Quei baffi a colori stampati in bianco e nero
MAURIZIO GALDI
Baffi rossi, baffi in bianco e nero. No non
stiamo parlando della moda della prossima stagione,
ma di come i carabinieri di via in Selci
hanno segnalato nei brogliacci le telefonate intercettate
(oltre 170 mila) tra settembre 2004 e
maggio 2005. Sono le telefonate di calciopoli e
intorno a queste il clima è sempre caldo.
Alla Gazzetta il pm di calciopoli, Giuseppe Narducci,
ora assessore a Napoli della giunta de Magistris,
ieri ha detto: «Vorrei proprio vederli quei
brogliacci. Sono in bianco e nero, come sono stati
visti i colori?». A distanza gli risponde Nicola
Penta che da oltre due anni su quelle telefonate e
su quei brogliacci trascorre gran parte del suo
tempo: «Al video. Dove i colori ci sono. Anzi voglio
aggiungere una chicca. Anche la telefonata
di Pradé (Roma) con Mazzini è indicata con tre
baffi rossi». E su questo nasce un altro giallo: come
mai il Procuratore federale Stefano Palazzi
nella sua relazione su tutte le telefonate che la
difesa Moggi ha fatto trascrivere dal Tribunale di
Napoli, non ne ha tenuto assolutamente conto?
Colore o noMatorniamo al colore dei baffi: chi ha
ragione, Narducci o Penta? Italicamente possiamodire
che tutti e due dicono la verità. Quando i
carabinieri dedicati all'ascolto delle telefonate ritenevano
una conversazione interessante la
«marcavano» con dei baffi: tre baffi (molto interessante),
due baffi (interessante), un baffo
(non interessante). Automaticamente il sistema
computerizzato assegnava un colore ai baffi e al
loro numero, ed ecco che sul computer diventavano
rossi (i tre baffi), gialli (i due), verdi (un
baffo). Ma i conti erano fatti senza la burocrazia
italiana, che non fornisce i carabinieri di stampanti
a colori. Ecco perché i brogliacci arrivati
alla fine aipmdi Napoli (all'epoca Beatrice e Narducci)
sono in bianco e nero. E martedì in udienza
a Napoli, ma più probabilmente il 27, se ne
vedranno veramente delle belle. A colori.