Dovevamo vincere due partite col bonus. E lo abbiamo fatto.
Non erano facili, soprattutto la seconda. E lo abbiamo fatto.
Anche in maniera piuttosto agevole. Se Sergio Parisse, l'unico italiano in 100 anni di rugby tricolore che avrebbe potuto, forse, portare la maglietta tutta nera se fosse nato neozelandese, non avesse messo in pausa il cervello e non avesse tentato colpi che neanche, appunto, se giochi accanto McCaw o Carter provi a fare, dopo 20 minuti avevamo fatto il bonus. Un rimbalzo sfortunato (seccede, ma resta un rimbalzo sfortunato) toglie a Benvenuti una meta che avrebbe probabilmente messo in ginocchio gli USA .
Abbiamo aspettato un po di più, non troppo di più. Abbiamo, nel frattempo, anche concesso una gentile meta agli americani riuscendo, in tre ben piegati sulle ginocchia e in ottima e accademica posa, a mancare il placcaggio.
Ma quello dovevamo fare, e quello abbiamo fatto. Il come e il quando, in fondo conta poco. Quello dovevamo fare e quello abbiamo fatto.
Quattro anni fa ci presentammo a St.Etienne con 76 punti presi dalla Nuova Zelanda e due vittorie stentate con Romania e Portogallo, che diciamolo, non valgono né Russia (il Portogallo), né gli Stati Uniti (Romania). Questo, a mio avviso, vale soprattutto per chi confronta Berbizier e Mallet.
Ora andiamo a incontrare l'Irlanda. Lo sapevamo. Aspettiamo da 4 anni, appunto, questa partita.
Sapevamo tutto, che serve l'impresa, che serve l'impresona, che l'Irlanda, presa giocatore per giocatore, compresa la panchina, é più forte di noi.
Ma non sono più, da qualche semestre lo spauracchio che conoscevamo nel 2008/2009. La squadra é invecchiata, le frecce verdi che ci infilzavano regolarmente hanno perso smalto e dinamismo. Compreso Bod (is God). L'ultimo sei nazioni ha visto i verdi imporsi al Flaminio soltanto grazie al piede di O'Gara e a una gestione criminale del nostro ultimo pallone. Poi, a parte la vittoria con l'Australia, gli eredi di Cuchulain hanno infilzato una lunga sequenza di prove opache e sconfitte senza appello.
Se noi siamo preoccupati, mi gioco una pinta di Guinness e una botte in rovere invecchiato di Whiskey che anche loro tanto tranquilli non sono.
Pur avendo vinto contro l'Australia potrebbero, per l'ennesima volta, ritrovarsi fuori dai quarti. Sarebbe un colpo durissimo per il rugby irlandese. Noi, diciamolo, ci siamo abituati.
Dovevamo prendere il bonus, e lo abbiamo preso. Vanificando, in qualche modo, la loro vittoria contro l'Australia.
Comunque chi perde é fuori.