sarebbe ora di farla finita una buona volta. i fischi - che certamente ci sono stati - non erano razzisti. e nel caso in cui - al posto dei fischi - ci fossero stati dei booo, quei boo sarebbero stati più dei booo idioti che non razzisti. (si prova ad intimidire in tutti i modi un giocatore)
se un gruppo che fa booo ad un giocatore nero, non fa booo ad altri dello stesso colore, non è un gruppo razzista, al limite idiota. perché chi è razzista non distingue i colori delle maglie, ma della pelle.
cissè, diakitè, konko -ora- e tanti in passato (vedasi mudi, ora al bologna), non solo non vengono fischiati, ma esaltati.
diciamo la verità. purtroppo il finto perbenismo culturale giornalistico-sportivo (culturale, quindi, si fa per dire), con l'esasepazione demagogica, ha portato a blindare l'espressione naturale di una tifoseria che, se intimorita per un contropiede dell'avversario, deve pensarci due volte a fischiare, se la palla è in possesso di un giocatore nero.
Per cui d'ora in poi tutti tesi, ad aspettare che la palla venga passata ad uno bianco, per poter tornare a fischiare.
per buona pace dei telecronisti e di tutto il mondo perbenista marcio.