[undici pagine sono tante, non riesco a leggerle, quindi chiedo scuso se ripeterò concetti già espressi da altri]
io trovo assolutamente condivisibili le valutazioni formulate da reja: la cornice è marcia, non tarlata, marcia
la cornice - ovvero i segmenti in rilievo che limitano i contorni del quadro, dunque non i tifosi in generale, bensì quella parte di tifosi che riesce a mettersi in evidenza; e con essi i media che delle opinioni di costoro si fanno portavoce - rappresenta il punto più critico della Lazio da almeno dieci anni. almeno dagli anni del paventato cross-default cragnottiano
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Lazio.net queste cose si scrivono da anni, la curva nord, le radio romane, il corriere dello sport, il messaggero, goal di notte e giù giù ad nauseam. ci sono tifosi laziali che per questi motivi hanno smesso di andare allo stadio, che non leggono più i giornali (sportivi e non solo) romani, che hanno "spento" radio e tv
davvero non vedo come ci si possa stupire se oggi reja punta il suo dito accusatore su questo ambiente. marcio, fatiscente, nauseabondo, privo di intelligenza e di consapevolezza, mercanzia di bassissimo costo. il j'accuse di reja ha tutte le ragioni del mondo, nessuna esclusa
peccato però che reja queste cose non doveva dirle. perché nella radicalizzazione dello scontro con la "cornice" ad andarci di mezzo sarà inevitabilmente la Lazio. se si vuole, come si deve, necessariamente, combattere il marcio, si deve essere capaci di costruire un senso comune diverso, un senso comune che sappia produrre positività sulla squadra. appendere il clima intorno alla squadra unicamente ai risultati, già ora, dopo la seconda partita, è una autentica follia; i risultati lo sappiamo possono arrivare e no, le variabili in questo momento sono troppe e non sono controllabili. se le prossime due o tre partite non dovessero andare bene (sgrat!) e nello stadio e sulla stampa dovessero tornare i tempi ballardiniani cosa succede, di nuovo dimissioni, magari irrevocabili?
dispiace reja lo dico con affetto per un uomo che rispetto - ma le guerre vanno condotte con intelligenza. i nervi vanno tenuti sotto controllo. ora tutto sarà più difficile e tra un paio di settimane potremmo accorgerci di aver soltanto buttato via del tempo