Identificarsi in un campione biancoceleste

Aperto da kelly slater, 02 Set 2011, 00:01

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Citazione di: Esprit Libre il 02 Set 2011, 11:47
Come ho già detto altre volte, la stagione passata Maurito ha giocato bene, con degli alti e bassi, ma il suo rendimento è stato più che sufficiene e addirittura buono nella parte finale.
Ma ormai è impopolare sostenerlo e bisogna adeguarsi alla vulgata che lo vuole grasso, involuto ed egoista.

Non é una vulgata, lo scorso anno, rispetto alle attese Zarate ha ancora deluso.
Soprattutto rispetto alle attese che oggi determinano questo maelstrom di lacrime per la sua partenza.
Si, ok, l'elastico e quanto vuoi, ma francamente dal suo talento ci si aspettava molto ma molto di più.

Peraltro, in termini strettamente tecnici, é molto più popolare lacrimare per la sua partenza.

Nanni

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Citazione di: jp1900 il 02 Set 2011, 10:11
A mio figlio ho voluto regalare la maglietta della Lazio senza numero e nome. Essendo anche senza sponsor (sfortunatamente per le casse, ma fortunatamente per l'estetica) è bellissima così, grazie a quei pochi cm quadrati che occupa il nostro stemma. Per me è questo il "Lazio Style", identificarsi con lo stemma e non con un campione. A parte roma e juve (ancora per poco), ditemi chi è che rappresenta qualsiasi altra squadra che sicuramente il prossimo anno non potrebbe trasferirsi.

E' questa la chiave di tutto.
E credo, pure coi "fenomeni" Signori, Nesta, Zarate stesso, sia sempre stato così.
La cosidetta "identificazione", il "simbolo" esiste solo a Roma e solo per Totti.
Come dici bene "a parte Roma e Juve ancora per poco", io dico "a parte Roma" e basta. Perchè anche il rapporto dei tifosi Juventini, anche i più accaniti, con Del Piero, come prima quello dei Milanisti con Maldini, è TOTALMENTE diverso da qualsiasi di questi canoni.
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.

rio2

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e' sempre stato cosi' e sempre di piu' succedera' di bandiere nel calcio ne sono rimaste ben poche e quelle poche chiedono ingaggi ben oltre il pensabile anche dopo il pensionamento.

non e' che uno ha buttato le maglia di Nedved, Nesta,Vieri,Signori,Salas,Mancini,Peruzzi ecc. ecc.

e comunque quella di Zarate puo' sempre venire utile il prossimo anno.....

Beijing09

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Citazione di: Nanni il 02 Set 2011, 12:18
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.
Infatti, anche per me è così.
Personalmente io il nome dietro la maglia ce lo faccio mettere comunque.


Mancini su quella della coppa Italia del 1998
Salas sulla maglia della Coppa delle Coppe.
Veron su quella della Supercoppa
Nesta su quella dello scudetto.
Stam su quella della coppa Italia del 2004
Zarate sulla maglia della coppa Italia del 2009
Rocchi su quella della Supercoppa del 2009
Hernanes su quella dello scorso anno.
Probabilmente Cisse e Klose su quella di quest'anno.


I campioni fanno parte della nostra storia ma passano. Solo una cosa è sempre la stessa su tutte le maglie:



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Baldrick

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My own two cents: qui in Turchia c'è un sacco di gente che va in giro con le infradito firmate Hernanes (con bandierina del brasile annessa. Brutte come la morte, ma mi pare una buona cosa. Direi che in quanto a rappresentatività abbiamo già su chi puntare.

Kim Gordon

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Citazione di: Nanni il 02 Set 2011, 12:18
E' questa la chiave di tutto.
E credo, pure coi "fenomeni" Signori, Nesta, Zarate stesso, sia sempre stato così.
La cosidetta "identificazione", il "simbolo" esiste solo a Roma e solo per Totti.
Come dici bene "a parte Roma e Juve ancora per poco", io dico "a parte Roma" e basta. Perchè anche il rapporto dei tifosi Juventini, anche i più accaniti, con Del Piero, come prima quello dei Milanisti con Maldini, è TOTALMENTE diverso da qualsiasi di questi canoni.
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.

no nanni, mi dispiace ma non è così.

questo, come (provavo  :S) a dire prima a beijing è ciò che si vorrebbe.
l'Amore per la Maglia e basta è un Utopia, nel senso che non è realtà empirica.
è prendere la Realtà e farla divenatre ciò che si vorebbe, in base a costrutti che si crede siano quelli Giusti.

porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
per il tifoso, la fede è sublimazione, ma la sublimazione ha bisogno di una base da cui partire.
e la base sono gli esseri umani, le loro scelte, gesta, interpretazioni, non può essere una Maglia.
oggetto che rimane inerme senza il soggetto che la muove sul prato.

la Maglia è il punto di arrivo.
i Bambini, con la loro innocenza e sincerità, ci insegnano quale sia il punto di partenza.
quella di scegliere il "migliore" che la indossa come simbolo.

tanto che gli adulti per colludere con l'idolatria di un Simbolo devono attingere per forza di cose nella loro parte bambina, come giustamente sottolineava nino (in modo un pò incazzato questo scriveva).




pentiux

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Citazione di: Baldrick il 02 Set 2011, 13:04
My own two cents: qui in Turchia c'è un sacco di gente che va in giro con le infradito firmate Hernanes (con bandierina del brasile annessa. Brutte come la morte, ma mi pare una buona cosa. Direi che in quanto a rappresentatività abbiamo già su chi puntare.
Ma non è che ti confondi con queste, per caso???



Havaianas e non Hernanes???

Baldrick

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No, il carattere è lo stesso ma c'è scritto "hernanes". So' rimasto abbastanza stupito pure io.

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arturo

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pp'0è'pwdkqjkdjoòifjhnjhnejmnig
Citazione di: kelly slater il 02 Set 2011, 11:48
Aspetta, Arturo.
Non ho parlato di leader.
Leader è uno che comanda e gli altri ubbidiscono, per me (nel calcio come nella vita) e condivido la tua esigenza di non avere leader.
E neanche un totem (che è un simbolo fallico tra l'altro).
Ho parlato di campione in cui identificarsi, uno fortissimo ma anche non un pezzo di ghiaccio per il quale giocare con te o con altri è la stessa identica cosa.
E come diceva Jose Antonio, che magari sappia immergersi nella particolarita' unica che ci appartiene in quanto laziali (  oltre che nel male che lo conosciamo fin troppo, pure nel bene)

Non intendevo il termine leader in senso letterale,comunque la cosa che mi sembra abbastanza evidente e che il tifoso laziale  abbia bisogno di qualcuno da contrapporre al fesso,ecco io questa esigenza io,ripeto,

Il Tenente

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Scusate, ma quanto possono essere tristi i bambini interisti senza più Eto'o?
I bambini milanisti senza Kakà? ( :p )
I bimbi del Napoli senza Maradona?
Quelli juventini senza Cannavaro/Ibra ecc... andati via con Calciopoli?
Che fine hanno fatto quelle magliette?

Gli unici che si salvano sono i tottisti, il cui merciandaising tarocco spopola nei secoli...

Beijing09

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Citazione di: Kim Gordon il 02 Set 2011, 13:12
porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
Certo che serve e per quanto mi riguarda te lo dimostra la serie di magliette che ho e che "appartengono" tutti a campioni legati a quella maglia e a quell'epoca.


Quello che provavo a dirti, prima che buttassi tutto in caciara  :S , è che i giocatori passano ma la maglia no.
Era così anche ai tempi di Piola e poi di Selmonsson.
Quando Chinaglia andò via fu il turno di Giordano... tutti passano e gli idoli vengono dimenticati facilmente.
C'era Zarate, poi Hernanes, domani Cisse. Cambia poco per un ragazzino.
Almeno che non sia un ragazzino romanista che non ama più la sua squadra ma solo totti.



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Citazione di: Baldrick il 02 Set 2011, 13:15
No, il carattere è lo stesso ma c'è scritto "hernanes". So' rimasto abbastanza stupito pure io.

quella è la grappa.  :beer:

Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 14:16
Certo che serve e per quanto mi riguarda te lo dimostra la serie di magliette che ho e che "appartengono" tutti a campioni legati a quella maglia e a quell'epoca.


Quello che provavo a dirti, prima che buttassi tutto in caciara  :S , è che i giocatori passano ma la maglia no.
Era così anche ai tempi di Piola e poi di Selmonsson.
Quando Chinaglia andò via fu il turno di Giordano... tutti passano e gli idoli vengono dimenticati facilmente.
C'era Zarate, poi Hernanes, domani Cisse. Cambia poco per un ragazzino.
Almeno che non sia un ragazzino romanista che non ama più la sua squadra ma solo totti.



ok, certo.
non ho nulla da replicare. è ovvio che così come serve una carne per incarnare così serve una maglia per poterla vestire.
e quella maglia deve esse sempre la stessa. sennò ti piace il Calcio, e non sei ciò che si definisce un Tifoso.

lo potevi dì prima, senza fà tutte quelle storie.  :pp

:beer:



jp1900

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Citazione di: Kim Gordon il 02 Set 2011, 13:12
no nanni, mi dispiace ma non è così.

questo, come (provavo  :S) a dire prima a beijing è ciò che si vorrebbe.
l'Amore per la Maglia e basta è un Utopia, nel senso che non è realtà empirica.
è prendere la Realtà e farla divenatre ciò che si vorebbe, in base a costrutti che si crede siano quelli Giusti.

porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
per il tifoso, la fede è sublimazione, ma la sublimazione ha bisogno di una base da cui partire.
e la base sono gli esseri umani, le loro scelte, gesta, interpretazioni, non può essere una Maglia.
oggetto che rimane inerme senza il soggetto che la muove sul prato.

la Maglia è il punto di arrivo.
i Bambini, con la loro innocenza e sincerità, ci insegnano quale sia il punto di partenza.
quella di scegliere il "migliore" che la indossa come simbolo.

tanto che gli adulti per colludere con l'idolatria di un Simbolo devono attingere per forza di cose nella loro parte bambina, come giustamente sottolineava nino (in modo un pò incazzato questo scriveva).
Capisco il tuo punto di vista, ma noi rispetto alle altre squadre abbiamo un qualcosa in più in cui ci si può identificare: l'aquila! E quella non andrà mai via, nè finirà la carriera.
I bambini molte volte scelgono quello che gli adulti gli fanno scegliere, stai tranquillo. Basta identificarsi con la maglia, non serve una persona dentro...

PS: sapessi la gioia che mi ha dato mio figlio quando si è voluto mettere la maglia della Lazio perchè la portavo anche io...

Beijing09

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Citazione di: Kim Gordon il 02 Set 2011, 14:23
lo potevi dì prima, senza fà tutte quelle storie.  :pp

:beer:
a dire il vero è tutta la mattina che dico ste cose....  :)

Adler Nest

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Magari alcuni di noi discettano senza avere figli, ma vabbe'.
Siamo stati tutti bambini e poi ragazzi.
Il punto e' certo: i bambini/ragazzini si identificano con un giocatore della squadra del cuore. Alcuni si omologano sull'attaccante, meglio se e' esotico, altri sono più originali.
In questa Lazio c'e' tutto il campionario che puo' offire lo scibile umano.
Vuoi l'eroe? Mettici Cisse'
Vuoi la classe? Hernanes
Vuoi il leader? Klose
Vuoi la bandiera? Rocchi, Ledesma
Vuoi il combattente? Cana
Noi veci abbiamo visto i nostri eroi tradire la Lazio, altri li abbiamo visti partire quando non volevano andarsene, altri prendere l'elicottero e volare a torino.
Ci siamo affezzionati a Speggiorin,oliviero bombervero,monelli,mandelli; io amavo antonioelia,angeloadamo; mi sono gasato per l'arrivo di gutierrez, ho i ritagli di giornale su Rene'.
Non e' che i ragazzini d'oggi malati di playstation siano un po' troppo viziati?

blanqua

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quando ero ragazzina, mentre tutte le mie compagne avevano il diario tappezzato di fotografie di rock star e attori del cinema, io mi innamoravo dei giocatori della lazio. praticamente di chiunque.
chiaramente le delusioni ti insegnano a mantenere sempre una certa distanza, a dirti con razionalità, e giustezza anche, che quella che conta è solo la lazio. il resto passa.
ora continuo ad essere "emotivamente attaccata" a qualunque calciatore indossi i nostri colori, ma con la stessa facilità con la quale mi invaghisco riesco a dimenticare.
prima, invece, ne uscivo davvero acciaccata e delusa.
E alcune eccezioni rare ci sono state anche recentemente.
visto il mio passato e il mio presente non posso, dunque, non comprendere il legame che si crea con alcuni calciatori, soprattutto a una certa giovane età.
quello che non mi spiego completamente è perchè Zarate.
Il mio cuore l'ho sempre regalato a quei giocatori che davano l'impressione di aver creato con i tifosi un rapporto speciale, di lottare fino all'ultimo secondo per vincere, di ricambiare quello che provavo per loro.
Diciamo che per Zarate non mi ha mai fatto perdere veramente la testa, tecnicamente forse si per un momento, ma nulla a che vedere con altri addii.
Se avessi ancora i soldi per comprarmi le magliette forse in questi anni avrei scritto sulle mie spalle più il nome di Brocchi che quello di Mauro.
Senza giudicare nessuno, ovviamente, è solo il mio stato d'animo.



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Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 10:30
Da quando, per un Laziale, la quantità è determinante?

Da sempre, anche se non lo ammette.
Perchè Noi siamo quelli che ce ne sbattiamo di chi passano in tv ma poi ci risentiamo se parlano del Napoli più della Lazio, oppure siamo quelli che gli Eroi del meno 9 sono stati la Lazialità, ma poi se non abbiamo lo squadrone nemmeno ci abboniamo, ecc...

Siamo persone come altre, non siamo diversi, nè superiori....

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Beijing09

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* 3.922
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Citazione di: JSV23 il 02 Set 2011, 19:12
Da sempre, anche se non lo ammette.
Non mi risulta. Sarei diventato della Roma quando potevo, come fecero altri.
Ci risentiamo se parlano più del Napoli rispetto alla Lazio semplicemente perchè è INGIUSTO.
Poi non ho detto che siamo pochi ma che non ci interessa quanti siamo, non è importante.
Se vai a vedere le presenze allo stadio o gli abbonamenti alle pay per view vedrai che non siamo inferiori ad altri pur essendo sempre ostacolati dai mass media.

italicbold

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Che poi, quanto rompono er cazzo sti regazzini...
du pizze e a letto senza cena...
Ma che davero davero...

:lol:

Ok vado.

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