Citazione di: Nanni il 02 Set 2011, 12:18
E' questa la chiave di tutto.
E credo, pure coi "fenomeni" Signori, Nesta, Zarate stesso, sia sempre stato così.
La cosidetta "identificazione", il "simbolo" esiste solo a Roma e solo per Totti.
Come dici bene "a parte Roma e Juve ancora per poco", io dico "a parte Roma" e basta. Perchè anche il rapporto dei tifosi Juventini, anche i più accaniti, con Del Piero, come prima quello dei Milanisti con Maldini, è TOTALMENTE diverso da qualsiasi di questi canoni.
Ma quale identificazione, ma quale simbolo? Amore, certo, affetto, entusiasmo, stima. Ma mai, mai, mai, idolatria, ottuso culto della personalità, "intoccabilità", ma per favore.
Queste pacchianate solo a Roma con Totti (e forse venti anni fa a Napoli con Maradona).
La Lazio non è manco abituata a cose del genere.
no nanni, mi dispiace ma non è così.
questo, come (provavo

) a dire prima a beijing è ciò che si vorrebbe.
l'Amore per la Maglia e basta è un Utopia, nel senso che non è realtà empirica.
è prendere la Realtà e farla divenatre ciò che si vorebbe, in base a costrutti che si crede siano quelli Giusti.
porga, in maniera chiarissima, ha spiegato come e perchè "serva" l'essere umano che veste la Maglia.
Daltronde senza carne è difficile "incarnare".
per il tifoso, la fede è sublimazione, ma la sublimazione ha bisogno di una base da cui partire.
e la base sono gli esseri umani, le loro scelte, gesta, interpretazioni, non può essere una Maglia.
oggetto che rimane inerme senza il soggetto che la muove sul prato.
la Maglia è il punto di arrivo.
i Bambini, con la loro innocenza e sincerità, ci insegnano quale sia il punto di partenza.
quella di scegliere il "migliore" che la indossa come simbolo.
tanto che gli adulti per colludere con l'idolatria di un Simbolo devono attingere per forza di cose nella loro parte bambina, come giustamente sottolineava nino (in modo un pò incazzato questo scriveva).