Gli immortali film che non siete mai riusciti a vedere fino in fondo.

Aperto da italicbold, 10 Ott 2011, 08:57

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Maremma Laziale

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Satantango, film dell'ungherese Bela Tarr, trasmesso anni e anni fa in una notte Fuori Orario. Lo vidi tutto ma a dosi quotidiane di un'ora circa...ne dura quasi otto. Visto questo, sarete vaccinati su qualsiasi cosa.

Buona visione...fuori orario...uno spezzone...satantango...because the night belongs to lovers, because the night belongs to lust...


cosmo

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Citazione di: Silverado il 10 Ott 2011, 16:07
In fondo la cosa più ovvia, anche se non meno interessante, è constatare la velocità con cui mutano i linguaggi.
Il cinema è un bel paradigma con cui misurare l'audivisivizzazione  :=)) della nostra epoca.
Il cinema vive di forti "consumi", scosso dalle influenze dei videoclip, dei trailer pubblicitari, delle serie tv. E' il linguaggio forse più esposto a un altro mutamento paradigmatico, quello cognitivo, che ormai caratterizza più generazioni: velocità e complessità ormai fanno bruciare tutto più in fretta.
Tra barry lyndon e un film contemporaneo c'è la stessa distanza che c'è tra I Promessi Sposi e un'opera contemporanea.
Non so, scrivo al volo e mi piacerebbero interventi correttivi al mio pensiero.

Non ci sono molti interventi correttivi secondo me: credo che tu abbia colto il bersaglio, e non solo per ciò che riguarda i film.
La capacità di concentrazione e il tempo da dedicare ad un'opera sono diminuiti e quindi profondamente mutati in peggio.
E mi dichiaro colpevole perché non pensavo che mi sarebbe successo. E invece, sì.

Venendo agli immortali e ai must che sfracagnano le balls, io considero BARRY LYNDON il miglior film di Kubrick ma non me lo rivedrei se non sul grande schermo: ebbi la fortuna di vederlo al palazzo delle Esposizioni anni fa e ne rimasi incantato, ma mai e poi mai mi siederei sul divano circondato da distrazioni e ingabbiato in uno schermo piccolo (tutti gli schermi sono piccoli, a parte il cinema) per rivedermelo.
Poi magari domani mi tocca scrivere su Kubrick e me devo fa venì la voglia.

Tra i film indigeribili metterei quelli di Greenaway. Quando vidi Le valigie di tulse Lupere pensavo di stare su scherzi a parte. Ma comunque Greenaway non è un immortale altrimenti si va OT.

Sono indigeribili anche moltissime presunte visionarietà di Wim Wenders che considero un regista bono per quando sei universitario, poi capisci, o almeno questa è la mia idea, che si tratta di un bluff.
Ma Wenders tira.
Quando organizzavo con i miei amici le rassegne cinematografiche al cinema Dei Piccoli, Il cielo sopra Berlino era la carta vincente per riempire la sala (e sì che ce voleva poco visto che è  minuscolo, ma il cinema d'essai non tira, la gente se rompe le palle, sebbene proiettassimo delle vere chicche e IN PELLICOLA).

Fellini è ostico, davvero. Ma non sono riuscito ad annoiarmi ad 8 e 1/2, pur rispettando gli sbadigli di cuchillo.

Io sono uscito da una sala cinematografica solamente due volte in vita mia:
per TERAPIA DI GRUPPO di Robert Altman che pure amo, ma negli anni '80 non sio regolava proprio e per
PAROLA E UTOPIA dell'ultraduecentenario Manoel De Oliveira, ma è pur vero che ero in pieno Festival di venezia e dopo un po' c'è l'effetto saturazione.

Altre volte sarei uscito molto volentieri ma a) non si fa; b) dovevo scrivere una recensione e quindi per correttezza professionale mi inchiodai alla sedia.

Non mi ha mai convinto LE CONSEGUENZE DELL'AMORE, perché non mi piacciono i registi che ostentano l'uso estroso del mezzo  e ripetono ossessivamente l'essenza del film per far vedere quanto sono bravi (un po' come l'Aronofsky del pessimo IL CIGNO NERO); ed ecco che il mio pensiero va a FEMME FATALE di De Palma, che è un po' lo Zico della macchina da presa, ma certe volte mi sembra che si masturbi pensando a se stesso nudo che si masturba.


V.

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titolo: Nel corso del tempo
regista: Wim wenders
Location: Azzurro Scipioni
durata: 176 minuti.
Nonostante una colossale pennica nel mezzo, di quelle plateali, il film non finiva più.
poi è finito. e posso ancora raccontarlo.

genesis

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Cosmo, leggendoti mi hai fatto venire in mente Un film parlato di Manoel de Oliveira. Mamma mia, un vero incubo.

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gruber

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C'e' stato un periodo, diciamo tutti gli anni novanta, in cui riuscivo a vedere di tutto, e ringrazio di aver avuto quel periodo, perche' sono riuscito a vedere cose che voi umani...

Quasi tutto Kurosawa, per esempio, inclusi i film neorealisti del dopoguerra. L'angelo ubriaco, Cane randagio.
Eccezionali. (Kurosawa e' uno dei miei registi preferiti).
Ran. 3 ore. Un capolavoro. Fatecela, e mi ringrazierete.
Anzi, no. Lasciate perde. Che non vi voglio avere sulla coscienza. O non voglio che voi mi abbiate sulla coscienza.

E poi cose ancora piu' pesanti, tipo Kenji Misoguchi (in giapponese coi sottotitoli) o Tarkowskij.

Eppure, ovviamente, alcuni non ce l'ho fatta.

Uno su tutti: Lo specchio, proprio di Tarkowskij
Inizio a vederlo. Ogni 5 minuti cambia scena e compare un nuovo personaggio, diminuendo il grado gia' bassissimo di comprensione a cui ero faticosamente arrivato.
Dopo 40 minuti ho mollato. Nun je se poteva fa'.

Stalker non c'ho manco provato... 4 ore


Diciamo che, oggi come oggi, mi cibo ancora di cinema di tutti i gradi di impegno possibile, ma non sono piu' lo stakanovista di prima.

Quello che mi manca sono le amicizie cinefile. Se, per dire, vai a vedere Broken Flowers di Jarmusch in 5 persone (fatto realmente accaduto) e alla fine del file 3 stanno dormendo profondamente... vuol dire che sei condannato a condividere i tuoi piaceri cinematografici con una "minoranza delle persone"...

cosmo

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Citazione di: gruber il 21 Ott 2011, 15:14

Uno su tutti: Lo specchio, proprio di Tarkowskij
Inizio a vederlo. Ogni 5 minuti cambia scena e compare un nuovo personaggio, diminuendo il grado gia' bassissimo di comprensione a cui ero faticosamente arrivato.
Dopo 40 minuti ho mollato. Nun je se poteva fa'.


Quello che mi manca sono le amicizie cinefile. Se, per dire, vai a vedere Broken Flowers di Jarmusch in 5 persone (fatto realmente accaduto) e alla fine del file 3 stanno dormendo profondamente... vuol dire che sei condannato a condividere i tuoi piaceri cinematografici con una "minoranza delle persone"...

La narrazione americana, anzi allargando il campo direi occidentale, ci ha educato sin da piccoli e continua a forgiarci.
Si è creata un'abitudine alla visione, fatta di ritmo, riconoscibilità dei personaggi (e del genere di riferimento), oltre che un'abitudine al plot segmentato in porzioni prevedibili con tanto di climax prefinale e finale.
Moltissimi registi americani, pur rispettando i ferrei parametri di sceneggiatura e l'invisibilità della regia, sono riusciti ad uscire dalle righe, arricchendo le aree visibili o invisibili del 'corpo' film.
Uno su tutti, Billy Wilder, che ha sempre raccontato un altro film dentro al film principale, in virtù della sua ossessione poetica per la maschera, il travestimento, il non detto.
(che poi, questa cosa deriva dal codice Hays, ma andremmo troppo per le lunghe).
Le opere di altre cinematografie (più si va ad est e più lo si nota), sono invece caratterizzate da una lentezza che per noi è culturalmente spiazzante, ma che in realtà andrebbe intepretata come intensità dello sguardo, e di una visione del mondo che segue altre velocità e si concentra su aspetti inusuali per noi 'forgiati' (che non è un insulto).
Figuriamoci poi quando non ci sono attori famosi o quando non riusciamo neppure a distinguere i personaggi (...aho, sti giapponesi so' tutti uguali, ma qual era il cattivo?...)
Quando fatico a vedere un film mi chiedo se in realtà, io fatichi ad accettare un'imprevedibilità, una follia, una diversità - come se fossi, fossimo, cinematograficamente xenofobi.
Il caso estremo e secondo me scolastico è il cinepanettone.
Il cinepanettone incassa tantissimo perché la maggior parte delle persone che va al cinema una volta l'anno, va a vedere il cinepanettone perché in pratica ritrova al cinema tutto ciò che trova ogni sera dell'anno: cabaret, pubblicità, retorica da fiction, attori televisivi.
Il cinepanettone è la poderosa conferma del potere della televisione.
Il cinepanettone è anche la conferma della pigrizia culturale e cognitiva dello spettatore qualunque, quello che va al cinema per orientarsi (per passare tempo...) mentre il cinema dovrebbe anche disorientare, suggerire squilibri, far vacillare le nostre certezze. Almeno per un paio d'ore.
Tutto questo lo dico nel massimo rispetto del cinema di pure intrattenimento che adoro. Però intendo che ne so, Grosso Guaio a Chinatown (che comunque si presta anche a letture connotative interessanti) e non certo Vacanze a Miami.

Inoltre... se c'è gente che si addormenta a Broken Flowers di Jarmusch, qui chiudiamo baracca e burattini  :).
Voglio dire, è un 'on the road' pieno di star non un panegirico sperimentale e ipnotico.
Però è un'indicazione della direzione che sta prendendo il gusto del pubblico, che purtroppo è quella del vicolo cieco, o peggio ancora del conforto.
Ma se il cinema dà solo conforto, che cinema è?

V.

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gruber, quando vuoi....
tra l'altro ti segnalo che sulle bancarelle a porta portese è pieno di dvd kurosawa, tutti. anche i neorealisti, quelli poco conosciuti in italia.
tarkowsky mai visto e mai lo vedrò ma bisognava dire di sì per rimorchiare.


le stagioni di cinefilia sono servite anche a me, completo autodidatta, a vedere più roba possibile.
ora evito le sòle come la peste. ma non perché da cinefilo ne abbia prese chissà quante. al contrario.
non credo però che il contrario di "cinefilo" sia "cinepanettone"

a me non interessa dove vanno i soldi o dove va la gente. ma dove va lo sguardo.
almeno sul cinema e nel cinema cerco di non avere pregiudizi. come sul sesso.

ho visto a natale l'innocuo checcozalone. stavo lì, nè arrabbiato nè snob nè indignato.
stavo semplicemente seduto e guardavo un'ideale orologio pensando a quanti altri appuntamenti mi stavo perdendo altrove. ma non è zalone che mi impedisce di stare fuori.

questo mi resta oggi dell'idea di cinema: cerco piccoli gioielli su maxi schermo, tipo documentari alla man on wire. o vado a vedere se funzionano ancora le grandi produzioni. Avatar però non mi dice nulla. cinque ore a Call of duty sì, quello è grande cinema.

vince la tv. che tutti avevano data per morta.






gruber

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Citazione di: cosmo il 21 Ott 2011, 18:09
La narrazione americana, anzi allargando il campo direi occidentale, ci ha educato sin da piccoli e continua a forgiarci.
Si è creata un'abitudine alla visione, fatta di ritmo, riconoscibilità dei personaggi (e del genere di riferimento), oltre che un'abitudine al plot segmentato in porzioni prevedibili con tanto di climax prefinale e finale.
La colonizzazione cinematografica americana e' cosi' forte che impedisce alla maggioranza degli italiani, non solo di "digerire" il cinema russo o giapponese, o anche francese o inglese, ma anche lo stesso cinema italiano.

In molti casi, lo sforzo richiesto per "digerire" un film impegnativo, viene ampiamente ripagato dal piacere che ne deriva. In alcuni casi, purtroppo, non succede. Tree of life, per esempio.

Ma, dopo tutte 'ste chiacchiere, tu, Lo specchio, l'hai visto?  :)

V., a proposito di Kurosawa, e' vero, avevo notato. Dovro' provvedere, prima o poi.
E concordo su Avatar. 'na storiella trita e ritrita con mille tonnellate di tecnologia.

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cosmo

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Citazione di: gruber il 24 Ott 2011, 11:13

Ma, dopo tutte 'ste chiacchiere, tu, Lo specchio, l'hai visto?  :)


io? e che so' matto??  :)

Sta lì, in un angoletto dello scaffale...  prima o poi...


vaz

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Citazione di: V. il 22 Ott 2011, 02:29
tarkowsky mai visto e mai lo vedrò ma bisognava dire di sì per rimorchiare.

bisogna, pure oggi..in certi ambiente radical ti si buttano letteralmente ai piedi
poi ho visto stalker...mamma mia

gruber

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Le avessi incontrate io negli anni novanta, ste donne di cui parlate, avrei fatto sfracelli...

... forse.

Quelle che conoscevo io erano piu' sul genere "Tar... che? Kuro... che?"

AguilaRoja

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Citazione di: nonnullo il 10 Ott 2011, 16:37
tarkovskij, in particolare stalker,

Credo sia record: tre giorni fa, saranno state le 5 di pomeriggio, metto su il film e comincio a vederlo.
Credo di essermi addormentato intorno al terzo minuto, ovviamente quando ancora nessun attore aveva spiccicato parola.

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anderz

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FuoriPorta

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Non so se è già stato detto(non mi sono letto tutte e sei le pagine)e non so quanto possa considerarsi immortale(ma nel suo genere credo proprio lo sia) comunque(e qui partiranno gli insulti) ho provato un tre quattro volto a vedere frankenstein junior, ma ogni volta dopo un a mezz'ora, niente, me so addormentato come un pupo.

RobertoK

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Citazione di: FuoriPorta il 12 Apr 2014, 20:29
Non so se è già stato detto(non mi sono letto tutte e sei le pagine)e non so quanto possa considerarsi immortale(ma nel suo genere credo proprio lo sia) comunque(e qui partiranno gli insulti) ho provato un tre quattro volto a vedere frankenstein junior, ma ogni volta dopo un a mezz'ora, niente, me so addormentato come un pupo.

:ignore:

Sonni Boi

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Mo Cuchillo me mena, ma me sto a guardà Amarcord e c'ho i cog.lioni che spazzolano il parquet

Omar65

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Citazione di: FuoriPorta il 12 Apr 2014, 20:29
Non so se è già stato detto(non mi sono letto tutte e sei le pagine)e non so quanto possa considerarsi immortale(ma nel suo genere credo proprio lo sia) comunque(e qui partiranno gli insulti) ho provato un tre quattro volto a vedere frankenstein junior, ma ogni volta dopo un a mezz'ora, niente, me so addormentato come un pupo.

Da addormentarsi addirittura no, ma anche io penso sia un film estremamente sopravvalutato.
Ti aiuto, un po' di insulti me li prendo pure io...
:)

syrinx

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Io mi sono addormentato due volte vedendo pulp fiction...

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Cialtron_Heston

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Citazione di: FuoriPorta il 12 Apr 2014, 20:29
Non so se è già stato detto(non mi sono letto tutte e sei le pagine)e non so quanto possa considerarsi immortale(ma nel suo genere credo proprio lo sia) comunque(e qui partiranno gli insulti) ho provato un tre quattro volto a vedere frankenstein junior, ma ogni volta dopo un a mezz'ora, niente, me so addormentato come un pupo.

Vale anche per me :pp

Yanez_de_Gomera

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"Francisca" di Manuel de Oliveira. L'unica volta in vita mia che sono uscito dal cinema a metà film. Che poi in quel periodo ero pure allenato a certi mattoncini. Mi ricordo che allora ho pensato che forse il film era così lento perché il regista era molto anziano. Pensare che adesso ha 104 anni e pare stia facendo un altro film...   

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