Reja traccia la via: "Prestazioni e personalità ci sono, Lazio ti manca solo il risultato... C'è voglia di migliorarsi"
01.10.2011 15:39 di Giorgia Baldinacci articolo letto 924 volte
Fonte: Giorgia Baldinacci -
Lalaziosiamonoi.it"Sulle prestazioni e sull'intensità di questa Lazio non posso dire nulla, siamo alla ricerca del risultato", è questa la lucida e sintetica disamina di Edy Reja sul momento dei biancocelesti. E' soddisfatto il mister della personalità e delle qualità dei suoi uomini, quello che sembra mancare – al di là di una vittoria che ridarebbe morale ad un ambiente intero – è quel salto di qualità che passa attraverso una più attenta fase difensiva ed un attacco maggiormente cinico e concreto; proprio quelle lacune che sono mancate non solo contro il Palermo, ma soprattutto nel tempio chiassoso dello Sporting Lisbona dove le eccessive disattenzioni del reparto difensivo e le incredibili occasioni sprecate sottoporta sono state il mix fatale di una pesante sconfitta. Le certezze Reja le tiene strette in pugno, un gruppo unito e tanta qualità, ora serve il bisogno e la voglia di migliorarsi per conquistare punti preziosi in Europa League ed in campionato, a partire dalla delicata sfida di domenica al Franchi contro la Fiorentina: "Siamo alla ricerca del risultato, per le prestazioni e l'intensità non posso dire nulla ai ragazzi. Ma qualcosa sicuramente bisogna correggere, è necessaria più lucidità in fase conclusiva e attenzione in quella difensiva", chiosa il tecnico biancoceleste in conferenza stampa. La mente torna allora all'amaro insuccesso contro i portoghesi, dove i limiti di questa Lazio ancora in rodaggio sono apparsi in tutta la loro lucidità: "Contro lo Sporting abbiamo fatto una buona prestazione e abbiamo dimostrato personalità come del resto in altre partite. Certo non sono soddisfatto del risultato, dobbiamo chiudere le partite e resta il rammarico perché abbiamo avuto diverse opportunità e non siamo riusciti a concluderle. Però – prosegue Reja – siamo alla ricerca di miglioramenti, abbiamo un gruppo saldo e buone qualità, c'è voglia di fare bene e migliorarsi". Ma tutte le buone intenzioni non possono cancellare l'evidenza dei fatti: poca corsa, poca logica nei movimenti e nelle manovre, troppe disattenzioni e un gioco che stenta ancora ad ingranare la marcia giusta; in questa nuova Lazio qualcosa è cambiato rispetto la scorsa stagione, nonostante il plus di interpreti di qualità ed esperienza, e Reja sa bene come interpretare questo calo: "E' cambiato che giochiamo ogni tre giorni, che per necessario turnover cambia spesso la squadra e non è facile trovare l'abitudine a giocare insieme, non abbiamo più come lo scorso anno una settimana per preparare le partite, giochiamo in Coppa il giovedì e i tempi di recupero sono più lunghi – analizza il tecnico biancoceleste – Ma questo è da mettere in preventivo, io devo cercare di fondere bene il gruppo, perché questa squadra ha tutte le corde per andare avanti con questo sistema di gioco. L'idea di un ritiro prolungato tra due trasferte consecutive? Preferisco che i ragazzi si rilassino in un ambiente familiare, anche per scaricare le energie nervose, secondo me è il miglior modo di gestire il post partita quando si tratta di impegni ravvicinati. Ad esempio con la sosta lascerò tre giorni liberi ai ragazzi, ricominceremo ad allenarci il giovedì". Ma la Lazio di questo avvio di stagione inciampa anche nell'ostacolo che non ti aspetti, in un Hernanes fotocopia riuscita male rispetto lo scorso anno; il Profeta non brilla più come nella sua prima stagione in biancoceleste, eccessiva lentezza che rallenta sempre la manovra della squadra, il brasiliano sembra proprio non riuscire più ad entrare nei meccanismi di gioco e nell'amalgama della Lazio. "Ho solo bisogno di giocare di più", aveva confessato dopo la gara all'Olimpico contro il Palermo; Reja non si preoccupa troppo, quel che manca ad Hernanes non è la condizione fisica quanto piuttosto una serenità mentale che riuscirà ad acquisire senza problemi: "Deve giocare più libero mentalmente, perché fisicamente sta meglio di quando è arrivato lo scorso anno. Non sono preoccupato, siamo solo all'inizio e deve solo ritrovarsi. Quest'anno poi si muove da metà campo in avanti come trequartista, ha la possibilità di arrivare al limite dell'area e tirare più spesso e non gli chiedo di rientrare. Ha più libertà quest'anno e meno dispendio di energie, non esiste nessun problema", conclude Reja. C'è da aspettare solo la quadratura di questo cerchio dunque?