Citazione di: disincantato il 13 Set 2011, 18:43
caro Rankerox,
ottima la tua analisi su quelli dellà, sbagliata quella su di noi.
Qui non se deve rompe er cazzo a tutti i costi, ma si discute, dopotutto siamo su un Forum.
Se tutti dovessimo essere d'accordo sulle parole d'ordine che devono essere inculcate, stile quelli dellà, non saremmo Laziali ma similtrigorioti.
Che poi i Laziali siano famosi per spaccare il capello in quattro e per vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, bè hai ragione, ma questo fa parte del DNA di questa gloriosa società e dei tuoi tifosi, noi sì veramente unici sia nel bene che nel male, tra cui spicca l'eccessiva ipercriticità e il disincanto (non a caso sceltomi come nick) anche nelle vittorie.
Tu sei sicuro che deccua' in questi ultimi anni non ci siano state delle parole d'ordine, dei veri e propri mantra sentiti allo stadio o per radio ripetuti allo sfinimento. E ogni volta che uno di questi viene meno, perniciosamente ne riparte un altro. Se non è il presidente è l'allenatore, se non è l'allenatore è il direttore sportivo. Se arrivano i risultati, allora si punta sulla qualità del gioco. L'anzianità dei giocatori, la pipparsugaggine, la Lazialità, il settore giovanile, lo sponsor ecc. ecc....
Io li ho sentiti ripetere fino al ciancicamento di colleoni.
Eppure ci riteniamo diversi dai trigorioti. Noi siamo tifosi speciali. Abbiamo un altro cervello.
Alla fine il risultato è una strisciante depressione, un cinico DISINCANTO, una eccessiva ipercriticità che ha rappresentato e continua a rappresentare secondo me un minusvalore che incide sul'ambiente e, di riflesso, sulle potenzialità della squadra e in soldoni anche in punti.
Se fossi Reja, Brocchi, Biava o Ledesma, Mauri e leggessi questo sito me calerebbero veramente i [...] a terra. Farei con impegno il professionista, dando il massimo possibile, ma rimarrei deluso, la scintilla non mi scatterebbe.
La critica è una cosa, spaccare il capello in quattro focalizzando soprattutto le cose che non vanno è un altro esercizio.
Distruttivo.
Per come la vedo io, il calcio è passione, il tifo per una squadra è soprattutto amore ed entusiasmo, sostegno incondizionato contro tutto e contro tutti, fede. La condivisione, l'entusiasmo, il sostegno aiutano e spingono quelli che di spinte hanno bisogno soprattutto in campo, vedi l'esempio Napoli.
Io il bicchiere mezzo vuoto cerco di non vederlo e nel mio DNA non c'è quello che hai scritto tu.
Il che non vuol dire che non critico o che non vedo le criticità o che non ho occhi per vedere tutto ciò, ma questo esercizio portato al limite lo evito, non serve a niente, ma soprattutto non farebbe altro che inquinare il mio rapporto intimo, profondo, viscerale con la mia fede, la mia Lazio.
E io non permetto a niente e nessuno di rovinare la mai storia con la passione della mia vita!
Semplicemente, non me da soddisfazione, non me serve.
E questo m'ha permesso di godere delle vittorie fino in fondo.