ed abbracciarli come si abbraccia un compagno dopo una battaglia o un famigliare dopo una grande gioia. Abbracciarli uno ad uno e dividere con loro la gloria dell'impresa. In realtà sarebbe stato troppo per il mio pudore, diciamo che lo feci idealmente.                  Raggiunsi i cancelli della curva e cercai il mio motorino tra le centinaia parcheggiati lì fuori.   Tolsi il blocco, misi in moto e partii, il vento in faccia sembrava dirmi: « E' tutto vero! E' finita! Sei campione d'Italia vecchio pazzo! »
Il vento, i colori, gli odori, tutto era diverso, tutto era leggero. Anche solo per quel momento sarebbe valsa la pena di vivere.
Roma era in festa, il biancoazzurro  il colore dominante ed io stavo lentamente prendendo coscienza della cosa: avevamo finalmente e in una maniera a dir poco romanzesca  vinto uno scudetto e nessuno avrebbe più potuto togliercelo. La tangenziale era bella come la  pista di Ascot e i pochi chilometri tra lo stadio e casa furono eccitanti come quelli del tuo cavallo che esce primo dalla curva, imbocca la dirittura e si fa accompagnare dal tuo urlo fino al palo.
Mi tornarono in mente in un attimo tutte le cazzate fatte nell'ultimo anno. Le discussioni infinite, le paure, la partita di Firenze, i silenzi di Monica, il viso di Francesca al matrimonio, il sangue di Silvio, la rabbia, il furore, la follia che mi aveva accecato e che ora era d'un tratto come svanita, dissolta, risolta.
Parcheggiai e salii di corsa le scale di casa. Monica mi aprì con Giulia in braccio, gli occhi gonfi di pianto e Chiara attaccata ad una gamba come un koala che mi guardava perplesso. La guardai senza dire niente, non c'era bisogno di dire niente. Sapevamo entrambi perfettamente che tutto era finalmente finito. Che le sue lacrime erano l'epilogo di una mia psicosi che non era comunque riuscita a dividerci e che quel groppo in gola era un nodo talmente morso che non si sarebbe più sciolto. Ci chiudemmo fuori dai festeggiamenti e  soli ci gustammo quell'infinita e dolcissima notte.

L'ossessione è in vendita in tutte le edicole romane

me l'hanno regalato, l'ho letto in tre ore e ho fatto bene
mi ci sono ritrovato
un racconto sulle due annate più sofferte ma anche più vittoriose della nostra storia
molto divertente, alla hornby
complimenti gianluca e forza Lazio

Maremma Laziale

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Citazione di: PrioritàLazio il 18 Mar 2011, 00:06

Iniziato Cecità di Saramago, qualcuno lo conosce?

Letto alcuni anni fa. Bello. Poi personalmente ho avuto sempre un debole per qualsiasi cosa prodotta dal Portogallo (si, dai, mettiamoci pure Eliseu in quelle rare apparizioni...). Adesso dello stesso autore sto leggendo "La zattera di pietra". Dopodiché passerò a "L'uomo duplicato"

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Ma come dimenticarlo????? qualcuno ha letto qualcosa di dominique Lapierre??? MERAVIGLIOSO

erlikkhan

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sto leggendo Rabbia, di Palanhiuk-- :o

SuperMouse

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italicbold

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Resto banale. In fondo arrivo in ritardo.
Ma geograficamente non avrei potuto fare di più.
Quando sono venuto a Roma, due mesi fa, mio fratello mi ha messo "La versione di Barney" in mano e mi ha detto che dovevo assolutamente leggerlo.

Che dire ? Un libro magnifico, di quelli, personalmente, che rileggero' più e più volte.
Un libro, in fondo, sulla felicità di un uomo, avrei detto a caldo. E forse anche a freddo.
Un'immensa elegia all'assurdità e alla bellezza della vita, un calcio al anticonformismo conforme più banale, un giro di giostra irrefrenabile lungo 70 anni e un minuto.
Fino all'ultima riga, all'ultima parola.

Un libro che mi ha sconvolto. Di piacere.


MadBob79

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Citazione di: italicbold il 15 Apr 2011, 12:24
Resto banale. In fondo arrivo in ritardo.
Ma geograficamente non avrei potuto fare di più.
Quando sono venuto a Roma, due mesi fa, mio fratello mi ha messo "La versione di Barney" in mano e mi ha detto che dovevo assolutamente leggerlo.

Che dire ? Un libro magnifico, di quelli, personalmente, che rileggero' più e più volte.
Un libro, in fondo, sulla felicità di un uomo, avrei detto a caldo. E forse anche a freddo.
Un'immensa elegia all'assurdità e alla bellezza della vita, un calcio al anticonformismo conforme più banale, un giro di giostra irrefrenabile lungo 70 anni e un minuto.
Fino all'ultima riga, all'ultima parola.

Un libro che mi ha sconvolto. Di piacere.



anche a me

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