Vorrei soffermarmi su alcuni dati statistici, con i quali fare il check up a questa stagione e provare a fare vataluzioni prospettiche.
La Lazio ha 21 punti, uno in meno dello scorso anno, in testa alla classifica, mentre lo scorso anno era seconda a un punto dalla capolista (Milan a 23).
Se si guarda allo score delle reti, emerge una dato tendenziale molto interessante e significativo. Abbiamo realizzato 16 reti e incassate 8, quindi una differenza reti con i fiocchi. Tuttavia, se si divide il campionato finora svolto in due sequenze di cinque partite, si nota che nelle prime cinque la squadra ha realizzato 7 reti subendone 6, mentre nella seconda cinquina sono state fatte 9 reti e subite 2 soltanto subite.
Ora al netto degli avversari incontrati (nella prima cinquina abbiamo incontrato Milan, Fiorentina, Palermo, Genoa e Cesena, mentre nella seconda Atac, Bologna, Catania, Cagliari e Parma: la priam cinquina è complessivamente più probante), emerge un netto miglioramento della tenuta della difesa: un segnale molto forte in questo senso è la crescita di Diakitè, come rilevato da tutti.
Andiamo a fare i confronti con lo scorso anno.
Alla undicesima eravamo secondi a un punto, ma eravamo reduci dalla doppia sconfitta del derby e di Cesena che aveva ridotto le nostre ambizioni e il nostro entusiasmo. Quest'anno invece siamo a un punto, ma con un derby vinto e altre prestazioni nelle quali abbiamo conseguito, sempre, il massimo risultato con il minimo di sforzo, segno di una grande solidità di squadra.
Perdonatemi un'altra digressione statistica. La differenza reti dello scorso anno ci vedeva a 13 reti fatte e 9 subite, mentre quest'anno siamo a 16 contro 8.
Pertanto, siamo migliorati sia in difesa che in attacco.
Su tutto questo va anche considerato che, a differenza dello scorso anno, siamo in Europa League, ancora in corsa per la qualificazione, il che aumenta di molto il valore di questo primo posto, che in termini di peso specifico, è più significativo e pesante del secondo posto dello scorso anno.
Sono segnali molto incoraggianti che danno conto di un solo fatto. Zio Reja aveva ragione. In attacco ha sostituito due pedine, le più giovani, per due anzianotti ma di grande lignaggio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. In pratica come cambiare le gomme mantenendo il motore.
Inoltre, gli innesti di Lulic e di Konko si sono rivelati, finora, azzeccati, con un Brocchi da nazionale e Marchetti che ha spazzato via ogni residua nostalgia Musleriana, semmai ce ne fosse bisogno.
Per sostenere le ambizioni scudetto bisogna mettersi in testa che dovremo lottare e duramente fino all'ultimo. Per questo servono un paio di innesti, necessari anche in termini numerici, perché nei vari reparti, due o tre giocatori sono assolutamente inadatti per ambizioni del genere. Eppure sento che margini per un'impresa del genere li abbiamo, come abbiamo il dovere di non mettere limiti alla provvidenza.
In ogni caso, la squadra ha mantenuto la stessa solidità mostrata nella prima parte della scorsa stagione, ma in più sta sostenendo lo sforzo in Europa. Quello che aumenta il valore dell'attuale classifica, potrà in futuro essere un peso, ma pero ci consente di dire "good job, uncle Edy".