La voglia di vivere

Aperto da Fiammetta, 20 Ott 2011, 18:55

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Fiammetta

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Quella che resta trascinando i giorni fino a sera, tra un miliardo di informazioni, nozioni, associazioni, disquisizioni colte e dispute dottrinali. Migliaia di parole scritte e cancellate, riscritte e vomitate, ripensate e strappate. Parole che sai già ricorderai vagamente, perché la memoria è un contenitore limitato e perché, talvolta, ti accorgi che non te ne frega veramente più un cazzo di chi abbia detto cosa e perché. Intanto, nelle pause, ti guardi intorno per capire cosa succeda, per stabilire un contatto con il mondo e vedi foto di facce insanguinate sbattute in prima pagina, l'immancabile droga dei corpi femminili nudi appena accanto, titoli sparati a cazzo che sembrano la pessima traduzione di film esteri, e invece realizzi allibita che sono concepiti in Italiano per lo straordinario pubblico degli Italiani d'Italia. Concepiti per fuorviare, per colpire, per catturare quel po' di attenzione che resta tra un orgasmo delirante di informazioni e un altro, tra le rotture di cazzo del lavoro, dei datori, dei committenti, delle poste, di un girotondo di bollette e tasse, di cinghie tirate al dodicesimo buco per arrivare a concludere un mese decorosamente, di traffico e indicibili sfracagnamenti di palle. E ti accorgi che hai imparato a odiare tutto: chi opprime con  la politica e chi opprime con le foto, come fosse naturale. Tutto è claustrofobia e vorresti solo portare le tue chiappe a San Miguel, un'isola che è circondata da mare e oceano e che registra mareggiate che terrorizzerebbero perfino Chuck Norris. In fin dei conti, è meglio affogare nell'acqua che nella merda.
Ripensi alla pornogastronomia della morte servita anche fuori pasto. Tutti i santi giorni. Dacci oggi la nostra bara quotidiana. Una bara però incorniciata a dovere dalla "vita", da altre immagini che ritraggono una parte anatomica che è anche tua e vederla sbattuta e divaricata nell'emulazione di una visita ginecologica, ti fa a dir poco girare le palle, perché è un concetto che hai sempre combattuto. Ma è una battaglia persa, perché un po' di sana fica non si nega mai a nessuno. La vagina è l'organo vero della democrazia: libero accesso per tutti i cittadini. Diritto di voto, diritto di critica, diritto di sputo, diritto di manifestazioni violente e di vandalismo. Eppure ti ci stanno facendo abituare per sfinimento. Anche a te, proprio a te. Nella ricognizione completa della fogna in cui sei immersa, però, accade sempre qualcosa di imprevisto. Che qualcuno ti chiami per dirti che gli manchi. Che qualcun altro ti venga a scovare fino a casa perché non accetta che tu non abbia voglia di parlare, poiché con gli amici si parla, anche se non vorresti. E che qualcun altro ancora ti dedichi una canzone che non avevi mai ascoltato e che a sentirla fa paura. Perché ti rompe i timpani, ma il testo è bellissimo. Così, mentre ancora stai nuotando nel guano di un quotidiano fetido e stantio, ti rendi conto che la voglia di vivere ti resta appiccicata addosso come una seconda, terza e quarta pelle. E che, malgrado tutto, non sei ancora così stanca da inabissare la tua bandiera. O da issare quella bianca. O almeno, ci speri.
Però, minchia, che palle. Che voglia di scappare e di tornare a respirare solo l'aria.

Scusate, ma era molto tempo che non aprivo topic su Friends in aperto dissenso con l'Universo. Non sia mai detto che non vi spacchi le palle per così tanto tempo. :P

Scialoja

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Mi ritrovo molto nelle tue parole...

AguilaRoja

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Citazione di: Fiammetta il 20 Ott 2011, 18:55
Quella che resta trascinando i giorni fino a sera, tra un miliardo di informazioni, nozioni, associazioni, disquisizioni colte e dispute dottrinali. Migliaia di parole scritte e cancellate, riscritte e vomitate, ripensate e strappate. Parole che sai già ricorderai vagamente, perché la memoria è un contenitore limitato e perché, talvolta, ti accorgi che non te ne frega veramente più un cazzo di chi abbia detto cosa e perché. Intanto, nelle pause, ti guardi intorno per capire cosa succeda, per stabilire un contatto con il mondo e vedi foto di facce insanguinate sbattute in prima pagina, l'immancabile droga dei corpi femminili nudi appena accanto, titoli sparati a cazzo che sembrano la pessima traduzione di film esteri, e invece realizzi allibita che sono concepiti in Italiano per lo straordinario pubblico degli Italiani d'Italia. Concepiti per fuorviare, per colpire, per catturare quel po' di attenzione che resta tra un orgasmo delirante di informazioni e un altro, tra le rotture di cazzo del lavoro, dei datori, dei committenti, delle poste, di un girotondo di bollette e tasse, di cinghie tirate al dodicesimo buco per arrivare a concludere un mese decorosamente, di traffico e indicibili sfracagnamenti di palle. E ti accorgi che hai imparato a odiare tutto: chi opprime con  la politica e chi opprime con le foto, come fosse naturale. Tutto è claustrofobia e vorresti solo portare le tue chiappe a San Miguel, un'isola che è circondata da mare e oceano e che registra mareggiate che terrorizzerebbero perfino Chuck Norris. In fin dei conti, è meglio affogare nell'acqua che nella merda.
Ripensi alla pornogastronomia della morte servita anche fuori pasto. Tutti i santi giorni. Dacci oggi la nostra bara quotidiana. Una bara però incorniciata a dovere dalla "vita", da altre immagini che ritraggono una parte anatomica che è anche tua e vederla sbattuta e divaricata nell'emulazione di una visita ginecologica, ti fa a dir poco girare le palle, perché è un concetto che hai sempre combattuto. Ma è una battaglia persa, perché un po' di sana fica non si nega mai a nessuno. La vagina è l'organo vero della democrazia: libero accesso per tutti i cittadini. Diritto di voto, diritto di critica, diritto di sputo, diritto di manifestazioni violente e di vandalismo. Eppure ti ci stanno facendo abituare per sfinimento. Anche a te, proprio a te. Nella ricognizione completa della fogna in cui sei immersa, però, accade sempre qualcosa di imprevisto. Che qualcuno ti chiami per dirti che gli manchi. Che qualcun altro ti venga a scovare fino a casa perché non accetta che tu non abbia voglia di parlare, poiché con gli amici si parla, anche se non vorresti. E che qualcun altro ancora ti dedichi una canzone che non avevi mai ascoltato e che a sentirla fa paura. Perché ti rompe i timpani, ma il testo è bellissimo. Così, mentre ancora stai nuotando nel guano di un quotidiano fetido e stantio, ti rendi conto che la voglia di vivere ti resta appiccicata addosso come una seconda, terza e quarta pelle. E che, malgrado tutto, non sei ancora così stanca da inabissare la tua bandiera. O da issare quella bianca. O almeno, ci speri.
Però, minchia, che palle. Che voglia di scappare e di tornare a respirare solo l'aria.

Scusate, ma era molto tempo che non aprivo topic su Friends in aperto dissenso con l'Universo. Non sia mai detto che non vi spacchi le palle per così tanto tempo. :P

Terè, io ho un metodo squallidamente infallibile per affrontare questo tipo di pensieri.
Immagino Roma vista dall'alto, poi l'Italia e quindi il Mondo.
Alla fine, allargo ancora lo zoom e il pianeta si perde nel nero dello Spazio.
Siamo poco o niente, molto poco e ancora più niente.
Siamo formiche, mosse dall'istinto, dalla chimica e da qualche scintilla di elettricità.
All'anima e alla volontà di potenza comincerò a credere fra qualche decennio.
Mi consolo così, dando la giusta importanza (cioè zero) a ogni tipo di struttura mentale che 'sto bodybuilder che è il mio cervello prova a costruire.
Funziona, la maggior parte delle volte.
Altre, mi angoscia.
Ma è un buon prezzo da pagare.
Soprattutto se confrontato con la domanda d'iscrizione ai terroristi.

Tibbacio, ma questo lo sai!

Fiammetta

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Citazione di: Scialoja il 20 Ott 2011, 23:34
Mi ritrovo molto nelle tue parole...
Ahia. :DD 
(comunque ti sto monitorando: ho letto che la Lazio ti ha scosso. Fossi in te, a questo punto, ripasserei tutti i derby vincenti. Magari avrai la carica giusta per far cadere la Bastiglia  ;)))

Citazione di: AguilaRoja il 21 Ott 2011, 11:41
Terè, io ho un metodo squallidamente infallibile per affrontare questo tipo di pensieri.
Immagino Roma vista dall'alto, poi l'Italia e quindi il Mondo.
Alla fine, allargo ancora lo zoom e il pianeta si perde nel nero dello Spazio.
Siamo poco o niente, molto poco e ancora più niente.
Siamo formiche, mosse dall'istinto, dalla chimica e da qualche scintilla di elettricità.
All'anima e alla volontà di potenza comincerò a credere fra qualche decennio.
Mi consolo così, dando la giusta importanza (cioè zero) a ogni tipo di struttura mentale che 'sto bodybuilder che è il mio cervello prova a costruire.
Funziona, la maggior parte delle volte.
Altre, mi angoscia.
Ma è un buon prezzo da pagare.
Soprattutto se confrontato con la domanda d'iscrizione ai terroristi.

Tibbacio, ma questo lo sai!

Ma no che non ci crederai. Almeno non del tutto. Nemmeno io riesco a credere fino in fondo a qualcosa che non sia umano, altrimenti avrei preso la via dell'ascesi. Invece sono solo una donna.
Ho smesso di guardare dall'alto. Non si può, se non quando devi dissociarti da qualcosa di assolutamente insostenibile. Ma come pratica quotidiana te la sconsiglio, perché fa ammalare.
Amo la vita, ma la mia vita, da più di qualche anno, mi sta incredibilmente sulle palle.
Ogni volta che sono partita da sola non mi sono mai sentita una formica. Tra l'altro, io adoro le formiche.
La vita è anche straordinaria, Fra'. Dipende dal tuo punto di osservazione. Ecco, il mio fa pena. Però riesco anche ad essere consapevole che ne esistono altri. Lo so. Mi è successo. Spero solo che mi ricapiti a breve, perché ho le palle frammentate.
Ricambio il bacio. :))


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FatDanny

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Citazione di: Fiammetta il 20 Ott 2011, 18:55
Quella che resta trascinando i giorni fino a sera, tra un miliardo di informazioni, nozioni, associazioni, disquisizioni colte e dispute dottrinali. Migliaia di parole scritte e cancellate, riscritte e vomitate, ripensate e strappate. Parole che sai già ricorderai vagamente, perché la memoria è un contenitore limitato e perché, talvolta, ti accorgi che non te ne frega veramente più un cazzo di chi abbia detto cosa e perché. Intanto, nelle pause, ti guardi intorno per capire cosa succeda, per stabilire un contatto con il mondo e vedi foto di facce insanguinate sbattute in prima pagina, l'immancabile droga dei corpi femminili nudi appena accanto, titoli sparati a cazzo che sembrano la pessima traduzione di film esteri, e invece realizzi allibita che sono concepiti in Italiano per lo straordinario pubblico degli Italiani d'Italia. Concepiti per fuorviare, per colpire, per catturare quel po' di attenzione che resta tra un orgasmo delirante di informazioni e un altro, tra le rotture di cazzo del lavoro, dei datori, dei committenti, delle poste, di un girotondo di bollette e tasse, di cinghie tirate al dodicesimo buco per arrivare a concludere un mese decorosamente, di traffico e indicibili sfracagnamenti di palle. E ti accorgi che hai imparato a odiare tutto: chi opprime con  la politica e chi opprime con le foto, come fosse naturale. Tutto è claustrofobia e vorresti solo portare le tue chiappe a San Miguel, un'isola che è circondata da mare e oceano e che registra mareggiate che terrorizzerebbero perfino Chuck Norris. In fin dei conti, è meglio affogare nell'acqua che nella merda.
Ripensi alla pornogastronomia della morte servita anche fuori pasto. Tutti i santi giorni. Dacci oggi la nostra bara quotidiana. Una bara però incorniciata a dovere dalla "vita", da altre immagini che ritraggono una parte anatomica che è anche tua e vederla sbattuta e divaricata nell'emulazione di una visita ginecologica, ti fa a dir poco girare le palle, perché è un concetto che hai sempre combattuto. Ma è una battaglia persa, perché un po' di sana fica non si nega mai a nessuno. La vagina è l'organo vero della democrazia: libero accesso per tutti i cittadini. Diritto di voto, diritto di critica, diritto di sputo, diritto di manifestazioni violente e di vandalismo. Eppure ti ci stanno facendo abituare per sfinimento. Anche a te, proprio a te. Nella ricognizione completa della fogna in cui sei immersa, però, accade sempre qualcosa di imprevisto. Che qualcuno ti chiami per dirti che gli manchi. Che qualcun altro ti venga a scovare fino a casa perché non accetta che tu non abbia voglia di parlare, poiché con gli amici si parla, anche se non vorresti. E che qualcun altro ancora ti dedichi una canzone che non avevi mai ascoltato e che a sentirla fa paura. Perché ti rompe i timpani, ma il testo è bellissimo. Così, mentre ancora stai nuotando nel guano di un quotidiano fetido e stantio, ti rendi conto che la voglia di vivere ti resta appiccicata addosso come una seconda, terza e quarta pelle. E che, malgrado tutto, non sei ancora così stanca da inabissare la tua bandiera. O da issare quella bianca. O almeno, ci speri.
Però, minchia, che palle. Che voglia di scappare e di tornare a respirare solo l'aria.

Scusate, ma era molto tempo che non aprivo topic su Friends in aperto dissenso con l'Universo. Non sia mai detto che non vi spacchi le palle per così tanto tempo. :P

Ogni tanto tocca fermarsi. Un lungo respiro. Chiudere gli occhi. E provare a guardare cosa c'è oltre quella pubblicità culi&tette, si oltre il traffico, oltre le tasse, le bollette...


Kim Gordon

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Citazione di: Fiammetta il 21 Ott 2011, 15:38
La vita è anche straordinaria, Fra'. Dipende dal tuo punto di osservazione. Ecco, il mio fa pena.

la vita è straordinaria mi sà di calla.
così ad una prima occhiata direi che solo l'essere umano nella sua infinita fragilità e presunzione può credere che la vita sia straordinaria.
in Realtà, mi sembra che la Vita sia una grandissima Banalità, affatto straordinaria, comune a molti e Irrilevante ai Più.
ma forse sono solo un pochetto depresso.
se fosse Vero (interrogherò gli Ottimisti in materia, che mi diranno inevitabilmente che é Vero..) mi sento  molto vicino a te, o meglio, al Tuo punto di Osservazione.
Non sò se sia proprio il Tuo che ogni tanto prendo in Prestito, a interessi modici, oppure un altro.
Ad ogni modo fa Pena anch'esso. Anche Lui, Il Mio.
un Saluto

p.s. fatdanny, se uno stà così così e se sente Einaudi, s'empicca. ;)

fede75

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Citazione di: Fiammetta il 20 Ott 2011, 18:55
Però, minchia, che palle. Che voglia di scappare e di tornare a respirare solo l'aria.

arkham

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Il mio punto di osservazione sulla vita ultimamente mi fa abbastanza vomitare.
Anzi peggio, mi fa venire voglia di vomitare, ma poi non succede, così non ho nemmeno la consolazione di essermi "liberato".
Però penso a quanti stanno obiettivamente peggio, tanto peggio, per un miliardo di motivi.
Non penso solo ai soliti poverelli del terzo mondo, ma anche chi affronta problemi quotidiani che io non riesco neanche a concepire di poter affrontare.
Una disabilità, ad esempio. Come la affronterei io che vedo tristemente la prospettiva di perdere i capelli?
Sono queste riflessioni qui che dovrebbero farmi sentire meglio.
Invece non lo fanno. Sarà che sono egoista, malgrado mi sforzi di non esserlo. Così alla voglia di vomitare si aggiunge il senso di colpa di non averne il diritto.
E intanto niente va come mi piacerebbe che andasse, nè per me nè per gli altri.
E mi consumo nello sforzo di dare ordine al caos che mi circonda.
E non mi dite che dovrei accettarlo, che il bello è proprio il caos, perchè è una banalità che non sono in grado di sopportare. Accettare che le cose vadano di merda è troppo difficile, troppo faticoso.
Forse se le cose andassero bene a me, sarebbe più facile ignorare il guano intorno, non lo so.
Con egoismo vorrei che le cose mi andassero bene, ma poi me ne servirebbe ancora parecchio per non notare quello che non va.
La vita è un casino, altro che cazzi.

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fede75

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* 6.662
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che poi mettici che sei appena tornata da berlino, per la seconda volta in quest'anno..
impossibile che non ti prenda ancora più male.. ma veramente tanto



Kim Gordon

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perchè!?
che c'ha che non và berlino?!











:=))

Tarallo

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Citazione di: arkham il 24 Ott 2011, 10:29
Il mio punto di osservazione sulla vita ultimamente mi fa abbastanza vomitare.
Anzi peggio, mi fa venire voglia di vomitare, ma poi non succede, così non ho nemmeno la consolazione di essermi "liberato".
Però penso a quanti stanno obiettivamente peggio, tanto peggio, per un miliardo di motivi.
Non penso solo ai soliti poverelli del terzo mondo, ma anche chi affronta problemi quotidiani che io non riesco neanche a concepire di poter affrontare.
Una disabilità, ad esempio. Come la affronterei io che vedo tristemente la prospettiva di perdere i capelli?
Sono queste riflessioni qui che dovrebbero farmi sentire meglio.
Invece non lo fanno. Sarà che sono egoista, malgrado mi sforzi di non esserlo. Così alla voglia di vomitare si aggiunge il senso di colpa di non averne il diritto.
E intanto niente va come mi piacerebbe che andasse, nè per me nè per gli altri.
E mi consumo nello sforzo di dare ordine al caos che mi circonda.
E non mi dite che dovrei accettarlo, che il bello è proprio il caos, perchè è una banalità che non sono in grado di sopportare. Accettare che le cose vadano di merda è troppo difficile, troppo faticoso.
Forse se le cose andassero bene a me, sarebbe più facile ignorare il guano intorno, non lo so.
Con egoismo vorrei che le cose mi andassero bene, ma poi me ne servirebbe ancora parecchio per non notare quello che non va.
La vita è un casino, altro che cazzi.

Piuttosto che riferirmi a Fiammmetta, alla quale sembra non andar bene un cazzo* (letteralmente, vista la parte sulla fica :DD ) prendo il tuo di post.
Mi sembra, se capisco bene, che tu non abbia poi grandi tragedie di cui lamentarti. E sembra anche che molti fra quelli che invece le hanno trovino energie, gioie, spunti positivi in posti dove a "noi" non verrebbe nemmeno in mente di guardare. Credo che questo quadro riassuma la situazione del 90% degli scazzati fra noi (me incluso); dei "disadattati" del presente.
Ecco, a me rode il culo da morire per un paio di cose della mia vita che non vanno. Nei limiti del possibile, dobbiamo impossessarcene, e io di una sto cercando di impossessarmi. Ci vorra' tempo, ma in questo caso il destino e' nelle mie mani, e me ne assumo la responsabilita'. Devo poterlo cambiare, altrimenti davanti all'handicappato che prende il tram o il cieco che gira per Roma, come dici tu, che pezzo di cacca sono? Io ho un cugino che e' diventato cieco a 18 anni, e da li' ha preso e e' diventato una storia professionale e personale di successo. Ecco, vojo di'.
Riappropriamoci di questa vita, cazzo, e agiamo, invece di guardarla.
Non lo dico da un pulpito, perche' sul mio secondo problema per ora non ho idea di cosa fare. Sto nella cacchina come voi. Ma se non le cambiamo noi, le cose, ma chi ce le cambia?
Per finire, le piccole gioie aiutano a superare i grandi giramenti di culo. Coltivatele in quelle cose che SAPETE vi stanno andando bene, o che vi vanno bene. In quella musica che vi piace, nel sorriso dei vostri figli. La Lazio, cazzo. Coltivatele vuol dire fate lo sforzo e investitevi tempo e denaro. Sara' tempo e denaro sottaratto ai rodimenti di culo.

*Fiamme', l'hai detto tu. La speranziella e' li', in quelle cose. L'amico che vuole parlare, la musica che non ti aspetti. Ma il resto fa cagare, io sono d'accordo con Kim. La vita e' una cagata, e tutti i momenti belli sono per questo molto piu' spettacolari. Sta a noi moltiplicarli contro il volere del Regista.

PhilWoods

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* 2.162
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Fiamma, come ti capisco.

Per quello che può servire ieri sera ho visto questo delizioso -ma tanto- film, dal titolo italiano "5 giorni fuori".

Vedilo e fammi sapere, dentro ci sono alcuni dei principali valori per cui io mi ostino a resistere: aiutare i più deboli e coltivare passioni inutili. :DD


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FatDanny

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Citazione di: Kim Gordon il 24 Ott 2011, 09:49
la vita è straordinaria mi sà di calla.
così ad una prima occhiata direi che solo l'essere umano nella sua infinita fragilità e presunzione può credere che la vita sia straordinaria.
in Realtà, mi sembra che la Vita sia una grandissima Banalità, affatto straordinaria, comune a molti e Irrilevante ai Più.
ma forse sono solo un pochetto depresso.
se fosse Vero (interrogherò gli Ottimisti in materia, che mi diranno inevitabilmente che é Vero..) mi sento  molto vicino a te, o meglio, al Tuo punto di Osservazione.
Non sò se sia proprio il Tuo che ogni tanto prendo in Prestito, a interessi modici, oppure un altro.
Ad ogni modo fa Pena anch'esso. Anche Lui, Il Mio.
un Saluto

p.s. fatdanny, se uno stà così così e se sente Einaudi, s'empicca. ;)

Non sono d'accordo. Spesso della vita, o meglio di QUESTA vita, non riusciamo a digerire i suoi ritmi assurdi, la sua frenesia, il suo stress. Il lavoro, il traffico, la pubblicità, le continue richieste di chi ti sta attorno
" ...tra le rotture di cazzo del lavoro, dei datori, dei committenti, delle poste, di un girotondo di bollette e tasse, di cinghie tirate al dodicesimo buco per arrivare a concludere un mese decorosamente, di traffico e indicibili sfracagnamenti di palle. E ti accorgi che hai imparato a odiare tutto: chi opprime con  la politica e chi opprime con le foto, come fosse naturale. Tutto è claustrofobia...".
E in questa situazione si rischia di pretendere da se stess* una risposta uguale e contraria: una reazione immediata, una botta di adrenalina che rovesci il quadro, che permetta lo scatto in avanti.
Alla fine diventa un altro modo per allinearsi alla velocità di questo mondo assurdo.

E invece no. Tocca tornare a pretendere il diritto al proprio tempo, ad un contro-ritmo che non venga imposto dal quotidiano, che si erge a dittatura. Il diritto a fermarsi.
Il diritto di chiudere gli occhi senza l'ansia della prossima sollecitazione.
Per questo Einaudi. Davanti a tutto quello che mette in dubbio la bellezza della vita io non provo a trovare il lato positivo di QUESTA. Provo a bloccarla per un istante e intravederne le verità nascoste.

Sulla sua eccezionalità: potremmo star qui a discuterne per ore, sottolineandone i suoi aspetti scientificamente banali o filosoficamente eccezionali.
Io mi limito a fare una citazione, che va colta soprattutto nel metodo, più che nel suo stretto merito:

"Quali che siano le circostanze della mia morte, io morirò con la incrollabile fede nel futuro comunista. Questa fede nell'uomo e nel suo futuro mi dà, persino ora, una tale forza di resistenza che nessuna religione potrebbe mai darmi... Posso vedere la verde striscia di erba oltre la finestra ed il cielo limpido azzurro oltre il muro, e la luce del sole dappertutto. La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla di ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore." (L.Trotzky)

Tarallo

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Citazione di: FatDanny il 24 Ott 2011, 12:17
"Quali che siano le circostanze della mia morte, io morirò con la incrollabile fede nel futuro comunista. Questa fede nell'uomo e nel suo futuro mi dà, persino ora, una tale forza di resistenza che nessuna religione potrebbe mai darmi... Posso vedere la verde striscia di erba oltre la finestra ed il cielo limpido azzurro oltre il muro, e la luce del sole dappertutto. La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla di ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore." (L.Trotzky)

Il problema e' proprio li': questo l'avra' detto un centinaio di anni fa, more or less.
Quanto cazzo dovemo aspetta'?

Ma tu parlavi del metodo, e non del merito.
Se il metodo fosse cosi' facile la depressione non colpirebbe il 10% della popolazione.
Per un rivoluzionario pernsare cosi' e' un obbligo, magari separare il metodo dal merito non e' cosi' ortodosso...

porgascogne

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my own two cents: mi ritrovo molto in ciò che dice Tarallo sulle piccole gioie e sul fatto che coltivarle come si coltiverebbe una piantina, con cura, con amore, con rispetto e con speranza, aiuti a dimenticare, pardon, a seppellire tutta la merda con la quale siamo costretti a fare i conti, tutti i giorni, tutti i giorni, tutti i giorni...
dico seppellire, non dimenticare, perché è sempre bene che non si dimentichi su che cosa far nascere la piantina di cui sopra

poi, dal mio strettissimo punto di vista, trovo quanto scritto da Arkham bello di una bellezza terribile, quanto è terribilmente attraente la parte egoistica di noi stessi

certe volte anche io mi ritrovo a pensare che, si, vabbè, in finale, c'è di molto peggio e tutto sommato non è che io faccia tutte 'ste cose eroiche per poterlo cambiare
e lì, in quel preciso momento, che mi rendo conto che l'egoismo è come una droga

i casino royale, anni fa, cantavano "riempi i tuoi polmoni di pensieri buoni, comincia da te stesso e poi rivoluzioni"

ecco, magari è così
ma magari sono solo stanco


Kim Gordon

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Lazionetter
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non credo.
non è solo una questione d'affanno. è una questione di modello.
ma comunque, io non amo nascondermi dietro "altro".
per me il problema sono Io.
risolto questo, risolvo quello, che poi è come dire, risolvo un ca220, ce fosse una cosa che ho iniziato e poi finito.
anche questo rimarrà un progetto evaso...

fuggire forse non è la soluzione
o forse fuggire è una resurrezione?
un Isola è cura per il Tempo
oppure solo Isolamento?

basterebbe avere quello che non ho, contatto.



FatDanny

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Lazionetter
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Citazione di: Tarallo il 24 Ott 2011, 12:31
Il problema e' proprio li': questo l'avra' detto un centinaio di anni fa, more or less.
Quanto cazzo dovemo aspetta'?

Ma tu parlavi del metodo, e non del merito.
Se il metodo fosse cosi' facile la depressione non colpirebbe il 10% della popolazione.
Per un rivoluzionario pernsare cosi' e' un obbligo, magari separare il metodo dal merito non e' cosi' ortodosso...

L'ha detto circa settant'anni fa... un'inezia nella storia umana. Anche qui, come dicevo prima, diamoci i nostri tempi :)
Il che non vuol dire rimandare, ma, come diceva Daniel Bensaid, riuscire a fare nostra una lenta impazienza.

Per un rivoluzionario pensare così non è un obbligo, ma un qualcosa che ti senti dentro. Quella sorta di apparente illogicità che ti fa vivere una vita che per altri è assurdità (cit.).

italicbold

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In un vortice di polvere
gli altri vedevan siccità,
a me ricordava
la gonna di Jenny
in un ballo di tanti anni fa.


Pero' appena avrete scoperto il segreto della felicità non fate gli [...].
Condividete.

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sigurd

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Citazione di: italicbold il 24 Ott 2011, 15:06
Pero' appena avrete scoperto il segreto della felicità non fate gli [...].
Condividete.
felicità:
quando stai male "tanto passa, ahahahah"
quando stai bene "evvai!"

infelicità:
quando stai bene "tanto passa, figuriamoci"
quando stai male "ecco, appunto"

il problema è mettersi in modalità felicità, invece che in modalità infelicità
io, per dire, non so come si fa
ho avuto una buona intuizione, però: comprendere che le cose belle e quelle brutte arrivano in modo assolutamente indipendente dalla nostra volontà e dalle nostre azioni

ecco, questo è il mio contributo

porgascogne

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Registrato
Citazione di: sigurd il 24 Ott 2011, 15:54ho avuto una buona intuizione, però: comprendere che le cose belle e quelle brutte arrivano in modo assolutamente indipendente dalla nostra volontà e dalle nostre azioni

ecco, questo è il mio contributo

non mi pare poco

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