Quella che resta trascinando i giorni fino a sera, tra un miliardo di informazioni, nozioni, associazioni, disquisizioni colte e dispute dottrinali. Migliaia di parole scritte e cancellate, riscritte e vomitate, ripensate e strappate. Parole che sai già ricorderai vagamente, perché la memoria è un contenitore limitato e perché, talvolta, ti accorgi che non te ne frega veramente più un cazzo di chi abbia detto cosa e perché. Intanto, nelle pause, ti guardi intorno per capire cosa succeda, per stabilire un contatto con il mondo e vedi foto di facce insanguinate sbattute in prima pagina, l'immancabile droga dei corpi femminili nudi appena accanto, titoli sparati a cazzo che sembrano la pessima traduzione di film esteri, e invece realizzi allibita che sono concepiti in Italiano per lo straordinario pubblico degli Italiani d'Italia. Concepiti per fuorviare, per colpire, per catturare quel po' di attenzione che resta tra un orgasmo delirante di informazioni e un altro, tra le rotture di cazzo del lavoro, dei datori, dei committenti, delle poste, di un girotondo di bollette e tasse, di cinghie tirate al dodicesimo buco per arrivare a concludere un mese decorosamente, di traffico e indicibili sfracagnamenti di palle. E ti accorgi che hai imparato a odiare tutto: chi opprime con la politica e chi opprime con le foto, come fosse naturale. Tutto è claustrofobia e vorresti solo portare le tue chiappe a San Miguel, un'isola che è circondata da mare e oceano e che registra mareggiate che terrorizzerebbero perfino Chuck Norris. In fin dei conti, è meglio affogare nell'acqua che nella merda.
Ripensi alla pornogastronomia della morte servita anche fuori pasto. Tutti i santi giorni. Dacci oggi la nostra bara quotidiana. Una bara però incorniciata a dovere dalla "vita", da altre immagini che ritraggono una parte anatomica che è anche tua e vederla sbattuta e divaricata nell'emulazione di una visita ginecologica, ti fa a dir poco girare le palle, perché è un concetto che hai sempre combattuto. Ma è una battaglia persa, perché un po' di sana fica non si nega mai a nessuno. La vagina è l'organo vero della democrazia: libero accesso per tutti i cittadini. Diritto di voto, diritto di critica, diritto di sputo, diritto di manifestazioni violente e di vandalismo. Eppure ti ci stanno facendo abituare per sfinimento. Anche a te, proprio a te. Nella ricognizione completa della fogna in cui sei immersa, però, accade sempre qualcosa di imprevisto. Che qualcuno ti chiami per dirti che gli manchi. Che qualcun altro ti venga a scovare fino a casa perché non accetta che tu non abbia voglia di parlare, poiché con gli amici si parla, anche se non vorresti. E che qualcun altro ancora ti dedichi una canzone che non avevi mai ascoltato e che a sentirla fa paura. Perché ti rompe i timpani, ma il testo è bellissimo. Così, mentre ancora stai nuotando nel guano di un quotidiano fetido e stantio, ti rendi conto che la voglia di vivere ti resta appiccicata addosso come una seconda, terza e quarta pelle. E che, malgrado tutto, non sei ancora così stanca da inabissare la tua bandiera. O da issare quella bianca. O almeno, ci speri.
Però, minchia, che palle. Che voglia di scappare e di tornare a respirare solo l'aria.
Scusate, ma era molto tempo che non aprivo topic su Friends in aperto dissenso con l'Universo. Non sia mai detto che non vi spacchi le palle per così tanto tempo.