La volta che ci sono andato più vicino è quando mi sono addormentato alla guida della mia auto in autostrada, era una domenica notte ed ero reduce da un week-end in cui ero rimasto sveglio troppe ore, percorso troppi chilometri e speso troppe energie, il viaggio di ritorno fu un calvario, che aumentava man mano che diminuiva la distanza da casa, i finestrini aperti, la musica a palla e tutti quei piccoli stratagemmi che si cerca di adottare in quei frangenti non erano che un debole palliativo a quello che il mio corpo reclamava a gran voce, riposo (che si sarebbe tramutato in eterno se la fortuna/fato non mi avesse dato una mano), per farla breve mi ritrovo sul lungo rettilineo prima dell'uscita di Settebagni, in quel momento, grave errore, ho pensato, fra cinque minuti sono a letto, mi sono risvegliato quando ho colpito con la testa il finestrino laterale, la macchina aveva sbattuto violentemente la fiancata contro il guardrail alla mia sinistra e ora mi trovavo alla guida di un mezzo imbizzarrito, consapevole che non sarei riuscito a contrastarlo senza cappottarmi ne assecondo la traiettoria che mi porta a sbattere contro l'altro guardrail, dopodiché esaurita parte della sua energia cinetica riesco finalmente a prendere il controllo e tornare a casa con la quinta inserita, ché il cambio era bloccato così come le portiere. La mia fortuna è stata che mi è successo in un rettilineo abbastanza lungo da evitare che potessi sbattere frontalmente contro una barriera e che a quell'ora fossi l'unico fruitore di quel tratto di autostrada.
Ora so che se mi dovesse ricapitare di guidare in quelle condizioni mi fermerei, ero stupidamente convinto, come lo sono spesso i ragazzi, che a me non sarebbe mai accaduto, che la mia volontà avrebbe prevalso sulle esigenze del mio corpo.