Boh, allora veramente dico boh.
Il minimo che io possa dire é di non aver apprezzato all'inizio Fernandino. Da quel Lazio-Milan ne uscii con le ossa rotte sia io che lui. Fosse dipeso da me sarebbe ripartito col primo aereo per Montevideo.
E avrei sbagliato. Il ragazzo ha poi fatto delle buone annate con noi, dimostrando di meritare il suo posto tra i pali.
Non mi aggrego a chi da paternità particolari alla vittoria in Coppa Italia, la vinsero sia Zarate col suo gol a Torino, sia Rocchi e Pandev, sia Kolarov, sia, appunto, Muslera che paro' l'ultimo rigore, fino all'ultimo dei panchinari di quella squadra.
La sua uscita di scena é stata piuttosto amara, sinceramente malgrado la benevolenza che nel tempo ho allevato nei suoi confronti, l'idea che non avevamo il nuovo Jascin é sempre restata. Un buon portiere, non un fenomeno.
Il prezzo che lo hanno pagato é stato un buon prezzo, al quale una società ragionevole non doveva esitare.
Il mercato a volte é bugiardo, pero' va detto che su alcune indicazioni si puo' riflettere,alcune grandi squadre erano alla ricerca di un portiere, penso al Manchester, all'Arsenal che lo scorso anno ha dovuto richiamare il vecchio Lehmann dalla pensione. Nessuna diqueste ha bussato alla porta di Formello per informarsi su Muslera. Che comunque una certa vetrina avrebbe dovuto averla con il quarto posto dei mondiali in Sudafrica.
E' restato solo il Galatasaray, peraltro piuttosto in disarmo di questi tempi.
Mi dispiace per Fernando.
E' stato rimpiazzato da Marchetti, che oltre alle tre partite viste ai mondiali, non ho mai visto giocare.
Poco per giudicare, pero' sono piuttosto convinto che la porta della nazionale italiana ha una tradizione importante, quella maglietta l'hanno portata, negli ultimi 30 anni, gente come Zoff, Pagliuca, Zenga, Peruzzi, e quindi arrivare a un mondiale come titolare non é una cosa facile. Qualcosa per meritare quel posto lo si deve aver fatto.
Lo so, non é molto, ma almeno per quanto riguarda la benevolenza diciamo che é già un passo avanti.
Quindi, alla fine della fiera, non mi straccio le vesti.