non è stato per niente facile
primo derby non allo stadio da quasi 20 anni, dal raggiungimento dell'età della ragione
primo derby lontano da roma, 10000 e passa km che mi sembravano anni luce
primo derby visto insieme a mia moglie, notoriamente leggermente romanista
promessa prederby: comunque vada niente commenti, niente urla, pena un divorzio lampo
pranzo volante, prestissimo e poi di corsa espn con due invasati a urlare per ogni passaggio riuscito
segna il merdoso, lei zitta, io bestemmio
rigore per noi, lei bestemmia, io pure
segna il profeta, lei bestemmia, io pure, in silenzio
palo di cissè, lei sbuffa, io tiro giù tutte le divinità comprese quelle maya
poi arriva il recupero, l'ultimo minuto, quella sensazione di insoddisfazione, di consapevolezza di non esserci riusciti nonostante un secondo tempo magnifico
quella palla lunga in area, il cross, non ricordo, lo stop del tedesco, il tiro che sembra lentissimo
e un urlo
un fortissimo lunghissimo urlo liberatorio ma interiore, perché le pomesse si mantengono
poi un paio di sms agli amici, la voglia di parlarne con qualcuno, di gioire con altri
una corsa in spiaggia, un tuffo nell'oceano
chissà che cazzo avrà capito l'inserviente messicano di quello che gli ho detto
invidio voi che eravate lì
voi che avevate qualcuno da abbracciare
io ho abbracciato mia moglie, l'ho consolata, ho finto distacco pur sapendo che lei sapeva perfettamente cosa mi ribolliva dentro
sto ancora godendo
grazie ragazzi
grazie miro
e grazie pure a te, edy, per una sera ti sto amando e ti devo delle scuse