Sordi, Tognazzi, Manfredi, Gassman e Mastroianni

Aperto da Nanni, 30 Ago 2011, 15:45

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porgascogne

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Citazione di: Silverado il 05 Set 2011, 14:24Probabilmente qualcuno tra gli attori delle nuove generazioni citati avrebbe la forza per strapparsi dal flusso della contemporaneità, posizionandosi là dove il Tempo è scandito dalle Storie e non dalle cronache.
Dietro Sordi, Tognazzi, ecc. c'era chi sapeva raccontare. Loro sono stati straordinari interpreti, è vero, ma avevano alle spalle sceneggiatori che usavano il cinema come uno strumento narrativo.
Oggi il cinema è, mi sembra, uno strumento replicativo, uno specchio che riflette una brutta Italia senza realmente raccontarla.
E quando una forma espressiva si limita a riprodurre la realtà, in scala 1:1, che bisogno c'è di fruirne?

Spero che qualcuno tra i 20 e i 30 anni, possibilmente sociopatico e che usi facebook soltanto per agganciare le sue prossime vittime, ci salvi (parlo di manico e scrittura, ovviamente).

l'errore di nanni, semmai nanni possa compierne, è stato quello di decontestualizzare gli attori oggetto del topic dalla cornice sceneggiatoriale-registica di quegli anni
la grandezza, come dice silverado e come ha anticipato v., stava principalmente nella scrittura, nell'occhio del regista, nel coraggio a trattare argomenti magari anche comuni ma elevandoli pur rendendoli accessibili al pubblico non abbassandoli per renderli facili
in pratica, è come se tutto un sistema cinematografico ci credesse dei deficienti che hanno bisogno di sillabare, anzichè parlarci con parole nette
questo è in parte lo scadimento ma non solo
se parliamo di cinema italiano e di cinema italiano di cassetta (perché i mostri sacri dei quali parla nanni mica facevano film di nicchia, eh) bisogna innanzitutto dire che la capacità di scrittura negli anni è andata via via scemando, e non solo per raggiunti limiti d'età degli sceneggiatori o per consunzione delle idee
ma soprattutto perchè la ns società ha perso gli spunti: vivere nella stagnazione delle idee, delle ideologie, dei credo è differente che vivere negli anni '50, '60 e '70, se poi ci aggiungi un livello economico in continua crescita ma con nette, nettissime, tipologie sociali da delineare
infine, la regia
forse fra le opere meno interessanti, ma pur sempre una spanna sopra moltissime cose di oggi, troviamo le auto-regie dei vari manfredi, sordi & co.
una tandenza che, però, arrivava dopo anni ed anni ed anni di carriera da attore
oggi bastano 3 filmetti in croce con la zeppola e ci si mette a fare il regista

gesulio

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io, come già detto altre volte, vedo nella commedia italiana uno dei più grandi movimenti di autocoscienza di un popolo che passa attraverso la cultura popolare.
l'italia uscita dal dopoguerra, e dal fascismo, un'italia meschina, piccoloborghese, pavida, confusa, incapace di rischiare, schiantata dal terrore di un potere assoluto che portò una guerra spietata sul territorio, un'italia impaurita e caciarona che la lente dei pochi assoluti geni del cinema di quei tempi ha saputo mettere in scena, chi con cinico e spietato sarcasmo chi con bonaria e indulgente ironia, ma sempre con lo stesso intento, mostrare all'italiano uno specchio in cui riconoscersi e NON RIPETERSI PIU'.
questo anche grazie agli strepitosi attori di cui parla Nanni, e forse il loro vero difetto fu quello di essere infinitamente troppo bravi, tanto che l'italiano, poco a poco, finì per identificarsi con quei personaggi, interpretati magistralmente da quei mostri, invece che riconoscersi per conoscersi meglio e capire gli errori.

rischio di generalizzare troppo, parlando di quanto sia successo dal dopoguerra ad oggi, e di come la commedia italiana, almeno negli intenti, abbia voluto trasmettere ai suoi fruitori una maniera per raccontarli impietosamente tra un sorriso e una lacrima, dopo il grande trauma della guerra. e forse la situazione attuale non può davvero essere spiegata a livello culturale con una lettura del genere.

ma quando guardo un film di alberto sordi, quello che secondo nanni moretti noi ci meritiamo, quello che anche alcuni degli intervenuti dicono di odiare perché interprete dell'italiano medio per eccellenza, ruffiano, democristiano, romanista, arrogante con i deboli, zerbino coi potenti, (cit.), Sordi fu Totti, Pippo Baudo, un'icona del perbenismo borghese, avido, menefreghista, individualista, marchetta di un regime subdolo, pecorone, moderato, iddio ce ne scampi, io vedo una caricatura, anche quando risulta indulgente e benevola, di ciò che eravamo in quegli anni e non un ritratto autoassolutorio, e sono sicuro che gli autori di quel periodo (alcuni dei quali grandissimi, da zavattini, a sonego, da maccari a scola, ad age&scarpelli, per non parlare dei registi da dino risi a monicelli)intendessero esattamente dargli questo senso.

per me, uno dei film più belli dell'epoca è la marcia su roma di dino risi, che coniuga esattamente le velleità artistiche degli autori e del genere di cui si sta parlando: meglio di mille parole, possono parlare questi due spezzoni, tognazzi e gassman interpretano due scalcinati opportunisti che abbracciano  l'ideale fascista per poi rendersi conto della vera natura del nuovo potere, tra mille disavventure magistralmente immortalate nelle loro dissonanti contraddizioni, fatti drammatici vissuti dai protagonisti con un misto di pavidità e arroganza e descritti attraverso un rassegnato e spietato sarcasmo:




:hail:





(non c'entra niente col discorso, ma sempre di loro parliamo: risi, tognazzi e gassman in una delle scene più demenziali del cinema italiano, nonsense allo stato puro, un capolavoro inarrivabile:


pantarei

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condivido molte cose che avete scritto.
tra i nuovi c'e' gente che va' troppo di moda ( brava ma sovraesposta ) e ad esempio un kim rossi stuart e' sottovalutato.
bentivoglio tra il gruppo di mezzo e' un grande. giancarlo giannini meritava di piu'.
non ho letto anna magnani, e' questo e' un delitto.

restando in topic, rispondo a chi lo ha aperto in ordine di preferenza.

mastroianni
manfredi-tognazzi ( secondi a pari merito )

staccatissimi gassman e sordi. non mi fanno impazzire. un po' meglio sordi nei ruoli drammatici.

pantarei

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( gian maria volonte' lo inserirei subito dopo i secondi a pari merito )

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Kim Gordon

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nino ha ragione, scordarsi Volontè è imperdonabile.
chiudete il topic.

... :=))

mi sfugge quale è lo spirito del topic.

quindi magari vado off.

i 5 grandi, come li hanno definiti, vissero ed espressero la loro bravura nel omento d'eoro del cinamena italiano.

questa congiunzione ha dato vita ad una vera epopea, in cui ovviamente tutti si sono giovati.

oggi il cinema Italiano è in declino, e economico, e di idee. di idee soprattutto.
non è facile concorrore ccon l'action movie americano.
con i suoi budget.
e dell'altra il realismo ha fatto il suo tempo.
basta pesnare che Muccino, ha avuto successo, riuscendo ad interpretare il suo colpo di coda mettendo in scena il realismo postborghese italiano.

tra gli attori italiani più bravi di ora, secondo me, su tutti, ci sono Elio Germano e Kim Rossi Stuart.

una spanna sopra a tutti.




V.

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ot dal topic
forse mi lego a gesulio

più risento parlare a vanvera del Sorpasso e dell'apocalisse imminente che conteneva, più ripenso che bruno cortona non era il male, anzi. in un giorno aveva scoperchiato un'italia ferma, statica, fanciullina, l'aveva fatto perchè era annoiato, perchè erà nevrotico.. e mi convinco sempre di più che Jean-Louis Trintignant non aveva capito nulla e infatti sarà lui a chiedergli il sorpasso, non cortona.

fine ot

su Sordi.
Una vita difficile e Tutti a casa. Sordi è stato anche questo. E sono due film imprescindibili.

V.

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inoltre, anche Volontè ha fatto delle sonore minchiate.

NandoViola

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Citazione di: V. il 07 Set 2011, 23:24
inoltre, anche Volontè ha fatto delle sonore minchiate.
però ha fatto pure, a parte il periodo Western, Banditi a Milano, Indagine, Vanzetti, La classe operaia, Moro.
merita di stare tra i grandi.

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Nanni

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Citazione di: V. il 07 Set 2011, 23:23
ot dal topic
forse mi lego a gesulio

più risento parlare a vanvera del Sorpasso e dell'apocalisse imminente che conteneva, più ripenso che bruno cortona non era il male, anzi. in un giorno aveva scoperchiato un'italia ferma, statica, fanciullina, l'aveva fatto perchè era annoiato, perchè erà nevrotico.. e mi convinco sempre di più che Jean-Louis Trintignant non aveva capito nulla e infatti sarà lui a chiedergli il sorpasso, non cortona.

fine ot

su Sordi.
Una vita difficile e Tutti a casa. Sordi è stato anche questo. E sono due film imprescindibili.

Probabilmente la chiave è tutta qui, e in (poche) altre cose che ci siamo dette.
I cinque (o sei, o sette, o dieci) immensi attori italiani che abbiamo nominato, erano tali perchè inseriti in un cinema italiano che era immenso (per idee, per voglia, per entusiasmo, per fermento creativo che bruciava ogni cosa, da Zavattini, a Pasolini a Tonino Guerra, da Franco Cristaldi a Suso Cecchi a Lattuada, Monicelli e Germi). Ma in un'Italia che era molto ma molto diversa da quella di oggi. Dove la voglia, il fermento e l'entusiasmo sociale per la rinascita e la ricostruzione dopo i disastri del fascismo e della guerra erano tangibili, vivi e reali, fin oltre la metà degli anni '60. E il Bagini e il Bruno Cortona, il Marcello Rubini, o il Moraldo, il Marino Balestrini o il Silvio Magnozzi sono personaggi di fiction, ma sono personaggi vivi, reali, radicati, "esistenti" profondamente in quell'Italia lì. Che era un'Italia emozionante: attori immensi in un cinema immenso, in un'Italia (a modo suo, allora) povera e disperata ma immensa.

italicbold

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Bello quello che ha scritto Nanni (e non puo' essere altrimenti)
E' vero, Peppe er Pantera é vivo, non é fantasia. Almeno per molti di noi.
Il conte Mascetti dorme ancora nel sottoscala, e ogni tanto fa il rigatino.

Immortali diremmo.

Nanni

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Citazione di: Nanni il 31 Ago 2011, 15:23

....


Poi c'era pure la generazione-di-mezzo, quella dei nati nei 1930/40 (ma obiettivamente più scarsa, e con pochi italiani, a parte il gigante-G.M. Volonté): Giuliano Gemma, Terence Hill, Stefano Satta-Flores, altri non mi sovvengono.

...


Dimenticanza vergognosa.

Ne ho scordato un altro dei giganti (può essere antipatico, può essere scostante, odioso, stupido, ma è un gigante assoluto): Paolo Villaggio.

Un gigante assoluto, come attore comico. Anche come attore comico. Dico "anche" perchè Villaggio è fenomeno culturale totale, uno che ha contribuito di fatto a modificare il nostro linguaggio molto più, infinitamente di più di tanti altri autori contemporanei.
Megadirettore galattico, salivazione azzerata, lei è molto umano, cinquantamila farenheit, me lo dii, Grand. Uff. Lup. Mann. sono tutte interlocuzioni diventate di totale uso comune, diventate gergo popolare anche in ambienti come dire culturalmente diversi. E le ha create tutte lui, Paolo Villaggio.

Per tornare ai personaggi vivi, reali, al Conte Mascetti, etc. Non sono reali anche il Bauscia di Massimo Boldi, o gli smielati innamorati di Federico Moccia, il camionista-Castellitto di Italians o il chirurgo plastico straricco e [...] che va a mignotte a Beverly Hills di C. De Sica?
Forse sì. Reali... televisivi forse più che reali.
Ma televisiva è la realtà, oggi in Italia, da Sarah Scazzi a Ruby Rubacuori, da Dennis Verdini  :bleah: a Sallusti  :elec: , da Totty&Hillary a Meredith Kercher e la Santanché.

Madonna che loop...
:pain:

V.

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Citazione di: NandoViola il 08 Set 2011, 10:08
però ha fatto pure, a parte il periodo Western, Banditi a Milano, Indagine, Vanzetti, La classe operaia, Moro.
merita di stare tra i grandi.

era per dire che è stato un mito troppo mitizzato. e che paradosso a me piace più mira al cuore ramon che non gli urli dei film politici. che poi ramon poteva pure sparare in testa. vallo a capire ramon.


io però sento nostalgia di un altro mega topic nannesco. quello sulle attrici. fu una sorta di punto di non ritorno su lazionet. lo rovescerei, per nichilismo, puntando sulle nuove facce italiane. poi tutti a consolarsi con camille crimson...

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Se è per questo Gian Maria Volontè ha fatto anche un ruolo comico (in Brancaleone)...per me è la faccia un po nascosta del cinema italiano, di cio che poteva anche essere oltre a ciò che è stato...e di western ha fatto anche qualcosina di meno conosciuto oltre ai film con Leone ma ugualmente degno di nota.
Concordo sulla grandezza di Villaggio; aggiungerei nella lista Franco e Ciccio, figli della gavetta vera e di cui tardivamente ci si è accorti.
Ritornando ad alcuni dei 5, o meglio ad alcuni di loro posto quì un film minore e da ridere  che io adoro e in cui ci recitano anche due attrici veramente grandi a mio avviso.


PS
Toglietemi però di mezzo Scamarcio e Accorsi.
PPS
Se passiamo alle attrici come non citare la Magnani?

klacco

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Topic, stupendo.
Di quelli che mio fanno tirare notte a leggere Lazionet, oltre la passione che ci accomuna.

I cinque grandi, anzi Grandissimi.
Io adoravo, ed adoro ancora, Tognazzi.

Se fosse un contemporaneo, reciterebbe solo lui in Italia.
Quando recitava si percepiva un mondo dietro di lui. Malinconico.

Una menzione speciale anche per Monica Vitti che ha rappresentato il mio ideale di donna, come bellezza e come testa (e la Voce).


Nanni

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Citazione di: klacco il 24 Set 2011, 00:59
Topic, stupendo.
Di quelli che mio fanno tirare notte a leggere Lazionet, oltre la passione che ci accomuna.

I cinque grandi, anzi Grandissimi.
Io adoravo, ed adoro ancora, Tognazzi.

Se fosse un contemporaneo, reciterebbe solo lui in Italia.
Quando recitava si percepiva un mondo dietro di lui. Malinconico.

Una menzione speciale anche per Monica Vitti che ha rappresentato il mio ideale di donna, come bellezza e come testa (e la Voce).

Rivisto l'altra sera "Vogliamo i Colonnelli". Soffre un po' il trascorrere degli anni, ma Mario Monicelli sta sempre trent'anni avanti al suo tempo.
Tognazzi traccia la figura (volutamente calcata) del Senatore fascista in maniera sublime. Coi suoi tic, le sue fobie (meglio un figlio frocio che Laziale... chi è che lo disse, appunto trent'anni dopo?) le sue avventure sentimentali squallide, il suo golpe cialtrone...
Segnalo la scelta magistrale degli attori di contorno: quella pletora miserabile di ufficiali e pseudo-patrioti ridicoli, scelti davvero con grande sapienza dal Maestro, fra cui il leggendario Max Turilli, Giancarlo Fusco, Antonino Faà Di Bruno, Beppo Maffioli (io ho scoperto che spesso mi trovo a dire "se buttamo inder mare" e la gente mi guarda con sospetto... non sanno che è una battuta di questo gran film, pronunciata dal mitico Colonnello Barbacane, dei Paracadutisti-Sommozzatori   :D )

V.

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oddio, c'era pure fusco là dentro?!?!?!??

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